Stomachion

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lunedì 25 maggio 2026

#TowelDay - Guida Galattica per viaggiatori stellari

La costellazione di Orione è tipicamente invernale e dunque in questi ultimi scampoli di primavera si trova bassa sull'orizzonte. All'interno del gruppo di stelle che la costituiscono la più luminosa, Alpha Orionis è meglio nota come Betelgeuse. Posta nella parte iniziale dle braccio destro di Orione, è una stella pulsante di grande massa distante 590 anni luce; le sue pulsazioni, il cui periodo è di quasi 6 anni, causano una notevole variazione nella sua luminosità.
E' molto utilizzata nel mondo della cultura popolare: per esempio è il luogo d'origine dei Grandi Antichi di Howard Phillips Lovecraft. Inoltre sembra che quando Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer, in Blade Runner recita il suo famoso monologo sui bastioni di Orione, in realtà si stia riferendo proprio alla stella Betelgeuse:
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.
E poi, l'uso che ci interessa oggi, è il luogo d'origine di Ford Prefect e, soprattutto, di Zaphod Beeblebrox, l'ex presidente della Galassia!

sabato 25 maggio 2024

Pensiero profondo

Per il towel day di quest'anno ho provato a generare, utilizzando le ultime opzioni di NightXafe, un prompt piuttosto semplice: 42 is the definitive answer. L'immagine generata, che vedete qui sotto, va ben oltre le mie più rosee aspettative visto che, almeno a me personalmente, fa pensare al mitico Pensiero profondo, il computer preposto a trovare la domanda fondamentale alla risposta fondamentale, che come tutti (spero) sappiate è, appunto, 42!
20240525-pensiero-profondo
Altri contenuti a tema towel day usciti oggi sono La costellazione del Pesce di Babele su EduINAF e Il salmone del dubbio sul Cappellaio Matto.

lunedì 25 maggio 2020

La scimmia instancabile

Arthur alzò gli occhi.
"Ford!" disse "qui fuori c'è un'incredibile moltitudine di scimmie che vogliono parlarci di una sceneggiatura dell'Amleto che avrebbero appena finito di scrivere!"
Il riferimento, in questa citazione dalla Guida galattica per autostoppisti, è a un teorema espresso nel 1913 dal matematico francese Émile Borel. Il teorema stabilisce all'incirca che se si permette a una scimmia di battere a caso i tasti di una macchina da scrivere, questa sarebbe in grado di scrivere qualunque testo, incluse le opere di William Shakespeare.
Proviamo a vedere la questione dal punto di vista delle probabilità. Supponiamo, per semplicità di calcolo, che la tastiera possegga 50 tasti (in effetti sono di più). Prendiamo una parola, ad esempio banana. Ora, poiché la probabilità di ciascun tasto di venire premuto è 1/50, allora la probabilità che la prima lettera sia b è 1/50, che sia a è sempre 1/50, e così via. Per cui la probabilità che le prime sei lettere premute siano esattamente banana è data dal prodotto

sabato 25 maggio 2019

L'unico e solo bar radioattivo dell'universo

Prima di iniziare, un buon towel day a tutti i lettori!
La traccia con cui si apre What Remains Inside a Black Hole dei Man or Atro-Man? ha un titolo che sembra ispirato a Douglas Adams e al suo Ristorante al termine dell'universo:

Il secondo romanzo della serie è, come già il primo, un susseguirsi di divagazioni all'interno della galassia da parte dei protagonisti, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian e Zaphod Beeblebrox, cui non dobbiamo dimenticare il robot depresso, Marvin, o la Cuore d'oro, l'astronave dotata del motore a improbabilità, che ovviamente sfrutta l'imporbabilità quantistica per muoversi all'interno dell'universo e compiere azioni altamente improbabili.
Ad ogni buon conto, divertendosi come nel miglior stile di Adams, le peregrinazioni dei nostri eroi li portano fino al Ristorante al termine dell'universo che viene così brillantemente pubblicizzato:
Se stamattina hai fatto sei cose impossibili, perché non concederti come settima una colazione da Milliways, il Ristorante al termine dell'Universo?

mercoledì 25 maggio 2016

Il salmone del dubbio

Un buon #towelday 2016 a tutti con #DouglasAdams
Se già per chiunque abbia letto un qualsiasi libro di Douglas Adams e lo abbia apprezzato, la sua perdita è simile alla mancanza di un tesoro prezioso, immaginate un po' cosa possa provare chi lo ha conosciuto. E' con l'idea di realizzare un sentito omaggio allo scrittore della Guida galattica per autostoppisti che Peter Guzzardi compone Il salmone del dubbio utilizzando articoli inediti, estratti da interviste e il terzo romanzo incompiuto della serie di Dirk Gently, che peraltro dona il titolo alla raccolta.

domenica 25 maggio 2014

Il caso dell'universo scomparso

C'è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell'universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C'è un'altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto.

(Douglas Adams, da Guida galattica per autostoppisti)

lunedì 24 dicembre 2012

La finestra sull'improbabile

Questa è la didascalia che si trova sotto il poster con l'immagine dello spazio profondo scattata da Hubble su uno dei muri della sala da pranzo dell'Osservatorio di Brera:
More about E un'altra cosa...
Personalmente, però, ciò che abbino maggiormente al concetto di improbabilità è il motore della Cuore d'oro, la mitica astronave dalla assurda personalità protagonista della serie di romanzi della Guida Galattica per gli Autostoppisti.
La serie, che si era interrotta con il quinto volume di una trilogia (!), vede come protagonisti il terrestre Arthur Dent e l'extraterrestre Ford Prefect che girovagano per lo spazio dopo la distruzione della Terra per lasciare spazio a una autostrada spaziale. A riprendere le avventure dei due amici e di loro comprimari, astronave Cuore d'oro inclusa, ci pensa Eoin Colfer, più noto per la serie di Artemis Fowl, che in E un'altra cosa... costruisce un vero e proprio atto d'amore verso la saga di Douglas Adams.
In effetti, nonostante si ritrovino tutti i personaggi della saga, inclusa la Guida 3.0, non siamo di fronte a un romanzo della saga: Colfer ce la mette certamente tutta per inserire elementi assurdi nella tradizione della Guida e le parti meglio riuscite sono quelle costruite sulla falsa riga dei capitoli dei romanzi originali, con descrizioni più o meno dettagliate che partono dalle voci della Guida Galattica o da leggi della natura che verranno successivamente violate. In questo comunque divertente romanzo sarà protagonista anche una divinità dimenticata, il martellatore per eccellenza, Thor, dio del tuono, che permetterà all'autore di visualizzare anche una versione abbastanza noir di Asgard o di mettere in scena una nave spaziale vichinga, la nave di Thor, dal carattere non meno marcato della Cuore d'oro.
Alla fin fine, pur se è un romanzo che cerca di proseguire una saga irripetibile della fantascienza umoristica mondiale, è da prendersi semplicemente per quello che è: un atto d'amore alla Guida Galattica e a Douglas Adams.

domenica 17 febbraio 2008

Praticamente innocuo

E' a queste semplici due parole che la redazione riduce l'articolo composito e complesso che Ford Prefect scrive per la Guida Galattica per gli autostoppisti. La cosa non va molto giù a Prefect, ma sicuramente stuzzica l'inventiva di Douglas Adams, che utilizza le due semplici parole per l'ultimo romanzo dell'unica trilogia in cinque parti mai scritta sulla faccia della Terra.
Appunto. La Terra. E quella di Ford Prefect e di Artur Dent è solo una delle tante, possibili Terre, la maggior parte delle quali nemmeno esiste più, perché il pianeta Terra presenta almeno una discontinuità nel suo asse di probabilità. Dovete infatti sapere che secondo la nuova versione aggiornata della Guida Galattica, un pappagallo multidimensionale che vive in tutti gli universi possibili (quelli che compongono il Gran Casino Generale, per intenderci!), il nostro universo si basa su uno spazio che ha tre dimensioni spaziali, una temporale, una probabilistica (ed un numero ancora maggiore di dimensioni per noi normalmente indistinguibili!).
Ma abbiamo divagato. Non abbiamo veramente parlato del libro di Adasms, dell'ultimo libro della trilogia in cinque parti. E cosa c'è da dire se non: è divertente, appassionante, spiazzante. Perché il finale è proprio spiazzante, imprevisto, ma anche divertente, e forse finirete come Ford, ridendo come matti!

domenica 10 febbraio 2008

La specialissima relatività

Qualunque cosa accadde, accadde.
Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un'altra, ne fa accadere un'altra.
Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade.
Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico.

(da Praticamente innocuo, di Douglas Adams, trad. Laura Serra)