
La versione originale in due volumetti, già pubblicata (e al momento in cui scrivo non acquistata: spero di provvedere, prima o poi) dalla J-Pop alcuni anni fa, era disegnata da Tatsuya Yasuda e raccontava la sfida tra il protagonista, il giovane pilota di Formula 1 Hiroshi, contro una specie di demoni provenienti dal passato della Terra che vogliono conquistare il Giappone, ripristinando il loro antico impero, e da lì tutto il pianeta.
Sostanzialmente la storia anche nella versione di Akira Oze pubblicata all'incirca un anno dopo ripercorre quella originale di Nagai, ma con alcune differenze, come per esempio il padre di Hiroshi, l'archeologo Senjiro Shiba, il cui corpo è ormai in fin di vita e così decide di trasferire la sua mente dentro una specie di robot a metà strada tra il Robbie de Il pianeta perduto e i dalek del Dr. Who.
La storia, comunque, ha diversi punti di contatto con Devilman, sempre di Go Nagai, visto che la minaccia non viene dall'esterno, ma dall'interno: come in Devilman anche in Jeeg i nemici condividono il nostro stesso pianeta.
A un certo punto dell'azione, poi, Hiroshi mostra dei sentimenti di comprensione nei confronti della regina Himika quando si sente costretto dalle circostanze a uccidere i suoi gemelli. Sentimenti che diventano ancora più profondi dopo essere riuscito a sconfiggerla definitivamente, non riuscendo così a godersi completamente la vittoria. Inoltre il suo ultimo avversario, una specie di boss finale, l'imperatore Ryuma, lo invita a unirsi a lui, avendo compreso come, per salvare il pianeta, Hiroshi sia stato costretto ad abbandonare ciò che gli restava di umano nel suo corpo. Tutte cose che, in maniera molto più intensa ed estrema vive anche Akira Fudo in Devilman.
Ancora più interessante, però, è tracciare un parallellismo tra Jeeg ed Evangelion, mostrando così un'influenza che mi sembra in giro non sia stata notata poi molto. Innanzitutto c'è una certa vicinanza tra Jeeg e gli Eva: Jeeg è infatti il più snello tra i robottoni ideati da Go Nagai ed è anche quello in cui il legame tra il pilota e la macchina è il più stretto di tutti, proprio come avviene tra l'Eva e Shinji. Mentre, però, questo legame in Evangelion è mediato da una specie di liquido amniotico, in Jeeg è puramente tecnologico, reso possibile dal corpo bionico di Hiroshi.
Altro punto di contatto è nelle resistenze di Hiroshi a prendere la guida di Jeeg, che sono sovrapponibili a quelle di Shinji: entrambi hanno avuto un padre assente che spunta all'improvviso quando c'è bisogno di affrontare i nemici del pianeta. Hiroshi, però, impiega molto meno tempo rispetto a Shinji per comprendere la situazione e farsi carico delle sue responsabilità: il motivo è, semplicemente, per via della sua maggiore età e della sua maggiore capacità di empatizzare con il prossimo, cosa che in Shinji si evidenziava solo (e nemmeno sempre) nei confronti degli appartenenti alla sua cerchia più stretta.
Altro dettaglio che ha aiutato Hiroshi ad accettare il destino scelto dal padre per lui è stata la consapevolezza di essere veramente l'unico a poter contrastare l'avanzata di Himika prima e Ryuma poi, cosa che per Shinji non fu chiara per quasi tutta la serie.
Tutto questo, inclusi gli elementi che hanno influenzato Evangelion (e altri su cui non mi sono dilungato, legati più a fattori emozionali relativi alla serie animata), fanno di Jeeg il robottone più interessante di tutti quelli di Go Nagai, nonostante il maggior successo di Mazinger.
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