Stomachion

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sabato 18 febbraio 2017

Miti da sfatare: un mestiere da uomini?

E veniamo all'ultimo dei miti da sfatare estratti da Autisti marziani di Stefano Dalla Casa e Paolo Bellutta. In quest'ultima puntata ecco per voi:
L'esplorazione spaziale è un mestiere da uomini
Per mantenere Curiosity operativo è necessario uno staff composto da quasi cento persone. Oltre al lavoro degli indispensabili autisti marziani ogni giorno è infatti necvessario il contributo di molti altri tecnici e scienziati perché tutto fili liscio. In barba all'assurdo stereotipo secondo cui la carriera in campo scientifico e ingegneristico è riservata agli uomini, poco meno del 50% del personale che assiste Curiosity è composto da donne. Il 26 giugno 2014 JPL ha celebrato il loro contributo con il Women's Curiosity Day. Modificando i turni quel giorno le donne sono arrivate a occupare ben 76 delle 102 posizioni previste. L'associazione tra Marte e la mascolinità, la lasciamo volentieri agli astrologi.

sabato 11 febbraio 2017

Miti da sfatare: misteriose creature marziane...

Onestamente a rileggere l'estratto odierno dall'appendice di Autisti marziani di Stefano Dalla Casa e Paolo Bellutta, devo trattenermi da un attacco di risa incontenibile, soprattutto pensando alla personale definizione (riduttiva indubbiamente) di ufologo: colui che osserva con attenzione foto panoramiche alla ricerca di strane creature provenienti dallo spazio profondo...
Misteriose creature sono state viste dai rover marziani
Anche attraverso le telecamere dei rover è facile ingannarsi. All'interno di un panorama immortalato dalla Pancam di Spirit nel 2008 è possibile, ingrandendo un punto specifico della gigantesca fotografia, trovare una forma sgranata che con un po' di fantasia può sembrare un Bigfoot che cammina (Bigfoot è una leggendaria creatura scimmiesca che dovrebbe vivere nelle foreste dell'America settentrionale). Anche in questo caso a giocarci lo scherzo è la pareidolia. La "creatura" dovrebbe infatti essere alta solamente 6 cm e la foto in cui è immortalata è in realtà composta da 3 differenti scatti, ognuno con un filtro diverso: possibile che tra uno scatto e l'altro sia rimasta immobile? Anche in una fotografia delle Navcam di tre giorni prima compariva nello stesso punto la figura vagamente umanoide, ma non ci sono dubbi che si tratta di semplici rocce. Un episodio simile ha avuto come protagonista anche Curiosity: ingrandendo un'immagine del 2012 degli ufologi si sono convinti di aver trovato una lucertola (o, a seconda delle versioni, un ratto).

sabato 4 febbraio 2017

Miti da sfatare: il meteorite marziano


Il meteorite marziano ALH84001
Intanto un ringraziamento alla Zanichelli che ha segnalato il primo degli estratti dall'apendice di Autisti marziani di Stefano Dalla Casa e Paolo Bellutta dedicati ai Miti da sfatare. La segnalazione è, in un certo senso, una conferma dell'operazione di condivisione di quante più informazioni utili per migliorare e diffondere la conoscenza.
Seguendo questa linea, oggi propongo Su un meteorite marziano sono state trovate tracce fossili:
Nel 1996 alcuni scienziati della NASA annunciarono di aver trovato nel meteorite marziano ALH84001 tracce di vita fossile simile ai batteri. Il microscopio elettronico a scansione sembrava non lasciare dubbi, ma indagini seguenti dimostrarono che le stesse strutture allungate potevano formarsi in maniera abiotica. La lezione per gli scienziati è che quando si cerca la vita extraterrestre non ci si può accontentare solamente di analisi morfologiche.

sabato 28 gennaio 2017

Miti da sfatare: una faccia su Marte


Foto della sonda Viking 1 della regione marziana Cydonia
Seconda puntata dei Miti da sfatare tratti dall'apendice di Autisti marziani di Stefano Dalla Casa e Paolo Bellutta. Oggi tocca a Su Marte c'è una monumentale "faccia" visibile dall'alto:
In una famosa foto della regione Cydonia ripresa dalla sonda Viking 1 sembra di vedere un volto, che da allora è noto come la "faccia su Marte" e che ha alimentato un gran numero di fantasiose speculazioni su una defunta civiltà marziana. In realtà è tutta colpa della nostra tendenza a riconoscere forme familiari anche in composizioni assolutamente casuali, come quando osservando le nuvole identifichiamo le figure più disparate. L'illusione di Cydonia scompare se riprendiamo la stessa area con uno strumento dotato di una risoluzione più elevata, come HiRISE: la "faccia" in realtà non è altro che una delle tante colline marziane.

sabato 21 gennaio 2017

Miti da sfatare: i costi delle esplorazioni spaziali


Il Dragon della SpecX, primo veicolo spaziale privato a essere mandato in orbita (2010) e primo a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (2012)
Credo (spero!) che i due autori, Stefano Dalla Casa e Paolo Bellutta, mi perdoneranno se pubblico, una puntata alla settimana, i piccoli box sui Miti da sfatare con cui si conclude Autisti marziani. Mi sembra un'opera meritoria e soprattutto sono dei contenuti che possono essere utilizzati alla bisogna per le classiche e periodiche discussioni che un po' tutti ci troviamo ad affrontare bazzicando per i social network. O anche a cena con pratica ricerca su smartphone.
Inizio con L'esplorazione spaziale costa troppo:
La missione di Spirit e Oppy, Mars Exploration Rovers, è costata circa 420 milioni di dollari. Mars Science Laboratory, la missione di Curiosity, è costata ben due miliardi e mezzo di dollari. Sembra una montagna di denaro ma bisogna mettere le cose in prospettiva. Una sola giornata di guerra in Iraq costava circa 720 milioni di dollari.
Il budget annuale della NASA ammonta a circa 18 miliardi di dollari ma equivale ad appena lo 0.5% dei fondi federali. Vi sembrano poi così tanti 2 miliardi e mezzo di dollari (circa 2 miliardi di euro) per finanziare diversi anni di ricerca quando, ad esempio, il governo brasiliano ha speso oltre 10 miliardi di euro per ospitare i mondiali di calcio, e la Russia ne ha consumati addirittura 40 per allestire le Olimpiadi di Sochi?

venerdì 4 novembre 2016

Autisti marziani

Narrazione leggera, brillante e ironica dei nostri primi passi su Marte

Foto dell'area di impatto di Schiaparelli sul suolo marziano
La missione ExoMars 2016 ha avuto un doppio esito, positivo per il satellite di comunicazioni messo in orbita intorno a Marte, e che servirà per la missione successiva, negativo per il lander, che invece si è schiantato su Marte. L'ammartaggio di Schiaparelli ha, infatti, avuto esito negativo a causa di un non meglio identificato problema tecnico: a quanto pare il computer ha frenato il lander per appena 3 dei 30 secondi previsti. La causa di questo malfunzionamento potrebe essere una malprogrammazione del software o una difficoltà nell'incrocio dei dati provenienti dai sensori.
Ovviamente ci sarà nei prossimi quattro anni la necessità di capire l'origine del problema, per poter ridefinire la missione che dovrebbe portare nel 2020 un vero e proprio rover, come il famoso Spirit della Nasa.
Questi dispositivi mobili che vengono periodicamente inviati su Marte non si muovono di loro iniziativa, ma vengono guidati da Terra, con grande precisione, attenzione e lentezza, essenzialmente a causa dei 14 minuti per inviare e ricevere informazioni dal pianeta rosso. Tra gli attuali Autisti marziani che lavorano presso il JPL della Nasa c'è anche l'italiano Paolo Bellutta che, coadiuvato da Stefano Dalla Casa, ha scritto un'interessante guida per i suoi aspiranti colleghi!
L'uomo di Marte ha esplorato le possibilità di sopravivenza di uno scienziato rimasto solo sulla superficie marziana. Questo vero e proprio Robinson Crusoe del terzo millennio (e si spera che su Marte ci andremo entro questo millennio!) può essere considerato come un passo intermedio (ancora da compiere) nel processo di colonizzazione del pianeta rosso, iniziato, seppure in maniera indiretta, nel 1964 grazie alle prime foto scattate dal Mariner 4, la prima delle sonde terrestri a riuscire nell’impresa di avvicinarsi a sufficienza al pianeta.
Fino ad allora l'osservazione di Marte era stata fatta da lontano utilizzando il classico strumento dell'astronomo: i telescopi. Sebbene le osservazioni rislagono fino agli albori della civiltà, i più noti osservatori del pianeta sono stati considerati Giovanni Schiaparelli e Percival Lowell. In particolare quest'ultimo, a causa di una cattiva traduzione degli scritti dell'italiano, suggerì che sulla superficie marziana abitasse un popolo tecnologicamente avanzato. L'equivoco era nato a causa della traduzione del termine "canali", reso in inglese con "canals", utilizzato per i "canali artificiali", mentre Schiaparelli intendeva "canali naturali", suggerendo così un'idea forse meno forte di vita intelligente sul nostro vicino cosmico, ovvero quella di presenza di acqua corrente su un altro pianeta del sistema solare.
Ad ogni buon conto le idee di Lowell scatenarono gli scrittori di fantascienza, in particolare Edgar Rice Burroughs, che così trovò materiale per ideare la saga di John Carter eroe di Barsoom (il nome natio di Marte secondo Burroughs), e H.G. Wells con la sua Guerra dei mondi.
Tornando all'esplorazione di Marte, il passo successivo furono le missioni Viking, 1 e 2. Esse erano costituite da un orbiter e da un lander, con quest'ultimo che avrebbe effettuato l'esplorazione vera e propria del suolo marziano. Possiamo considerarli come i veri primi pionieri della possibile futura colonizzazione del pianeta.
Tra alterne fortune l'importante passo successivo avviene nel 1997 con l'entrata in orbita del Mars Global Surveyor e il successivo atterraggio del Pathfinder il 4 luglio del 1997, che però non arriva solo: deposita, infatti, il primo rover della storia del pianeta, il Sojourner. E ovviamente a guidarlo, da Terra e con un ritardo di 14 minuti circa, c'è il primo team di autisti marziani!