Stomachion

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martedì 11 maggio 2010

SGRUNT! - Dati a confronto

Matteo Stefanelli, con il suo intervento durante SGRUNT! li ha chiamati, e io glieli fornisco alcuni dati un po' più scientifici. In particolare eccovi il grafico sul confronto tra manga, comics e fumetti come chiavi di ricerca su Google (grafici realizzati con Trends):

Come si può vedere non c'è alcun confronto: il cinema batte comics e manga anche mettendo gli ultimi due insieme, che risultano paragonabili al cinema solo in alcune occasioni per quel che riguarda il comparto delle news (si dovrebbero approfondire quei picchi presenti in quella sezione).
Interessante notare, tra gli istogrammi, il divario nettissimo tra cinema, manga e comics nell'ordine presente in lingua italiana. Per quel che riguarda le regioni, il cinema vince sempre tranne nelle Filippine, dove imperano i manga, e il divario tra cinema e tutto il resto è nettissimo anche in Australia e Nuova Zelanda. Inoltre il manga è sempre posizionato meglio rispetto ai comics.
Se aggiungiamo science al nostro schema, scopriamo qualcosa di estremamente interessante,

ovvero che manga e comics, pur se confrontabili con science, sono inferiori, ma soprattutto scopriamo un nettissimo divario tra science e il resto della compagnia per quel che riguarda le news: in definitiva c'è un grande desiderio di conoscenza di news scientifiche nel mondo: dato interessante da prendere in grande considerazione per il futuro, insieme al fatto che ancora

SGRUNT! - parte 2

Presegue il resoconto dell'incontro fumettistico di ieri all'interno del Festival delle Libertà Digitali

L'intervento dell'avvocato Raffaella Pellegrino, comunque, rimane, pur se relazionando sugli aspetti legali della questione, sui diritti d'autore e sulle Creative Commons, sulle quali Max Olla fa il suo primo intervento, chiedendo se le CC vengono tutelate dalla legge italiana: queste sono considerate dei veri e propri contratti, risponde l'avvocato, e come tali tutelati dalla legge italiana. Certo, aggiungo io (altro intervento perso), se utilizzo la seconda striscia dei Singloids pubblicata sul giornaletto dato in omaggio prima della tavola rotonda sul mio blog scientifico per parlar male dell'astrologia, considerando che ogni post mi può venir pagato, in questo momento, una cifra che varia tra gli 0 e i 50 centesimi, la cifra da dividere con i Persichetti è assolutamente irrisoria. E infatti, come afferma Stefanelli subito dopo, discutere sulle CC rischia di essere una perdita di tempo, perché ancora il mercato in cui queste possono effettivamente essere utili non esiste:
siamo in una fase di pre-mercato
Esperimento interessante e tutto italiano è, però, Open Shockdom, nato una decina di anni fa intorno a un gruppo storico di 7 cartoonist, la cui punta di diamante è eriadan, uno dei webcomic italiani più letto. In pratica Lucio Staiano ci racconta dell'evoluzione di un sito, nato in flash per sperimentare e offrire fumetti e animazioni, oggi diventato in pratica una sorta di Blogspot dei fumettisti, a parte i 7 fondatori che continuano ad essere sotto contratto con l'editore on line.
Dal pubblico giungono spunti sulla pirateria: Stefanelli ricorda che sia negli Stati Uniti, sia in Giappone (incredibilmente) sono state portate avanti delle azioni anche legali contro i siti di scannerizzazione. In Giappone, poi, è uscito un editoriale abbastanza classico contro queste pratiche, che per converso hanno però fatto la fortuna commerciale del genere in Giappone e nel mondo, come anche la maggior parte dei dirigenti di manga riconosce.
Serra, invece, la pirateria la teme relativamente: punto focale è la crisi del fumetto, che non viene più letto, o che, come dalla citazione anticipata, vuole essere fruito gratuitamente in maniera digitale, visto che sono anni che viene pagato su carta!

SGRUNT! - parte 1

Come avevo scritto ieri, e diversamente da quanto twittato nel pomeriggio: alla fine sono andato a seguire la tavola rotonda SGRUNT! Carta e bit al servizio dell'open culture, secondo appuntamento delle Libertà digitali. A moderare l'incontro Andrea Plazzi.

Il primo intervento è di Matteo Stefanelli, ricercatore presso la Cattolica di Milano, che si presenta alla platea (devo dire non proprio folta e ristretta, purtroppo, ai soli interessati) con una presentazione classica: poche diapositive, comunque, dove prova ad esaminare il rapporto del fumetto col web. Il fumetto, considerato come un medium da sempre ai margini della cultura propriamente detta, quantitativamente e qualitativamente, grazie alla rete è esploso, guadagnando in visibilità, riuscendo a costruirsi degli spazi che non aveva su giornali, televisioni, radio. A dimostrazione di questo fatto ecco tre screenshot di altrettante ricerche su Google, che mostrano come manga compaia 85300000 volte (a me vengono 85600000: il primo è One Manga), comics compaia 83400000 (a me vengono 80600000: il primo è Comics.com), mentre cinema arriva a 153000000 (a me vengono 149000000, con Odeon Cinemas come primo) (science compare, invece, 495000000 di volte, con Science in cima seguito da Nature), mentre l'italiano più seguito su twitter è Lupoi della Panini Comics. Tutto questo, più altri dati sparsi e slegati, ma non gestiti e raccolti in maniera scientifica, sembra indicare un cambio di passo nella visibilità del fumetto in rete. Come ho poi sottolineato nel mio intervento in conclusione, nato da una battuta di Max Olla, la visibilità a volte dipende anche dal social network che si prende in considerazione: twitter, ad esempio, è considerato "adulto" rispetto a Facebook, molto più da adolescenti (e da utonti, aggiungerei, inteso come utenti più passivi).