Stomachion

lunedì 30 settembre 2013

Le comete e le Olimpiadi

E' on-line il bando per le Olimpiadi dell'Astronomia 2014. Quest'anno il tema di preselezione è dedicato alle comete, ed è disponibile un pdf con un dossier iniziale di approfondimento sull'argomento con una serie di collegamenti web dedicati:
Avvistamenti e impatti di corpi celesti
Cosa sono e da dove vengono le meteoriti? E le comete? E gli asteroidi? Queste pagine vogliono fornire ad un vasto pubblico una concisa ma rigorosa informazione scientifica sui vari corpi celesti che possono avvicinarsi ed eventualmente collidere con la Terra. Vengono inoltre dati suggerimenti e consigli pratici su cosa fare nel caso si venga coinvolti in un avvistamento o addirittura (con un po' di fortuna) nella raccolta di una meteorite.
Le comete
Le comete, per il loro aspetto spettacolare variabile nel tempo, hanno sempre affascinato l'uomo e sono note fin dall'antichita'. Esse fanno la loro apparizione in cielo sotto forma di astri luminosi, dalla forma via via piu' allungata nel corso dei mesi, per poi rimpicciolirsi di nuovo e scomparire nel giro di pochi mesi.
La mongolfiera che rincorre la cometa
Anche un pallone stratosferico per studiare la ISON. Verrà lanciato il 29 settembre per la prima missione di un giorno. Raggiungerà l'altitudine di 37 chilometri sopra la Terra e, a quell'altezza, sarà largo circa 140 metri. A bordo un telescopio da 80 cm per osservazioni nell'infrarosso, nella luce visibile e nel vicino ultravioletto.
L'estate fa riscoprire il cielo
In questo editoriale (...) Patrizia Caraveo sottolinea come le notti d'estate delle Lacrime di San Lorenzo rappresentino una bella occasione per guardare il cielo e così scoprire il fascino delle comete e della loro scia

domenica 29 settembre 2013

I Rompicapi di Alice: L'orologio bizzarro di Herr Professor

Era da tempo che volevo pubblicare un estratto dell'articolo "Pacuvio e l'incredibile mondo di Lewis Carroll", uscito a ridosso del "Topolino 3000". Senza alcuna particolare ricorrenza, lo pubblico oggi, con le opportune modifiche. Per chi volesse leggere la versione integrale dell'articolo, basta cliccare sul suo titolo.
La letteratura del fantastico è ricca di viaggi in luoghi immaginari o esotici e inesplorati. Se nel secondo caso l'autore deve esercitare la propria immaginazione per descrivere un mondo alieno ma al tempo stesso riconoscibile, come può accadere ad esempio nei viaggi lunari descritti da Ludovico Ariosto o da Johannes Kepler, nel primo caso, invece, l'autore immagina luoghi e situazioni completamente alieni. In particolare in questo secondo genere di storie i classici di riferimento hanno tutti degli intenti che vanno oltre l'esplicito obiettivo dell'intrattenimento. Si va, per esempio, dai Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift dove l'idea è quella di criticare la società britannica attraverso l'interazione del protagonista con culture differenti, ai didattici Flatlandia del reverendo Abbott e Alice nel Paese delle Meraviglie (e il suo seguito, Attraverso lo specchio) di Lewis Carroll. Entrambe queste due ultime opere, infatti, presentano un contenuto di matematica (in particolare la prima) e di logica (soprattutto Alice) abbastanza evidente e non solo a un lettore attento. In particolare, però, è il mondo ideato da Carroll che è entrato nell'immaginario collettivo anche grazie al lungometraggio animato disneyano del 1951 diretto da Hamilton Luske.
Luske, che iniziò la sua carriera come direttore con il Pinocchio del 1940, proporrà nel 1959 in Paperino nel Mondo della Matemagica una sorta di compendio al Paese delle Meraviglie: non solo la scena iniziale quando l'ingresso di Paperino nel bosco della matematica ricorda la passeggiata di Alice, ma c'è anche l'esplicito riferimento ad Attraverso lo specchio e alla partita a scacchi su cui si fonda l'intero romanzo. E' anche molto interessante notare come subito dopo la partita il cortometraggio esalti il potere di immaginazione della mente matematica, quasi volendo ulteriormente omaggiare Carroll e le partite mentali a scacchi che era solito giocare da solo o in compagnia durante le sue passeggiate al parco(1).
- So cosa stai pensando - disse Tweedledum, - ma non è affatto così.
- Al contrario - continuò Tweedledee, - se così fosse, potrebbe esserlo; e se fosse stato così, lo sarebbe stato, ma siccome non lo è, non lo è. E' la logica.
Come è evidente dalla citazione tratta da Attraverso lo specchio, Carroll amava molto i giochi di logica, tanto che ne realizzò uno, di gioco della logica, intendo! Però un altro amore dello scrittore di Alice erano anche gli enigmi legati allo scorrere del tempo. Il più noto è certamente quello legato al tè del Cappellaio Matto, in cui il tempo è fermo in modo tale che sia sempre l'ora del tè. E proprio riferendosi a questo folle party, nella versione annotata di Alice, Martin Gardner ricorda come Arthur Stanley Eddington in Space, time and gravitation ha accostato questa deliziosa e divertente scenetta con la teoria della relatività e in particolare con il modello sviluppato da Willem de Sitter, che prevede l'esistenza di porzioni di cosmo in cui il tempo si è fermato.

sabato 28 settembre 2013

Più lontana della luna

Dopo un po' di anni ho ripreso a leggere Paola Mastracola, con il libro "Più lontana della luna". A me piace molto il suo modo di scrivere, così semplice e lineare. E in questa sua semplicità che porta il lettore a riflettere sugli aspetti della vita, proprio come fa con la storia di questa ragazza, che gira per l'Italia a cavallo, alla ricerca del suo 'amore da lontano'. In questo suo viaggio, questa giovane ragazza incontra tante persone, ascolta e vive tante storie, fino a trovare la sua strada e la sua passione, che diventa anche il suo lavoro. E l'amore da lontano?
Come per altri suoi libri, la Mastracola ci insegna molto sulla vita e sul rapporto con noi stessi e gli altri, attraverso storie semplici e a volte un po' bizzarre, ma con un grande fondo di verità e quotidianità.


giovedì 26 settembre 2013

Parlare di ricerca

Si tratta del resto di una delle maggiori attrattive della divulgazione: fare un passo indietro, lavorare alla storia di un soggetto, indagare seguendo tracce diverse, riformulare delle teorie avanzate nel linguaggio di tutti i giorni, ripensare alla storia e al luogo di tale tema di ricerca nel panorama globale della scienza, analizzare il vostro comportamento e le vostre emozioni di ricercatore; queste attività permettono un grande arricchimento sul piano personale. Parlare della professione di ricercatore a coloro che non la conoscono è un ottimo modo per trovare in se stessi maggiore significato e motivi di orgoglio; quanto all’investimento di tempo (veramente notevole) necessario per la preparazione di un articolo divulgativo, di una conferenza pubblica o di un intervento in una trasmissione televisiva, di solito viene ampiamente ricompensato dal piacere del lavoro di sintesi e dall’accoglienza spesso entusiastica che si riceve da parte del grande pubblico.
Cedric Villani, traduzione su gentile concessione di Roberto Natalini

domenica 22 settembre 2013

Gli occhi del mare

(il primo a parlare è Bartleboom, il secondo il piccolo Dood, o almeno questo è il suo nome, qui)

- Dove ce li ha, gli occhi, il mare?
- ...
- Perché ce l'ha, vero?
- Sì.
- E dove cavolo sono?
- Le navi.
- Le navi cosa?
- Le navi sono gli occhi del mare.
Rimane di stucco, Bartleboom. Questa non gli era proprio venuta in mente.
- Ma ce n'è a centinaia di navi...
- Ha centinaia di occhi, lui. Non vorrete mica che se la sbrighi con due.
Effettivamente. Con tutto il lavoro che ha. E grande com'è. C'è del buon senso, in tutto quello.
- Sì, ma allora, scusa...
- Mmmmh.
- E i naufraghi? Le tempeste, i tifoni, tutte quelle cose lì... Perché mai dovrebbe ingoiarsi quelle navi, se sono i suoi occhi?
Ha l'aria perfino un pò spazientita, Dood, quando si gira verso Bartleboom e dice
- Ma voi... voi non li chiudete mai gli occhi?

(da Oceano mare di Alessandro Baricco)

sabato 21 settembre 2013

Mio figlio, l'assassino

Dal punto di vista giallistico è un romanzo abbastanza semplice da risolvere, però è ben scritto e appassionante. E sono proprio i motivi per cui è appassionante che aiutano a risolverlo molto più degli indizi disseminati da Patrick Quentin (pseudonimo dietro cui si nascondono i due scrittori britannici Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler) tra le pagine.
Gli intrecci tra i personaggi, infatti, sono scontati e di fatto tolgono il gusto dell'enigma, lasciando solo alla narrazione, che per fortuna è appassionante e non lascia un attimo di respiro, il compito di tenere attaccato il lettore alle pagine.

venerdì 20 settembre 2013

Le strutture dell'acqua

Si potrebbe anche giocare, come nello stesso comunicato stampa pubblicato su Le Scienze, con Camilleri e il suo La forma dell'acqua, ma in effetti riferirsi a strutture è propriamente più corretto, soprattutto perché si sta parlando della disposizione geometrica delle molecole dell'acqua allo stato liquido e superfreddo (28 gradi sotto lo zero). In questo stato l'acqua
(...) mostra una serie di anomalie la cui natura è dibattuta. Un ruolo centrale è attribuito alla formazione di aggregati strutturali indotti da fenomeni critici che avvengono in profondità nella regione superfredda; la natura delle anomalie dell'acqua e dei processi critici nascosti rimane elusiva.(3)
Una possibile spiegazione dei comportamenti anomali e di questi comportamenti critici potrebbe risiedere nel fatto che l'acqua presenta due strutture differenti al suo interno, una a bassa densità e bassa pressione (LDL) e l'altra ad alta densità e alta pressione (HDL). Entrambe le due strutture esistono allo stato liquido e l'acqua passa da uno all'altro attraverso una transizione di fase liquido-liquido(1, 2)
L'acqua, vicino al noto punto critico, è una mistura fluttuante di molecole la cui strutture locali riassemblano le fasi liquida e gassosa. Allo stesso modo, l'acqua vicino all'ipotizzato secondo punto critico è una mistura fluttuante di molecole le cui strutture locali riassemblano le due fasi, LDL e HDL. Queste fluttuazioni influenzano le proprietà dell'acqua liquida, generando così il comportamento anomalo.(1)

giovedì 19 settembre 2013

L'abusivo

Scrivo così, di getto. Scrivo tra una cosa e un'altra: un lavoro da terminare, una telefonata da fare, una mail da inviare. Scrivo di getto perché voglio scrivere oggi. Oggi sarebbe stato il compleanno di un giornalista, un giornalista abusivo, avrebbe compiuto 54 anni, ma non lo festeggerà, perché è stato ucciso dalla camorra. Ed è stato ucciso dalla camorra perché faceva, anzi sapeva fare il suo lavoro. Perché lui, il suo lavoro, lo faceva bene...
Auguri Giancarlo!


Leggi la recensione de L'abusivo di Gianluigi