Stomachion

lunedì 30 settembre 2019

I rompicapi di Alice: Triangoli eleganti

Dopo il particolare triangolo di triangoli de Le grandi domande della vita di fine agosto, torno a occuparmi di triangoli con alcuni teoremi che sono anche rompicapi, o rompicapi che sono anche teoremi. Partiamo dalle basi.
Congruenti, ma non sempre
I triangoli sono delle figure di geometria piana (un poligono) costituite da tre punti non allineati collegati insieme da tre segmenti. In totale ogni triangolo è allora caratterizzato da 6 elementi, tre angoli e tre segmenti. Euclide, negli Elementi, propone al suo lettore i seguenti tre criteri di congruenza dei triangoli:
Due triangoli sono congruenti se hanno congruenti due lati e l'angolo tra essi compreso
che è dato come postulato
Due triangoli sono congruenti se hanno un lato e due angoli a esso adiacenti rispettivamente congruenti
dimostrabile a partire dal 5.o postulato, modificando il quale è possibile creare delle geometrie non euclidee
Due triangoli sono congruenti se hanno tutti i lati ordinatamente congruenti
E' possibile determinare altri tre criteri di congruenza, che hanno in comune con i tre precedenti di Euclide un semplice fatto: un triangolo è congruente a un altro se tre di questi sei elementi sono congruenti. Questo ci porterebbe a pensare che due triangoli che hanno cinque elementi congruenti sono a loro volta congruneti. Peccato che, come ha mostrato Richard Pawley, insegnante californiano di matematica, esistono dei triangoli di tal genere che non sono congruenti tra loro(1). L'unica possibilità per cui ciò può verificarsi è quanto i due triangoli hanno congruenti tra loro due lati e tutti e 3 gli angoli(2). L'esempio più semplice di questo fatto è dato dai due triangoli nella figura qui sotto:

domenica 29 settembre 2019

Topolino #3331: Young Donald Duck, il finale

Dopo la conclusione di Tre paperi in gioco, a una settimana di distanza si conclude anche la seconda serie dedicata all'adolescenza pubblicata su Topolino, Young Donald Duck. La saga, realizzata interamente in Italia, come era già accaduto per quella dedicata ai 90 anni di Topolino, è stata pubblicata anche all'estero, riscuotendo, stando ai riscontri su twitter, anche un buon successo. Ideata da Stefano Ambrosio e Francesco Artibani, si conclude con la stessa coppia di autori che ha dato il via agli 8 episodi, lo stesso Artibani affiancato ai desgni da Stefano Intini.
La fiera della scienza
Come ogni scuola statunitense, anche la Jeremy Ratt di Topolinia organizza una piccola fiera della scienza per presentare i progetti scientifici dei propri studenti. In particolare è ospite dell'ultima fiera il governatore del Calisota e dunque viene posta una certa attenzione in particolare a uno degli studenti più esuberanti, Paperino. In particolare quest'ultimo decide di realizzare il progetto per la fiera insieme con Pippo.
Il progetto che i due propongono, al quale Pippo stava già lavorando in maniera indipendente, è quello della programmazione e costruzione di un piccolo robot in grado di salutare e rispondere a qualche domanda. Di fatto è un tipico progetto di coding, dove si combina la programmazione, spesso utilizzando programmi abbastanza semplici come Scartch che permettono di combinare i pezzi di codice in maniera visuale, con la costruzione vera e propria di un piccolo automa elettrico, che successivamente compirà le istruzioni presenti nel codice. Ovviamente è possibile anche realizzare un algoritmo che permette di controllare dall'esterno il robot.
Progetti di questo genere sono molto utilizzati nella didattica alternativa, in particolare per le scuole inferiori (medie ed elementari, per usare i termini colloquiali), e in particolare l'INAF li propone a molte scuole tramite l'ottimo lavoro fin qui svolto soprattutto dalla sede di Bologna. Il progetto nel quale Paperino trascina Pippo è leggermente più complicato: programmare il robot in maniera tale da essere gentile con gli ospiti, in particolare con il governatore, ospite della fiera.
Il problema, però, è la raccolta delle informazioni, che alla fine si rivela non così affidabile, rendendo un progetto di fatto perfetto fonte di guai e di gag a getto continuo. Come al solito con storie ricche di gag il contributo di Intini è efficace nel visualizzarle al meglio, anche se ciò che lo contraddistingue rispetto agli altri suoi colleghi che si sono alternati sulle pagine di Young Donald Duck è l'ampia varietà di animali antropomorfi che propone, come giusto che sia per una scuola prestigiosa frequentata da studenti provenienti da tutto il Calisota.

sabato 28 settembre 2019

Hell Baby: L'inferno della solitudine

La serie Showcase della Dynit propone una serie di manga in grande formato di rara qualità. Mentre sto ragionando su dove presentare Tokyo Kaido, realizzato da uno dei miei mangaka preferiti, Minetaro Mochizuchi, vi propongo una delle prime opere di Hideshi Hino, autore poco noto in Italia, ma famoso per essere un maestro delle atmosfere horror. E infatti Hell Baby è esattamente in linea per tematiche e sottotesto con il genere.
La storia, in breve, è quella di una bambina deforme nata in una notte di tempesta e abbandonata in una discarica. Separata dalla gemella, sette anni più tardi si metterà alla sua ricerca seguendo un impulso inspiegabile, ma seminando terrore e morte lungo la sua strada. Per poter sopravvivere, infatti, la bambina deve mangiare carne viva, proprio come gli zombie.

venerdì 27 settembre 2019

Le grandi domande della vita: Il senso numerico della vita

Una puntata che potrebbe agevolmente essere confusa con un articolo della serie dei Rompicapi di Alice. La matematica, infatti, la fa da padrone con un classico rompicapo che gira un po' sul web, ma che permette di vedere un concetto legato alle serie e, soprattutto, una recente novità matematica. Ma bando alle ciance e immergiamoci nei numeri.
La risposta fondamentale
Come tutti i lettori della saga della Guida galattica per autostoppisti sanno, la risposta alla domanda fondamentale, che è andata perduta con la distruzione della Terra, è 42. La scelta del numero da parte di Douglas Adams è stata abbastanza casuale, se si esclude il semplice fatto che il numero piaceva allo scrittore. Eppure il 42 è stato protagonista di una recente news legata a uno dei problemi aperti della matematica:
Esiste un numero che non è 4 o 5 modulo 9 e che non può essere espresso come una somma di tre cubi?
Per trovare una risposta a tale domanda, sono stati utilizzati soprattutto dei metodi numerici. In particolare Andreas-Stephan Elsenhans e Jorg Jahnel(2), utilizzando un metodo che, semplificando, utilizza un particolare spazio vettoriale(1), hanno cercato le soluzioni dell'equazione diofantea

giovedì 26 settembre 2019

Un paio di grafici sul riscaldamento globale

All'interno delle iniziative della Week for future si sono inseriti i due Fridays for future del 20 e del 27 settembre. L'Italia ha scelto venerdì 27 per il suo venerdì per il clima, partecipando attivamente alla discussione in atto sul surriscaldamento globale di origine antropica scatenato dalla giovane studentessa svedese Greta Thunberg. In anticipo rispetto alla giornata di domani, visto che pur se pochi in giro ci sono comunque un numero sufficiente di negazionisti sulle cause umane del fenomeno, vi voglio proporre un paio di grafici. Il primo è realizzato dalla NASA e mette a confronto la temperatura media del pianeta con l'attività solare, mostrando come quest'ultima negli ultimi 80 anni circa è diminuita mentre la temperatura media del pianeta è aumentata.
Già questo sarebbe un forte indizio sul contributo antropico al riscaldamento globale, ma in un articolo del 2016 Philippede Larminat, combinando modelli climatici e osservazioni sperimentali, arriva alla conclusione che proprio il contributo antropico, che nella figura qui sotto ho indicato con una freccia rossa, è quello predominante nell'aumento di temperature degli ultimi 80 anni:
de Larminat, P. (2016). Earth climate identification vs. anthropic global warming attribution. Annual Reviews in control, 42, 114-125. doi:10.1016/j.arcontrol.2016.09.018
Credo che, nonostante il problema sia ben chiaro a una larga fetta della popolazione, sia importante ribadire come la certezza delle cause antropiche dell'andamento delle temperature degli ultimi decenni sia pressocchè unanime tra i climatologi e astronomi, in particolare i planetologi.
Abbiamo modificato il clima del pianeta con le nostre attività industriali grazie alla spinta del capitalismo e del consumismo. Invertire la rotta non sarà semplice, ma qualcosa bisognerà farla nell'immediato futuro, ed è questo che Fridays for future chiede ai governi mondiali, iniziando da quelli Occidentali. Il cambio di abitudini inciderà inevitabilmente sulla vita di ciascuno di noi e forse la soluzione sarà quella di andare verso una società più anarchica, quindi più ristretta nei metodi di produzione come suggerito da Yona Friedman.

mercoledì 25 settembre 2019

Dirk Gently: una serie olistica di casi quantistici

Lo so, non è il towel day e potrei anche aspettare l'anno prossimo, ma avendo finito giusto nello scorso fine settimana la serie della BBC America su Netflix, mi sembrava meglio scriverne fintanto che la visione è fresca nella memoria.
Prima ricordiamo chi è il protagonista della serie: Dirk Gently è un detective olistico ideato da Douglas Adams nel 1987 su Dirk Gently: Agenzia di investigazione olistica, che al motto di tutto è interconnesso, si muove in giro per la città, il pianeta e lo spaziotempo in maniera casuale risolvendo i casi che gli vengono affidati, o nei quali si imbatte, sempre per caso. Alto, dinoccolato, goffo e con una capigliatura in qualche modo appariscente, amico, o forse è meglio dire conoscente di Thor, è protagonista di un secondo romanzo, La lunga pausa caffè dell'anima e di una terza opera incompiuta, Il salmone del dubbio, pubblicata nell'omonimo volume insieme con appunti inediti, articoli, conferenze di Adams.

martedì 24 settembre 2019

Sulle tracce di un sogno

Oggi Daniele è venuto in Osservatorio per parlarci di "scrivere di scienza". Mi è sembrato giusto, allora, pubblicare proprio oggi la recensione di questo suo splendido libro.
Daniele Gouthier è stata una colonna del Carnevale della Matematica, poi gli impegni con la Sissa e come editore per Scienza Express lo hanno tenuto lontano da un certo tipo di scrittura, ma non quella dei libri. Come ovvio la maggior parte dei suoi libri sono a tema matematico, ma Sulle tracce di un sogno è qualcosa di diverso, visto che la matematica non c'entra. Può indubbiamente essere classificato come storia di viaggio, ma anche come ricostruzione giornalistica, ma è soprattutto la storia di un mondo e di una ricerca.
Protagonista è Naseem, prima un bambino, poi un adolescente e infine un adulto. Di origini indiane, si è semplicemente perso fuggendo da casa dopo una punizione eccessivamente severa. Non è che Naseem non volesse tornare, semplicemente non sapeva come fare, non sapeva quale strada prendere per tornare al suo villaggio. E non ricordava bene nemmeno il nome del suo villaggio.
Così, alla fine, entra nel programma di adozioni internazionali dell'India e lì conosce Daniele e soprattutto la coppia di toscani che lo adotta, portandolo in Italia.
Il tempo passa e Naseem, che ha dimenticato il suo dialetto, non ha però scordato la sua terra. I ricordi che ha serbato in se stesso, però, richiedono un prezzo: quello della nostalgia e del desiderio di ritrovare le sue origini. Sulle tracce di un sogno è la ricerca di Naseem, aiutato da varie persone nel corso del suo viaggio, il desiderio di ritrovare i suoi genitori naturali. E' un percorso in una cultura differente, in un certo senso anche per lo stesso Naseem, e la ricostruzione dei ricordi dell'infanzia, da un lato un'indagine, dall'altro un viaggio fatto con una prospettiva nuova, carico di attese, non privo di delusioni, ma che giunge a compimento nel migliore dei modi possibili.
E' una storia, semplice, delicata e appassionante che si lascia leggere senza pause, nonostante la suddivisione in molti capitoli. E' la storia di Naseem, ma anche di chi lo ha supportato durante questa sua ricerca, che in fondo è la ricerca di tutti: quella di stare in questo mondo nel modo migliore possibile.

lunedì 23 settembre 2019

Inaugurazione lunare

Quest'oggi presso l'U6 dell'Università Bicocca è stata inaugurata la mostra Walking on the Moon all'interno delle iniziative dedicate a Meet me tonight, nome ufficiale della Notte dei ricercatori milanese. Poiché all'interno del percorso della mostra, nella prima sala multimediale, era presente Kerbal Space Program, sono stato coinvolto anche io, per cui ero presente non solo per assistere all'inaugurazione, ma anche per dare una mano alla riuscita dell'evento. Ovviamente ci sono sempre dei dettagli dietro le quinte che non girano mai alla perfezione, soprattutto nel giorno dell'inaugurazione, ma di questi non è trapelato nulla e nel complesso questa giornata è andata nel modo migliore possibile. La mostra, però, resterà chiusa fino a lunedì: l'inaugurazione è stata fatta oggi appositamente come introduzione alla Notte dei ricercatori e nei prossimi giorni sarò impegnato con la formazione delle guide relativamente alla sezione di KSP.
La giornata si è svolta secondo il programma stabilito: innanzitutto la conferenza di apertura, che ha visto Patrizia Caraveo e Amalia Ercoli Finzi intrattenere il pubblico giunto nell'aula 7 dell'edifico U6 sulla Luna. Dettagli storici sulla corsa alla Luna, sulla progettazione e la costruzione del Saturn V, di cui era presente un modellino della Lego insieme con la Luna tattile dell'Osservatorio di Brera, quella firmata da Paolo Nespoli l'anno scorso al Focus Live, e sul futuro dell'esplorazione spaziale: questo il succo della chiacchierata a due voci delle due astronome, che si sono alternate nel racconto. Particolarmente spigliata l'ottuagenaria Finzi che con la sua verve toscana ha arricchito le sue descrizioni di battute divertenti, alcune anche irripetibili!