Stomachion

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domenica 19 gennaio 2020

Topolino #3347: Scacco matto

Si conclude Corto circuito, la nuova saga del nuovo corso di Double Duck. Nonostante tutto l'impegno profuso nei singoli episodi, la saga nel suo complesso risulta un po' deludente e, in qualche modo, un passo indietro rispetto quanto fatto da Tito Faraci nella storia precedente di DD.
Veloce, forse troppo
Internal error è, in effetti, tecnicamente buona, grazie a un paio di passaggi narrativamente interessanti: Fausto Vitaliano, infatti, mette in scena un parallelo narrativo tra i due principali rappresentanti di Actinia che inscenano una rivalità uno contro l'altro senza sapere di far parte della stessa società segreta.
Il vero e grosso difetto della storia, e alla fine anche della saga nel suo complesso, è però nel ritmo, decisamente eccessivo. L'idea di ottenere la collaborazione di Red Primorose/Kay K da parte di Paperino potrebbe anche essere buona, ma viene ottenuta in maniera eccessivamente rapida, come se il piano per "incastrarla" e così "costringerla" ad allearsi con DD fosse già preparato e non improvvisato come lascerebbe intendere la storia. Inoltre le operazioni di infitrazione delle due spie nella banca e nel canale televisivo di informazione gestiti da Actinia risultano eccessivamente rapidi e semplici, senza alcuna preparazione e di questi il piano di Paperino è quello più improvvisato e assurdo. Infine l'influenza di Rockerduck sull'Agenzia viene bellamente dimenticata, trascurando così uno degli elementi più interessanti introdotti da Faraci nella serie.
Nel complesso un'operazione superficiale, che sembra voler essere una parodia del genere spionistico senza però esserlo fino in fondo, e che vede come unica nota positiva gli ottimi disegni di Stefano Zanchi. Ora non ci resta che attendere speranzosi che il prossimo sceneggiatore di DD non sia Vitaliano.