Stomachion

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sabato 9 aprile 2011

E torniamoci su

Ovviamente alla questione del ... o forse falso allarme. Su questa storia ecco uscire un giochino, una gif animata:

A produrla è Tommaso Tabarelli de Fatis del CMS, uno dei molti progetti che gravitano intorno all'LHC. Il buon Tommaso, omonimo di Dorigo, ha riscalato i dati prodotti dal CDF con una percentuale sempre maggiore. L'idea di fondo è: siamo proprio sicuri della precisione del fascio, e quindi dei dati prodotti dalla collaborazione?
Diciamo che Tommaso, l'altro, fuga ogni dubbio: siamo intorno al 3%, il che vuol dire che poco cambia, secondo l'analisi di Tabarelli, riguardo al picco-non picco. Che poi potrebbe non esserci in ogni caso se si alza la curva teorica grazie, ad esempio, ai contributi di W+jet, come scritto l'altro giorno.
La gif animata, però, ha un altro pregio: far notare quanto siano variabili anche le stesse simulazioni. Se Tabarelli avesse ragione, infatti, si dovrebbe notare un picco prima dei 50 GeV, o forse ho le travvegole?

Della questione si è occupato anche Cosmic Variance.

giovedì 7 aprile 2011

Il bosone Z' e la fenomenologia di un picco

Mettetevi comodi: è un lungo viaggio quello che stiamo per intraprendere. Parte dai bosoni W e Z, mediatori della forza debole, per poi portarci nello studio dei loro decadimenti al Tevatron, l'acceleratore del FermiLab e alla recente osservazione di un picco, per ora solo gaussiano, nei dati rilevati dalla collaborazione CDF. Al momento, seguendo Tommaso Dorigo, direi che ci sono due spiegazioni principali: un nuovo bosone, denominato Z', che potrebbe spiegare una parte dell'asimmetria materia-antimateria oltre ad essere il mediatore dell'interazione tra materia oscura e materia ordindaria, oppure un effetto dovuto alla nostra scarsa conoscenza del decadimento adronico del W.

Innanzitutto introduciamo i così detti dijet(1). Sono molto importanti nello studio dei , la cui scoperta frutto a Rubbia il Nobel in Fisica. I processi che vengono studiati sono le interazioni WW, WZ, ZZ sia attraverso i decadimenti leptonici, sia attraverso lo studio di jet adronici. L'esistenza di questi due canali è dovuta al fatto che mentre la segnatura del decadimento del W- è la produzione di una coppia neutrino-leptone

mentre il W+, così come lo Z decade producendo un leptone e due jet adronici.
L'importanza nello studiare questi decadimenti sta nel legame che questi bosoni, che sono in particolare le particelle che mediano, trasportano l', hanno con il famosissimo bosone di Higgs. E sono in particolare i decadimenti che coinvolgono il W+ e lo Z , e quindi i jet adronici ad essere importanti per la rilevazione dell'Higgs(2).

E sono anche tra i più difficili da rilevare.
Impegnato in questa rilevazione c'è il , l'acceleratore statunitense del , e in prima linea c'è la collaborazione CDF. Un primo esame delle interazioni WW e WZ avvenuto a fine 2009(3) ha successivamente portato alla pubblicazione nel 2010 su PRL(4). Iniziamo a dare un'occhiata ai grafici presentati in quell'occasione:

In entrambi i grafici si possono apprezzare alcune zone dove i dati rilevati dalla collaborazione si trovano ben sopra alla ricostruzione delle interazioni avvenute grazie alle simulazioni Monte Carlo. Queste simulazioni sono molto importanti nella fisica sperimentale delle alte particelle e il motivo è molto semplice: è grazie ad esse che gli sperimentali sono in grado di valutare il contributo della fisica nota alle collisioni studiate. Questo vuol dire che, nell'esame dei dati raccolti, la routine dello sperimentatore è quella di far girare righe di codice che tritura per ore e ore i puntini raccolti dall'acceleratore e poi sputa la sua sentenza, che poi dovrà ulteriormente essere raffinata con altri codici ancora prima per verificare se ci sono altri effetti di fisica nota che si è trascurato e poi per vedere se potrebbe esserci qualcosa di interessante nei dati(1).