Stomachion

giovedì 19 gennaio 2017

L'orrore si mette le ali

In parte attirato dalla trama, in parte dall'offerta (comprato a meno di metà prezzo di copertina), ho acquistato un romanzo che alla fine si è rivelato una interessante fonte di sorprese, nonostante non lo si possa considerare completamente originale.
L'idea di base di Riverwatch è quella del risveglio, nel mondo moderno (il romanzo è stato dato alle stampe originariamente nel 2000) di un demone imprigionato all'epoca della caccia alle streghe all'interno di una statua di pietra e che considera gli esseri umani delle prede di cui cibarsi. Il suo storico avversario, Gabriel, un essere antico quanto lui ma con le fattezze umane, è ormai vecchio, stanco e con pochi poteri e decide di lasciare il gravoso compito a un gruppo di ragazzi: Samuel, un giovane che lavora presso l'ospedale dove è ricoverato oltre che scrittore di giochi di ruolo; Katelynn, laureanda con una tesi sulla storia locale, in particolare sul personaggio di Sebastian Blake, accusato di stregoneria; e quindi Jake, piccolo imprenditore edile e, come Katelynn, amico di Sam e "cavia" per i suoi nuovi giochi prima che questi vengano mandati all'editore. Al terzetto si unisce successivamente lo sceriffo del villaggio, coinvolto nella vicenda a causa degli efferati omicidi di Moloch, risvegliato da un operaio di Jake che, per vendetta sul licenziamento subito, era penetrato nel cantiere per il restauro di una delle vecchie proprietà della famiglia Blake.
La trama, che si basa su elementi fantasy, che danno una rilettura inquietante delle leggende sulla battaglia tra angeli e demoni all'inizio del mondo che ricorda molto l'incipit di Devilman di Go Nagai, viene sviluppata da Joseph Nassise con accortezza e attenzione ai dettagli, riuscendo a coinvolgere il lettore grazie all'alternanza dei punti di vista, incluso quello del demone. Il romanzo si sviluppa tra scene splatter, introspezione psicologica, momenti di pura azione, lasciando però un pizzico di delusione quando, procedendo con la lettura, ci si rende conto che ciò che Gabriel ha da lasciare a Sam e ai suoi compagni di avventura è ben poca cosa rispetto a quanto ci si attenderebbe dalle parole che spesso utilizza.
Questo è l'unico aspetto debole, che indica come il romanzo sia uno dei primi scritti da Nassise, ma non ne inficia la godibilità e la leggibilità generale per quello che può essere considerato come un buon esempio di horror moderno statunitense.

mercoledì 18 gennaio 2017

Benvenuti tra i mercanti cosmici

Il recupero della recensione de La spada spezzata di Poul Anderson non era stato fatto per caso, ma per poter pubblicare subito dopo quella de La ruota a tre punte, libro di scoperta recente nonché terzo volume della saga della Lega Polesotecnica, che ha come protagonista Nicholas van Rijn. A parte proprio questo La ruota a tre punte, dove invece fa la sua comparsa il giovane ma brillante David Falkayn.
Di come la matematica può rompere i tabù e altre storie
Il volume si costituisce di tre brevi romanzi, La ruota a tre punte, che da il titolo alla raccolta italiana (edizione cartonata del 1975 della Nord), Un sole invisibile e Gli scansaguai. Il protagonista, David, è un apprendista mercante della Lega Polesotecnica, una lega di mercanti che commercia con tutti i pianeti abitati scoperti dai popoli che costituiscono la lega stessa.
Dunque l'ambientazione non è molto differente da quella della Legione dei Supereroi, il gruppo di eroi del lontano futuro DC Comics, mentre lo stile dell'autore è leggero e ironico, con Falkayn personaggio arguto, un po' arrivista e decisamente scanzonato, una caratterizzazione che, ad esempio, si può ritrovare in Han Solo, uno dei protagonisti della trilogia originale di Star Wars. In effetti l'atmosfera della serie, la varietà di pianeti e di razze presenti ne La ruota a tre punte fa pensare proprio alle Guerre Stellari di George Lucas. D'altra parte il pianeta del terzo romanzo breve è desertico, come Tatooine, e rivolge costantemente una faccia contro il sole intorno cui ruota.
Uno dei punti forti del trittico è, oltre alla caratterizzazione dei personaggi e alla vivida descrizione delle ambientazioni, è proprio la parte prettamente scientifica (messe da parte, ovviamente, le violazioni alla relatività speciale necessarie per permettere ai commercianti di collegare in poco tempo i vari pianeti).
Ad esempio ne La ruota a tre punte (in questo caso il romanzo breve d'apertura), David riesce a trovare un modo per introdurre un sistema che si comporta come una ruota pur non avendo una forma circolare, tabù per motivi religiosi sul pianeta dove è ambientato.

martedì 17 gennaio 2017

Il fantasy realistico di Poul Anderson

Il blocco dello scrittore può sorgere in due casi: o la sua mente si zitisce di fronte al foglio bianco, non sapendo cosa scrivere, o si ingolfa per le troppe bozze messe da parte, non sapendo quale utilizzare prima. Più o meno è quest'ultimo blocco quello che si sta presentando negli ultimi periodi: molte bozze abbastanza complete e scritte e l'indecisione su quale rileggere e pubblicare. Rileggendole, però, ecco spuntare ilnome di Poul Anderson, uno dei miei scrittori di fantascienza preferiti e presente tra le bozze delle recensioni con due romanzi, di cui uno leto nell'inverno del 2015. Ed è proprio di quello che vado a scrivere:
La spada spezzata
Come scritto, Anderson è uno scrittore di fantascienza, ma è stato anche un appassionato di storia. Una delle sue più grandi creazioni, la Pattuglia del tempo, ha unito queste sue inclinazioni: grazie a questa serie ha raccontato alcuni degli eventi cardine del passato, giocando con essi, modificandone gli esiti e quindi realizzando delle vere eproprie realtà alternative. Per riportare la storia sui giusti binari, permettendo così alla razza umana di evolversi, ecco ideare una delle prime tempolizie della letteratura, il cui compito era evidntemente quello di riportare gli eventi nel loro usuale corso storico.
La passione per la storia lo ha portato, oltre a scrivere alcuni romanzi di genere, anche a interessarsi alle leggende nordiche, quelle del mondo delle fate, o degli elfi, e dunque al fantasy. La spada spezzata è uno dei romanzi di Anderson nel genere che vede J.R.R. Tolkien dominatore quasi incontrastato. Non a caso un grande interprete del genere, Michael Moorcock, non solo confrontò La spada spezzata con Il Signore degli Anelli, ma lo ritenne ben superiore (e personalmente sono abbastanza d'accordo). Tra l'altro scrisse a proposito del romanzo di Anderson:

giovedì 12 gennaio 2017

La scacchiera del tempo

E' stata una piccola e piacevole sorpresa La scacchiera del tempo di Hayford Peirce. Aspettandomi qualcosa di più intellettuale e, per così dire, strategico, dopo un primo capitolo che sembrava promettere atmosfere in stile hard boiled, già con il finale del secondo capitolo rende chiara la materia ironica, quasi parodistica ed esilarante delle imprese di MacNair del clan dei MacNair, imbroglione patentato in ben due universi.
Il protagonista del romanzo, infatti, entra in possesso di una corona scintillante nota come Strumento Autonomo Extrateporale Olistico per la Raccolta, L'Organizzazione e la Dispersione, noto in inglese come Gathering, Organizing, and Dispersing Holistically Extratemporal Autonomous Device, da cui GODHEAD!
Stilisticamente Peirce ricorda molto da vicino Douglas Adams e d'altra parte il primo volume della Guida Galattica era uscito una decina di anni prima, quindi non è difficile immaginare il romanzo ideato sull'onda del sucesso della serie.
La stessa trama, dopo l'imprevisto spostamento di MacNair in un'altro universo dove Napoleone Bonaparte è riuscito, invece, a coronare il sogno di riunire sotto la bandiera francese tutta l'Europa, procede con lo stesso ritmo dei romanzi di Adams e in alcuni punti il fedele lettore dello scrittore britannico è quasi in grado di anticipare le proposte dello scrittore statunitense, ma è una falsa sicurezza, tuttosommato, che alla fine conduce a un finale abbastanza a sorpresa in quella che può essere considerata come una gustosa e divertente (in alcuni punti anche esilarante) rilettura della storia napoleonica da una parte e del sottogenere degli universi parallelli dall'altra.

mercoledì 11 gennaio 2017

Le grandi domande della vita: da Goku al pi greco

A volte grazie alla newsletter di Quora mi ritrovo a leggere domande e relative risposte curiose ma comunque interessanti e in qualche modo legate alla scienza. La prima da cui vorrei partire in questo post è legata a Goku, il protagonista della serie animata (e manga) Dragon Ball che potremmo riassumere in questo modo: "Se Goku facesse parte del Marvel o del DC Universe, quale sarebbe il suo livello di forza?"
Il più forte di tutti
Finora la migliore risposta al quesito è di Michael Pachidamong, che riprende alcuni puinti di una discussione sul forum di Comic Vine.
Innanzitutto dovrebbe essere il secondo personaggio più veloce dopo Flash, mentre dal punto di vista della forza, combinando tutte le caratteristiche sviluppate nel corso della serie, Goku sarebbe potenzialmente più forte del più potente degli dei, arrivando in un certo senso al livello del Superman golden age. D'altra parte anche i suoi avversari sono potentissimi e, probabilmente, ben più potenti di quelli di Superman e colleghi, creando una spirale in crescendo forse non molto credibile, ma certo piuttosto apassionante grazie alla costruzione della tensione in ogni episodio delle serie.
Altra interesante questione, che ci porta a un altro personaggio dei manga, One-Punch Man (che però non ho mai seguito), è se sia possibile distruggere la Terra con un pugno.

martedì 10 gennaio 2017

Le simmetrie di una catena di Ising

Scavando nel cassetto delle bozze del blog mi sono ritrovato con l'inizio di un post che sarebbe stato perfetto in abbinato al premio Nobel per la fisica 2016, assegnato alle ricerche sulle transizioni di fase quantistiche (giusto per semplificare). Recupero ora quella bozza anticipandovi che mescolerò la teoria dei gruppi con le transizioni di fase esaminando il presunto ponte tra le catene di Ising e il gruppo $E_8$.
Iniziamo con un...
Breve ripasso sulla teoria dei gruppi
Un gruppo, in matematica, è un insieme che, dotato di un’operazione di composizione, possiede le seguenti proprietà:
  1. proprietà associativa;
  2. esistenza dell'elemento neutro;
  3. esistenza dell'inverso.
Se l'operazione definita sull'insieme possiede anche la proprietà commutativa, allora il gruppo si dirà abeliano.
Un esempio di gruppo del tipo che si utilizza in fisica è l'insieme delle simetrie di un poligono (o più in generale una data figura geometrica, anche in tre o più dimensioni), ovvero di quelle trasformazioni che lasciano il poligono invariato. Questi gruppi sono detti gruppi di simmetria e rivestono una particolare importanza nella fisica moderna, poiché è proprio dallo studio delle simmetrie di un dato sistema fisico che si possono (o comunque potrebbero) ricavare le sue proprietà fondamentali.
I gruppi più utilizzati per lo studio delle simmetrie in fisica sono, però, i gruppi di Lie, ovvero gruppi in cui le operazioni di composizione e di inversione sono differenziabili, ovvero è possibile (semplificando) derivarle (calcolarne l'incremento in funzione della variabile). Il gruppo $E_8$ è esattamente un gruppo di Lie, e quindi non sembrerebbe così incredibile, nonostante la sua complessità matematica, ritrovarlo in un sistema fisico. Ciò che evidentemente è stupefacente è ritrovarlo in un sistema praticamente monodimensionale come una catenza di Ising. Prima, però, vediamo cos'è il modello cui il gruppo $E_8$ dovrebbe essere in qualche modo connesso.

lunedì 9 gennaio 2017

Mondo Matematico: Il teorema di Pitagora

Proseguo con le recensioni/approfondimenti della collana da edicola Mondo Matematico. Dopo il volume sui numeri primi e quello dedicato alla crittografia, è oggi il turno del Teorerma di Pitagora (vi consiglio di leggere anche il post di Mauro Merlotti dedicato al teorema di de Gua, a metà strada tra dimostrazione non standard e generalizzazione di quello di Pitagora).
La setta dei numeri
Se da un lato la cavalcata nella crittografia è da considerarsi non solo una lettura interessante, ma necessaria visti i tempi, quella dedicata al teorema di Pitagora è più divertente e coinvolge concetti matematici probabilmente più leggeri, utilizzati anche nell'ambito più familiare della matematica creativa.
L'inizio è quasi leggendario: Pitagora viene infatti considerato come il primo matematico a capo di una vera e propria setta che ha fatto dei numeri quasi un oggetto di culto. Interessanti in questo senso sono i versi aurei e le regole che sono alla base della setta pitagorica e che si dimostrano molto simili ai precetti delle moderne religioni. Persino i concetti più propriamente filosofici si dimostrano incredibilmente influenti nel pensiero occidentale, ritrovandoli successivamente in filosofi come Aristotele e Platone.
I numeri avevano, dunque, un'importanza fondamentale per i pitagorici, a partire dall'1, il generatore di tutti i numeri, senza dimenticare il 2, simbolo della diversità e dell'indefinito, e il tre, unione dell'1 e del 2, simbolo dell'armonia della perfezione. Ciò non vuol dire che era considerato un numero perfetto, visto che i numeri perfetti sono tali solo se uguali alla somma dei loro divisori, 1 incluso: e il primo di questa lista è il 6. In mezzo il 4, simbolo di giustizia, e il 5, simbolo del matrimonio e del triangolo divino, facendo parte della più piccola terna pitagorica.
E con la terna entriamo nell’argomento centrale del libro: il teorema di Pitagora. E questo è l'enunciato originale così come scritto nel libro di Claudi Alsina:
Dato un triangolo con i vertici $ABC$, l'angolo $A$ è retto (triangolo rettangolo), se e soltanto se l'area del quadrato costruito sul lato $a$, opposto a $A$, corrisponde alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui lati $b$ e $c$.
Come potete notare l'enunciato originale è un ribaltamento dell'enunciato usuale che ci viene insegnato a scuola: ciò è possibile grazie a quel "se e soltanto se" che permette di ribaltare qualunque teorema (dimostrato vero) in cui è presente.

domenica 25 dicembre 2016

(non) carnevale della fisica #21

Per uno strano (ma non troppo strano per chi è un po' avvezzo alla matematica del calendario!) caso l'ultimo (non) carnevale della fisica del 2016 cade nel giorno di Natale. Visto che siamo sul finire dell'anno, permetetemi un minimo di celebrare questa iniziativa (non) ufficiale che, in questo 2016, pur tra tante difficoltà, con Anarita Ruberto siamo riusciti a condurre in porto ogni mese. Sarebe bello se per il 2017 qualcuno degli altri blogger italiani volesse provare a organizzare una delle future edizioni, per allargare lo spettro e le potenzialità di questo picollo progetto. Contattateci!
Ad ogni buon conto, essendo questo un mese di festa, parto subito con il primo contributo a tema natalizio, la puntata #136 del podcast di Scientificast condotto da Simone Angioni e Paolo Bianchi. Gli argomenti trattati sono vari, ma l'attacco con la fisica arriva grazie a Silvia De Simone che parla delle proprietà fisiche della neve e del ghiaccio!
Tra i collaboratori di Scientificast, Marco Casolino ha anche un blog personale, dove scrive di fisica. Per questa edizione ho selezionato un articolo recente sul funzionamento di una lampadina:
La prima lampadina elettrica è stata quella a incandescenza. Si tratta di un filamento di tungsteno posto in un bulbo di vetro in cui è stato fatto il vuoto. Facendo passare corrente elettrica nel filamento, questo si scalda per gli urti che gli elettroni della corrente hanno con il materiale (effetto Joule). L’alta temperatura fa agitare gli elettroni, accelerandoli in tutte le direzioni e facendo loro emettere luce. Una carica elettrica accelerata emette, infatti, un’onda elettromagnetica: maggiore la temperatura e maggiore l’accelerazione e anche la frequenza dell’onda elettromagnetica emessa (legge di Wien). Ciascun corpo emette radiazione secondo la sua temperatura: gli animali a sangue caldo nell’infrarosso, le braci di carbone nel rosso se la temperatura è bassa e nel bianco se è alta (per il contributo delle frequenze verdi e blu). Dato che le accelerazioni degli elettroni possono avere vari valori, l’emissione termica di luce avviene in un ampio intervallo di frequenze.
Con Pasquale Napolitano su Math is in the air cerchiamo di capire l'equazione che fa vibrare il mondo:
Cosa hanno in comune una sospensione di una vettura e un palazzo soggetto ad un terremoto? Da un punto di vista macroscopico ben poco, sono due fenomeni completamente diversi. Quello che hanno in comune è, che per certi aspetti, entrambi sono soggetti alle stesse leggi della dinamica, entrambi presentano gli stessi comportamenti (quali ad esempio la risonanza) e possono essere trattati mediante la stessa schematizzazione fisica e le stesse equazioni matematiche.
Inauguro la corposa sezione astronomica con Sandro Ciarlariello che smonta l'ennesima bufala sul Sole:
Mercoledì 16 novembre 2016 uno degli strumenti dell'osservatorio STEREO che si occupa di registrare le variazioni di temperatura è andato momentaneamente oltre il limite di rivelazione e ha iniziato a non funzionare per un po'. Questo ha provocato uno sfasamento delle immagini registrate da due diversi strumenti a bordo di stereo e di conseguenza una sovvrapposizione di dati acquisiti.