Stomachion

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lunedì 5 maggio 2025

Napoleone e la scienza

In questi tempi piuttosto burrascosi, si potrebbe avere la tentazione di associare alcuni politici megalomani (due in particolare, direi) al buon Napoleone Bonaparte. Alcuni anni fa (devo dire che da un po' di tempo a questa parte ciò non succede), in molti prodotti di fiction (film, serie televisive, fumetti, ecc...) quando si voleva dare al lettore un'idea della follia e della megalomania di un pazzo o, in maniera più soft, di un dato personaggio, lo si accostava proprio a Bonaparte, a voler sottolineare proprio l'esaltazione del personaggio stesso. Eppure Bonaparte non era sicuramente un pazzo (forse un po' megalomane, lo concedo!), e, a differenza dei due di cui sopra, aveva anche una profonda e sincera passione per la scienza.

martedì 5 maggio 2020

Il triangolo di Napoleone

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,
Muta pensando all,ultima
Ora dell'uom fatale;
Sono questi i primi versi di Cinque maggio, ode scritta da Alessandro Manzoni in onore di Napoleone Bonaparte, morto esule sull'isola di Sant'Elena il 5 maggio del 1821, 199 anni fa.
Bonaparte viene considerato come uno dei più grandi condottieri di tutti i tempi. Nato in Corsica giusto l'anno dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova, vene iscritto dal padre a una scuola francese, la Scuola reale di Brienne-le-Château. Qui si sentiva un po' a disagio, un pesce fuor d'acqua, non solo per le iniziali difficoltà linguistiche, ma soprattutto perché la scuola era frequentata dai figli dell'alta aristocrazia francese: un covo di figli di papà!
Nonostante il bullismo, però, Napoleone si applicò nello studio, riuscendo in particolare in matematica: chissà quanto sarebbero stati contenti i regnanti di mezza Europa se un qualche arguto insegnante lo avesse spinto verso tale disciplina. Invece il giovane Bonaparte scelse la carriera militare, sebbene la passione per la matematica gli rimase addosso. E questo lo sappiamo non solo perché aveva in gran conto un matematico del calibro di Gaspard Monge, ma anche per via del teorema che porta il suo nome.
L'enunciato, peraltro, è abbastanza semplice:
I baricentri dei triangoli equilateri, costruiti esternamente sui lati di un triangolo qualsiasi, formano un triangolo equilatero.