Stomachion

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martedì 18 febbraio 2025

Darwin, Nevada

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Tutto inizia quando, nel 2020, dopo un esame degli scaffali della biblioteca durato ben 19 anni, l'università di Cambridge aveva lanciato un appello per chiedere la restituzione di un paio di taccuini di Charles Darwin contenenti gli appunti del naturalista, redatti nell'arco della sua vita. La preziosa testimonianza del lavoro di Darwin ha un'importanza storica unica, visto che permette di ricostruire il processo con il quale il naturalista è giunto alla sintesi della teoria dell'evoluzione. Questi taccuini vennero ritrovati poco dopo, il 9 marzo del 2022. Che cosa hanno passato nel corso di questi 20 anni non lo si sa bene. L'unica certezza è che sono stati conservati in perfette condizioni, evidentemente da un appassionato del lavoro di Darwin.

lunedì 12 febbraio 2024

Il dibattito di Oxford

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Il 30 giugno del 1860, a Oxford, Thomas Huxley e Samuel Wilbeforce, vescovo anglicano di Oxford, misero in scena un dibattito pubblico sulla teoria dell'evoluzione di Charles Darwin. Per il Darwin day di quest'anno ho deciso di realizzare una specie di micro-episodio speciale di Ritratti leggendo le due battute conclusive di quel dibattito:

venerdì 23 giugno 2023

Vite di scienza #4: Charles Darwin

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Arriva con un drammatico ritardo il quarto episodio del podcast Ritratti. Vite di scienza, che questo mese ho voluto dedicare a Charles Darwin. Come spiego all'inizio della puntata, che trovate embeddata qui sotto (ma è raggiungibile anche su YouTube), questi ritardi sono in parte dovuti ai ridardi accumulati da altre serie presenti sul canale YT, ma anche dalla necessità di dover registrare la puntata una seconda volta a causa di problemi nella prima registrazione.
Ad ogni buon conto la puntata è un aggiornamento abbastanza corposo del ritratto originale in cui sono confluiti l'articolo sul romanzo a fumetti dedicato al viaggio della Beagle e alcune aggiunte sparse provenienti dalle pagine wiki in italiano e in inglese. Ho anche utilizzato parzialmente il ritratto dedicato a Alfred Wallace.
A questo punto vi lascio all'ascolto della puntata, nella quale sono citati diversi naturalisti, tra cui Thomas Huxley, il mastino di Darwin, e John Herschel, che non fu solo astronomo ma anche naturalista. Per cui buon ascolto e appuntamento al prossimo episodio!

domenica 12 febbraio 2023

Il più grande spettacolo sulla Terra

E' possibile festeggiare il Darwin Day con i Nightwish? Scopritelo in questa nuova puntata de "Le particelle musicali", e se volete ascoltare "The Greatest Show on Earth" in fondo al post, ma poi tornate all'inizio per leggerlo tutto!
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Lo so che vi aspettereste la famosa canzone di Jovanotti, ma mi dispiace. Stiamo andando in una direzione molto diversa. E più vicina ai miei gusti. E infatti oggi ci intratteniamo con i Nightwish.
La band finaldese fondata nel 1996 da Tuomas Holopainen, Emppu Vuorinen e Tarja Turunen, ha portato il symphonic metal in giro per il mondo. In effetti non fu l'unica band a essere importante per il genere, visto che nello stesso anno del rilascio dell'album d'esordio, Angels Fall First, il 1997, vennero rilasciati anche Legendary Tales dei Rhapsody of Fire e Enter dei Within Temptation. Un trittico che possiamo considerare fondativo del symphonic metal così come lo conosciamo, un genere le cui origini le si fanno risalire addirittura ai Black Sabbath, quelli dell'era Ozzy Osbourne, con Sabbath Bloody Sabbath del 1973.
Torniamo, però, ai Nightwish e, in particolare, al loro ottavo album in studio, Endless Forms Most Beautiful, che è anche il primo album registato con la nuova voce, Floor Jansen, che, almeno personalmente, risulta tecnicamente molto più vicina alla Turunen, ma è anche molto abile nelle parti non sinfoniche. E' indubbiamente il mio album preferito del gruppo, e non solo per motivi musicali, ma soprattutto perché è fondamentalmente un concept album sull'evoluzione, su Charles Darwin e Richard Dawkins. E questo è già evidente dal titolo, che è tratto dalla chiusura de L'origine della specie di Darwin:
There is grandeur in this view of life, with its several powers, having been originally breathed into a few forms or into one; and that, whilst this planet has gone cycling on according to the fixed law of gravity, from so simple a beginning endless forms most beautiful and most wonderful have been, and are being, evolved.
Il senso dell'album, anche dal punto di vista musicale, è però molto ben sintetizzato da questa frase del leader, Holopainen:
E' tutto sulla bellezza della vita, la bellezza dell'esistenza, della natura, della scienza.
A concludere l'album è il pezzo più lungo, uno dei più lunghi della band, tra l'altro, The Greatest Show on Earth, il cui titolo è ripreso dall'omonimo libro di Dawkins, arrivato in Italia con un titolo tradotto in maniera letterale, Il più grande spettacolo della Terra.
Dal punto di vista strettamente musicale siamo di fronte a una composizione che in qualche modo applica i principi del cut-up di William Burroughs, visto che sono presenti estratti da composizioni di Christian Petzold, Johann Sebastian Bach e persino i Metallica. Il tutto "raccontato" con un crescendo travolgente.
Anche il testo è una combinazione interessante di composizione originale e brani tratti dal libro di Dawkins, due in particolare, con la chiusura con la citazione di Darwin da cui è preso il titolo dell'album.

sabato 14 luglio 2018

Le grandi domande della vita: Abbuffata cosmica

Questa terza puntata dell'edizione mensile de Le grandi domande della vita è stata piuttosto tribolata. Saltato l'appuntamento del venerdì scorso, insieme a quasi tutta la prima settimana di luglio, la notizia della determinazione dell'origine cosmica dei neutrini ad alta energia mi ha suggerito di dedicare la giornata di ieri alle più piccole ed elusive particelle dello zoo, trasformandolo, un po' per caso, nell'ideale seguito dell'articolo dedicato ai loro parenti più cicciotti.
A questo ci sono da aggiungere anche alcuni problemi tecnici che mi hanno costretto a riscrivere l'articolo una seconda volta. Alla fine, però, eccovi la terza puntata della serie mensile de Le grandi domande della vita che, come le due precedenti, si apre su un modello sulla forma e struttura del nostro pianeta: l'espansione della Terra.
Il mio raggio che cambia
L'idea di base del modello è che il raggio della Terra non è costante nel corso del tempo. A partire da questa tesi si possono avere tre scenari:
  1. la massa della Terra resta costante;
  2. la massa della Terra aumenta così come il volume;
  3. il raggio della Terra aumenta a densità costante.
Ciasuno dei tre scenari ha delle corrispondenti implicazioni gravitazionali:
  1. la gravità diminuisce nel tempo;
  2. la gravità superficiale resta costante;
  3. la gravità superficiale aumenta nel tempo.
Per chiarire meglio ciascuno dei tre scenari basta ricordare che la gravità può essere scritta o in funzione della massa della Terra: \[g = G \frac{M}{r^2}\] o in funzione della densità \[g = \frac{4}{3} \pi G \rho \, r\] In questo modo diventa evidente la diminuzione della gravità superficiale nello scenario 1., mentre nello scenario 2. la gravità resta costante a patto che il quadrato del tasso di aumento del raggio sia tale da controbilanciare il tasso di aumento della massa. Infine, nello scenario 3., è evidente che a densità costante, la gravità superficiale non può che aumentare all'aumentare del raggio.
Gli scenari 1. e 3. implicherebbero in maniera evidente una variazione nelle orbite dei pianeti, in particolare della Terra, con conseguente influenza sulla durata dell'anno solare (ovvero il periodo di tempo impiegato dalla Terra a completare un'orbita intorno al Sole). Anche lo scenario 2., in cui la gravità superficiale resta costante, genererebbe una variazione dell'orbita terrestre, e questo perché la legge di gravitazione universale dipende dalla massa e quindi un aumento di essa aumenterebbe la forza di attrazione tra Sole e Terra.

giovedì 12 febbraio 2015

Gli schizzi dei Darwin

Francis divenne un botanico; George un astronomo e un matematico; Horace un ingegnere. All'epoca, però, erano solo dei bambini che amavano disegnare. E giocavano a fare gli assistenti del padre. Un tipo strano. Che andava in giro per il mondo. Che aveva idee strane sul mondo. E gli appunti dei suoi assistenti erano dei disegni, visto che Francis, George e Horace amavano disegnare. E prendevano appunti su qualunque carta capitasse loro tra le mani. Come per esempio quella su cui il padre scrisse uno dei manoscritti più importanti della storia della scienza. Sull'origine della specie.