Era il 1986 quando
Christopher Langton propose di utilizzare
una formica per studiare la biochimica della vita. La
formica di Langton, però, non era una vera e propria formica, ma un
automa cellulare. Prima di vedere come funziona la proposta di Langton, vale la pena introdurre gli
automi cellulari e, tra questi, ilpiù famoso di tutti, il
gioco della vita di Conway.
Tutto ebbe inizio a Los Alamos con
John von Neumann e
Stanislaw Ulam. I due stavano studiando, rispettivamente, i sistemi autoreplicanti il primo e la crescita dei cristalli il secondo.
Il progetto iniziale di von Neumann si basava sull'idea di un robot in grado di costruire un altro robot: sviluppando questo progetto, il matematico si rese conto dei problemi insiti in esso, come il costo eccessivo nel fornire al robot le molte parti necessarie per costruire un altro robot a lui identico.
L'idea di Ulam di utilizzare un modello discreto per l'autoreplicazione in qualche modo venne ripresa dai due matematici quando, sul finire degli anni Cinquanta, crearono un modello per calcolare il movimento di un liquido. Essi consideravano il liquido come un gruppo di unità discrete e calcolavano il moto di ciascuna unità in base al comportamento dei vicini: nasceva il primo sistema di automi cellulari.
I due realizzarono un sistema in grado di copiare e costruire dalle celle di partenza in funzione di alcune regole base sulla vicinanza. Tale sistema sarebbe stato in grado di realizzare un numero infinito di copie di se stesso all’interno dell’universo cellulare dato: questo è il così detto
costruttore universale di von Neumann.