Stomachion

domenica 31 maggio 2020

Topolino #3366: In corsa per la vittoria

Nel numero che segna quella che probabilmente è l'ultima storia di Massimo De Vita, sono presenti una gra tra pizzaioli, una corsa automobilistica e soprattutto la conclusione del Giro d'Italia di Paperone & co.
Il ciclismo, però, è tutta un'altra cosa
Con la terza puntata si conclude Il giro da capogiro di Bruno Enna e Marco Mazzarello. E il finale lascia un po' di delusione. Non tanto per la conclusione in sé e per sé, o per la presenza di ottime gag o della storia appassionante del sabotaggio della squadra di Sponton a tutto il giro, ma perché in fondo Enna non è riuscito a catturare e raccontare lo spirito del Giro in particolare e del ciclismo in generale. E sì che la prima puntata, in questo senso, aveva fatto ben sperare, ma d'altra parte è un po' difficile riuscire a trasmettere al lettore l'emozione delle due ruote con una storia a puntate a cadenza settimanale che deve seguire una corsa a tappe. In questo senso la scelta di Sisto Nigro di un paio di anni fa di celebrare il Giro con una storia singola si era rivelata molto più efficace di questa nuova saga enniana. Ovviamente tutto ciò non inficia la gradevolezza delle tre puntate della saga, che in fondo resta poco più di questo.

sabato 30 maggio 2020

Come parlare alle ragazze alle feste

I ragazzi si classificano, grosso modo, in due grandi categorie: quelli che hanno facilità ad approcciare le ragazze alle feste e quelli che qualunque cosa facciano non ci riescono. I due protagonisti di questo delizioso racconto di fantascienza di Neil Gaiman, Vic ed Enn, ricadono rispettivamente nella prima e nella seconda categoria. Ed è Enn il narratore del racconto.
I due vanno a una festa, in effetti si imbucano nella festa sbagliata (avevano ricevuto un invito per un'altra festa) e mentre Vic si apparta con la padrona di casa, Enn riesce a rompere il ghiaccio con ben tre ragazze di questa festa. Le informazioni che raccoglie sono abbastanza lampanti per qualunque lettore di fantascienza (straniere in visita sul nostro pianeta, parlano di stelle, incarnazione e misteri mistici), ma poi i due ragazzi scappano prima di scoprire la verità, che resta sospesa alla fine del racconto, come giusto che sia per un'opera di poche pagine.
La bellezza del racconto, però, come già accaduto ad altri di Gaiman, non gli ha impedito di diventare un fumetto altrettanto delizioso, realizzato in questo casi dai due artisti brasiliani, fratelli gemelli, Fábio Moon e Gabriel Bá. Della loro interpretazione del racconto a colpire è soprattutto la scelta dei colori acquarellati che risultano perfetti per rendere le atmosfere oniriche di alcune scene, in particolare quelle in cui le tre ragazze raccontano le loro storie a Enn. In effetti, se proprio vogliamo trovare un difetto nella versione a fumetti, è nell'età apparente dei due protagonisti, che sembrano due ventenni piuttosto che due quindicenni. A parte questo la trasposizione risulta quanto mai fedele allo spirito gaimaniano.
Un'ottimo fumetto da leggere sotto le stelle in queste sere di fine primavera.

venerdì 29 maggio 2020

Le grandi domande della vita: un po' di luce in questo grigio

E alla fine l'ho fatto: ecco una puntata "speciale" de Le grandi domande della vita ispirata alle domande che sono state rivolte a Gabriella Greison. La speranza è quella di riuscire a fare un lavoro migliore.
Gemelli paradossali
Bene: su questo non dovrebbero esserci problemi e spiegare cosa sia il paradosso dei gemelli non dovrebbe essere così complicato: è quando due che sono identici in tutto e per tutto e dici che sono gemelli in realtà non lo sono... Ah! No! Ho sbagliato paradosso!
Bando alle facezie, come ben racconta la vignetta di apertura, il paradosso sorge quando, di due gemelli, ne mandiamo uno nello spazio. Quando questo torna a casa, è invecchiato più lentamente del gemello rimasto sulla Terra. Bene, abbiamo risolto il problema delle pensioni: spediamo tutti nello spazio! No. Neanche questo va bene, anche perché, in effetti, una spiegazione che riporta tutto a posto c'è.
Il punto centrale della questione è che il gemello astronauta a un certo punto, quando inverte la rotta per tornare a casa, deve prima decelerare e quindi accelerare. Questo implica che il sistema di riferimento dell'astronave in viaggio verso la sua destinazione è differente rispetto al sistema di riferimento dell'astronave al ritorno. Questo vuol dire che il tempo misurato sull'astronave nei tre momenti distinti (a) viaggio verso la sua destinazione (b) arrivo (c) viaggio di ritorno è differente in ognuna di queste situazioni, come giusto che sia. E infatti facendo i calcoli corretti si scopre che il tempo trascorso per il gemello in viaggio è uguale al tempo trascorso per il gemello rimasto sulla Terra.
Sul paradosso c'è una bella canzone dei Queen scritta da Brian May. Ve la metto qui sotto anche se non è una delle particelle musicali:

giovedì 28 maggio 2020

Wikiritratti: Rudolph Minkowski

Il padre di Rudolph, Oskar Minkowski, era un fisiologo che si occupò del diabete, ed era anche fratello di Hermann Minkowski, quello dello spaziotempo della relatività di Albert Einstein. Alla fine il giovane Rudolph Minkowski seguì una carriera più simile a quella dello zio, baffuto, che non a quella del padre, barbuto: l'astronomo.
Insieme con Walter Baade si occupò di supernove, classificandole in due tipi, il tipo I e il tipo II. A loro volta le supernove di tipo I sono ulteriormente suddivise in tre tipologie, in base al loro spettro: quelle di tipo Ia mostrano la presenza delle linee del silicio nello spettro, assenti in quelle di tipo Ib e Ic. Le Ib presentano le linee dell'elio neutro, che sono assenti anche in quelle di tipo Ic.
Anche le supernove di tipo II vengono classificate in funzione dello spettro, sebbene la maggior parte di esse presenta delle linee di emissione dell'idrogeno molto larghe, legate probabilmente a un'elevata velocità di espansione del gas stellare.
Sempre con Baade scoprì le prime controparti ottiche ai segnali radio, mentre con Albert George Wilson scoprì l'asteroide 1620 Geographos, uno degli asteroidi Apollo, un gruppo di asteroidi con l'orbita particolarmente vicina. Ha anche scoperto la nebulosa planetaria M2-9, che si trova in direzione della costellazione dell'Ofiuco. Inoltre fa scoperto l'esistenza di una correlazione tra la luminosità delle galassie più giovani e la loro dispersione in velocità. Tra i suoi riconoscimenti si ricorda la Bruce Medal nel 1961.
Oltre alla nebulosa da lui scoperta, nel cielo ci sono altri due oggetti a suo nome: un cratere lunare, dedicato a Rudolph e allo zio Hermann, e una galassia nana che si trova vicino a NGC 541.

mercoledì 27 maggio 2020

NGC 5128

NGC 5128 è davvero affascinante. Si tratta della collisione, distante venti megaparsec, di una nebulosa diffusa e di una spirale planetaria che emette una frequenza radio mille volte superiore a quella delle galassie normali.
- da La Terra che ho lasciato dietro di me di William Walling

martedì 26 maggio 2020

I rompicapi di Alice: Misture (an)alcoliche

Nella vita tutti quanti abbiamo fatto delle misture costituite da liquidi differenti. Ad esempio mescolando due bibite analcoliche, come nel mio caso, essendo astemio, o magari allungando un liquore con dell'acqua perché troppo alcolico o per farlo durare di più quando abbiamo ospiti a casa. Ovviamente, sperando che ciò non vi suggerisca un tale comportamento, potete concludere la cena, magari prima di offrire il classico brandy, un simpatico giochino matematico tanto amato da Lewis Carroll, logico, matematico e soprattutto autore de Alice nel Paese delle Meraviglie.
Un problema di mescolamento
Il problema è presto detto. Prendiamo due bicchieri. Il primo lo riempiamo con 50 cucchiai di brandy. Il secondo con 50 cucchiai di acqua. Quindi prendiamo un cucchiaio dal bicchiere di brandy e lo versiamo nel bicchiere d'acqua. E poi mescoliamo. Alla fine di questa operazione preleviamo un cucchiaio della mistura e lo versiamo nel bicchiere di brandy.
La domanda è: sarà di più la quantità di acqua nel bicchiere di brandy o la quantità di brandy nel bicchiere d'acqua?
Pensateci un po' e poi tornate a leggere.

lunedì 25 maggio 2020

La scimmia instancabile

Arthur alzò gli occhi.
"Ford!" disse "qui fuori c'è un'incredibile moltitudine di scimmie che vogliono parlarci di una sceneggiatura dell'Amleto che avrebbero appena finito di scrivere!"
Il riferimento, in questa citazione dalla Guida galattica per autostoppisti, è a un teorema espresso nel 1913 dal matematico francese Émile Borel. Il teorema stabilisce all'incirca che se si permette a una scimmia di battere a caso i tasti di una macchina da scrivere, questa sarebbe in grado di scrivere qualunque testo, incluse le opere di William Shakespeare.
Proviamo a vedere la questione dal punto di vista delle probabilità. Supponiamo, per semplicità di calcolo, che la tastiera possegga 50 tasti (in effetti sono di più). Prendiamo una parola, ad esempio banana. Ora, poiché la probabilità di ciascun tasto di venire premuto è 1/50, allora la probabilità che la prima lettera sia b è 1/50, che sia a è sempre 1/50, e così via. Per cui la probabilità che le prime sei lettere premute siano esattamente banana è data dal prodotto

domenica 24 maggio 2020

Topolino #3365: La meta è il viaggio

In un paio di occasioni il nuovo direttore di Topolino, Alex Bertani, si è lasciato sfuggire una delle sue grandi passioni: il viaggio. Ed effettivamente ciò sta influenzando e non poco il sommario del settimanale da un po' di tempo a questa parte. I personaggi disneyani, infatti, vengono spediti in giro per il mondo (ma anche nello spazio) come non accadeva da diverso tempo, e questo ha anche avuto, come conseguenza, il gradito ritorno di Indiana Pipps, che peraltro sarà presente già settimana prossima con un fantastico crossover. Per questa settimana, però, la ricerca archeologica è toccata, anche solo per caso, al buon Topolino.
Tra le sabbie del Sahara

Topolino giramondo in questo numero viaggia nel deserto del Sahara e racconta la sua avventura in flashback a dei ragazzini di una scuola. Da buon reporter di viaggio, Topolino afferma che
(...) Lo scopo dei miei viaggi non è arrivare, ma conoscere posti nuovi!
E infatti Giuseppe Zironi, con una prima parte molto simile a un classico della letteratura da viaggio, descrive i luoghi affascinanti, le persone e i costumi intorno al Shara. Il disegnatore, che si dimostra come sempre efficace con le ambientazioni naturalistiche ed esotiche, costruisce intorno anche una storia interessante, riuscendo a rendere appassionante una vicenda tutto sommato comune, come il giovane che intraprende il viaggio nel deserto con un camioncino per portare al suo villaggio le palme, uno dei pochi strumenti che i popoli del Sahara hanno per combattere contro l'avanzata delle dune.
Zironi mescola la tematica della diffidenza tra diversi con la scoperta improvvisa di un insediamento romano, con tanto di acquedotto, che permette di trovare una soluzione al problema dell'acqua. D'altra parte i romani si erano comunque spinti nelle zone occidentale e centrale del Sahara, per cui la scoperta non deve stupire.