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mercoledì 29 maggio 2024

Vite di scienza #10: Arthur Eddington

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Il 29 maggio del 1919 si verificò una grande eclissi totale di Sole. Era la seconda dopo l'uscita pubblica della relatività generale di Albert Einstein. L'eclissi dell'anno prima era stata progettata proprio per verificare il modello einsteiniano, ma a causa del maltempo non era riuscita nel suo obiettivo. Così Arthur Eddington decise di riprovarci, sperando di avere miglior fortuna. Cosa che, seppur di poco, ebbe! Ed è proprio la storia delle due spedizioni organizzate dall'astronomo britannico quella che provo a raccontare in questo decimo episodio di Ritratti. Vite di scienza. Buon ascolto, o buona visione, dipende dal modo in cui preferite fruire della puntata:

giovedì 24 ottobre 2019

All'origine dei nuclei pesanti

Con il processo di nucleosintesi si intende quel fenomeno fisico alla base della creazione dei nuclei atomici e quindi degli atomi. Si distingue essenzialmente tra due generi distinti di nucleosintesi: quella primordiale e quella stellare.
La nucleosintesi primordiale è la responsabile dell'origine degli atomi di idrogeno, elio e litio presenti nell'universo nella forma soprattutto dei loro isotopi più diffusi (elio-3 e -4, deuterio, litio-7). Secondo il modello del Big Bang nella sua versione attuale, tale processo è avvenuto all'incirca 20 minuti dopo l'iniziale espansione superaccelerata dello spaziotempo(11).
L'idea originale della nucleosintesi primordiale venne espressa nel famoso articolo $\alpha\beta\gamma$(6) da Ralph Alpher e George Gamow. E lo stesso Gamow diede un contributo anche allo sviluppo del modello della nucleosintesi stellare, il cui primo contributo risale ad Arthur Eddington in un articolo del 1920(1). Gamow, invece, propose nel 1928 il così detto fattore di Gamow(2, 10), utilizzato da Robert d'Escourt Atkinson e Fritz Houtermans per realizzare i primi calcoli sulle reazioni termonucleari stellari(3) e dallo stesso Gamow insieme con Edward Teller per ricavare il tasso di produzione di energia all'interno di una stella(4).

sabato 28 dicembre 2013

Arthur e l'eclisse

Il 17 novembre del 1922 Albert Einstein, accompagnato dalla moglie, arrivò a Kobe (vedi il resoconto in pdf del soggiorno nipponico sull'AAPPS Bulletin). Qui venne circondato da giornalisti e appassionati: mentre i primi gli ponevano domande, i secondi erano a caccia di un autografo da uno dei più famosi fisici e scienziati del tempo. Einstein, secondo quanto scritto da Naoki Urasawa sulle pagine iniziali di Billy Bat #9, a una precisa domanda sul perché vinse il Nobel per l'effetto fotoelettrico e non per la teoria della relatività speciale e generale, rispose:
Perché quelle teorie sono impossibili da dimostrare.
In effetti c'è un errore cronologico dell'autore, generato probabilmente dall'esigenza di Urasawa di porre l'accento, in maniera elegante, sulla novità rappresentata dalle teorie di Einstein: il punto, infatti, è che appena tre anni prima, il 6 novembre del 1919, durante una riunione di Royal Society e Royal Astronomical Society, Arthur Eddington presentò i risultati delle osservazioni celesti effettuate a metà primavera di quello stesso anno. L'interesse e l'importanza della scoperta fu tale che, il giorno dopo, il Times titolò:
Revolution in Science: New Theory of the Universe: Newton's Ideas Overthrown, di Joseph John Thomson:
Le nostre concezioni riguardo la struttura dell'universo devono essere modificate in maniera fondamentale
Per cui, quando Einstein andò in Giappone, le prove della correttezza della sua teoria erano già in giro da un po' di tempo.

sabato 22 maggio 2010

Baboon's limerick

Amedeo Balbi propone questo limerick(1) di Arthur Eddington(2):
There once was a brainy baboon,
Who always breathed down a bassoon,
For he said, "It appears
That in billions of years
I shall certainly hit on a tune"
Nei commenti, al momento, ci sono tre tentativi, uno dell'immenso Popinga, l'ultimo del sottoscritto:
C'era una volta un babbuino intelligente
Che dentro un fagotto soffiava continuamente,
perché, diceva, "E' chiaro
che in miliardi d'anni, mio caro,
un accordo centrerò sicuramente"