
Altra bella storia presente a sommario e pubblicata nel terzo volumetto Panini è Il sole artificiale, mentre la storia di chiusura, Cobalt, l'avevo esaminata, insieme con l'esordio di Uran, Cappellaio Matto.
Restano, dunque, 3 storie da esaminare.
Con Il leopardo dello spazio Osamu Tezuka fa confrontre Atom con una coppia di avversari formidabili provenienti dallo spazio: un leopardo dalla forma in qualche modo liquida e il suo "assestratore". La spiegazione scientifica delle capacità del leopardo viene da Ochanomizu, che suggerisce che da qualche parte nell'universo potrebbe essersi evoluta una particolare forma di amebe che, prese singolarmente si comportano proprio come le classiche amebe terrestri, ma che mettendosi insieme sono in grado di sviluppare una forma di intelligenza superiore con, in più, il potere di assumere qualsiasi forma.
L'ispirazione per questa idea a Tezuka arriva, come confermato da un'altra digressione scientifica di Ochanomizu, da alcuni comportamenti collettivi presenti anche sulla Terra, in particolare nelle profondità marine, come per esempio i piccoli di medusa o i coralli.
Ricca di atmosfere drammatiche è, invece, Il robot senza faccia, in cui seguiamo le peripezie di un robot che cerca di ritrovare la sua testa perduta. Tezuka mostra come anche tra i robot ci possa essere spazio per qualcosa di simile alla follia, ma ciò non toglie il gusto amaro che la storia lascia in bocca una volta conclusa la lettura.
Il gigante trasparente è, infine, una classica storia di imbrogli la cui premessa è identica a quella dietro Gli evaporati di Bruno Enna e Davide cesarello: un esperimento di teletrasporto fallito. In questo caso, però, la vittima non viene ridotta a dimensioni microscopiche da una qualche nebbia quantistica, ma è essa stessa trasformata in un essere trasparente, quasi una specie di nebbia, che cerca di ritornare nel mondo normale, pur non avendo una vera e completa coscienza di se. Tezuka, in effetti, coglie al volo uno dei problemi del teletrasporto applicato agli esseri viventi: la trasmissione delle informazioni e la loro ricostruzione in maniera corretta.
C'è da dire che è un po' ingenuo l'espediente con cui veniamo a conoscenza del destino finale dello sfortunato co-protagonista della storia, ma al netto di ciò il senso di speranza che lascia nel lettore controbilancia perfettamente il senso di drammatica inevitabilità con cui lui e Atom si erano lasciati.
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