
Bando ai sentimentalismi, andiamo alla storia e in particolare alle prime sei pagine, quelle che mi hanno fatto pensare proprio a X-Mickey. Sono raccontate in prima persona da Macchia Nera, che girovagando per i vicoli nebbiosi di, presumibilmente, Topolinia, si imbatte del negozio di antiquariato Le meraviglie del dottor Piuma. Già qui, in qualche modo, il cinefilo che è in me sente odore di espressionismo tedesco, quello di capolavori come Nosferatu o Il gabinetto del dottor Caligari. Il dottor Piuma è, in effetti, un grande affabulatore con uno sguardo decisamente un po' folle, e questo grazie alla caratterizzazione grafica di Casty, inchiostrato come in altre occasioni da Michela Frare. E propone a Macchia Nera due particolari oggetti con un evidente potere magico: una cappa in tutto simile alla sua e una busta con una piuma disegnata sopra da indirizzare a qualcuno a scelta di Macchia. La lettera, però, può essere utilizzata una volta sola.
