Stomachion

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lunedì 3 aprile 2023

La prima chiamata da un cellulare

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Era il 3 aprile del 1973 quando di fronte a curiosi e giornalisti venne effettuata la prima telefonata da un telefono cellulare portabile privato verso un numero fisso. La dimostrazione fu fatta dall'inventore del cellulare propriamente detto, Martin Cooper, ed era diretta all'ufficio di Joel Engel dei Bell Laboratories. L'importanza dell'evento andava ben oltre la dimostrazione pura e semplice: apriva una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare. La telefonia mobile, infatti, era stata appannaggio solo di alcune tipologie di automobili, ma la realizzazione di un oggetto portatile, anche se all'epoca non così maneggevole (aveva un peso di all'incirca un chilo), grazie ai progressi della miniaturizzazione e all'abbattimento dei costi, avrebbe permesso di lì a pochi decenni a tutti di potersi dotare di un telefono portatile a prezzi abbordabili.
Poi ciò che noi, come genere umano, abbiamo fatto negli ultimi 50 anni (già, oggi sono 50 anni da quella prima chiamata) di questo sistema è storia che stiamo vivendo oggi. E forse non è nemmeno una storia così edificante, ma d'altra parte i progressi della scienza e della tecnologia spesso sono mossi da visioni ottimistiche, quasi utopiche del futuro, che prescindono da come il genere umano ne farà uso. Proprio come ci insegnano lo stesso Martin Cooper o altri grandi visionari del passato, su tutti il nostro Guglielmo Marconi che insieme con Nikola Tesla diedero il via alle ricerche sulla trasmissione di segnali a distanza (non furono gli unici, ma sicuramente i più famosi).
Ultima curiosità da nerd: è stato lo stesso Cooper a confermare che l'idea per il telefono cellulare gli venne ispirata da Star Trek e dai suoi comunicatori portatili!

venerdì 23 luglio 2021

Le grandi domane della vita: In moto sulla Luna

Il 10 luglio su EduINAF abbiamo lanciato la prima delle due iniziative estive, le Olimpiadi Spaziali. E' una serie di articoli a tema sportivo in cui insieme con Andrea Bernagozzi, Fabio Nottebella e Luca Piantino abbiamo provato a immaginare come sarebbero gli sport giocati sugli altri oggetti celesti del Sistema Solare. A supportare il gruppo dell'Osservatorio della regione autonoma della Valle d'Aosta ci sono anche Marco Castellani, Claudia Mignone, Livia Giacomini e, in sottotraccia, anche il sottoscritto, che si sta prendendo il compito, oltre quello classico della sistemazione del layout e della programmazione, di verificare più o meno che ogni cosa sia a posto (quindi riteneremi l'ultimo responsabile di eventuali errori).
Gli articoli escono ogni sabato e, in particolare, sabato scorso è uscito l'articolo dedicato alla Luna, Campioni lunari!. L'articolo è ricco di spunti interessanti, uno di questi fornisce proprio il titolo a questa puntata (in un certo senso speciale) de Le grandi domande della vita, dedicata ovviamente anche alle Olimpiadi sportive vere e proprie, inaugurate da poche ore in quel di Tokyo.
A zonzo sulle rocce lunari
Il primo oggetto a ruote che è atterrato sulla Luna è stato il rover sovietico Lunokhod 1, giunto sul nostro satellite il 10 novembre del 1970 trasportato dal Luna 17.
Il primo rover statunitense, invece, venne portato sulla Luna nel 1971 dall'Apollo 15 e utilizzato dagli astronauti della missione, David Scott e James Irwin il 31 luglio del 1971 (come al solito il terzo componente dell'equipaggio, Alfred Worden, rimase in orbita intorno alla Luna).
Il veicolo a quattro ruote portato dall'Apollo 15, però, non fu il primo veicolo motorizzato sviluppato e testato dalla NASA: ad agosto 1969 venne testata in un classico volo orbitale (un volo in caduta libera che permette di trovarsi veramente nelle condizioni di bassa gravità sperimentate lontano dalla Terra) una motocicletta elettrica lunare!
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giovedì 15 luglio 2021

Scienza, tecnologia e nazioni

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Determinare come i risultati scientifici influenzino il successivo processo di creazione della conoscenza è un passaggio fondamentale per costruire un ecosistema unificato per lo studio delle dinamiche di innovazione e competitività. Affidarsi separatamente ai dati sulla produzione scientifica da un lato, attraverso indicatori bibliometrici, e sui progressi tecnologici dall'altro, attraverso le statistiche sui brevetti, fornisce solo una visione limitata dell'interazione chiave tra scienza e tecnologia che, di fatto, evolve all'interno dell'innovazione. In questo articolo, utilizzando i dati delle citazioni sia degli articoli di ricerca sia dei brevetti, quantifichiamo l'influenza diretta dei risultati scientifici delle nazioni sugli ulteriori progressi della scienza e sull'introduzione di nuove tecnologie. La nostra analisi evidenzia la presenza di raggruppamenti geo-culturali di nazioni con caratteristiche di sistema di innovazione simili e svela le dinamiche accoppiate eterogenee dei progressi scientifici e tecnologici. Questo studio rappresenta un passo avanti nella costruzione di un quadro omnicomprensivo per la creazione di conoscenza e l'innovazione.
Patelli, A., Cimini, G., Pugliese, E., & Gabrielli, A. (2017). The scientific influence of nations on global scientific and technological development. Journal of Informetrics, 11(4), 1229-1237. doi:10.1016/j.joi.2017.10.005 (arXiv)

giovedì 3 giugno 2021

Frigorifero di terracotta

Il caldo oggi a Milano ci è arrivato così, all'improvviso. Bello tosto. Per fortuna nella nostra società abbiamo l'energia necessaria per dei buoni sistemi di refrigerazione, come ad esempio i frigoriferi. Esistono posti nel mondo, ad esempio molti villaggi in Africa, dove l'energia elettrica non è ancora arrivata, per cui il problema della conservazione degli alimenti senza il nostro frigorifero elettrico è abbastanza pressante.
Negli anni Novanta del XX secolo, però, Mohamed Bah Abba, docente presso il Politecnico dello Stato di Jigawa a Dutse, riprendendo idee e principi presenti già nell'antichità, come ad esempio negli zeer degli antichi egizi: un frigorifero di terracotta.
Questo dispositivo è sostanzialmente costituito da due vasi di terracotta posti uno all'interno dell'altro, separati da uno strato di sabbia che viene bagnata due volte al giorno. All'interno del vaso più piccolo vengono, invece, conservati gli alimenti (frutta e verdura) e poi coperti da un panno bagnato. In questo modo l'evaporazione dell'acqua all'interno della sabbia genera un flusso che allontana il calore dall'interno del vaso più piccolo, arrivando ad abbassare la temperatura anche fino a 4° o poco più.
In questo modo Abba riuscì a conservare delle melanzane per ben 27 giorni, pomodori e peperoni per ben 3 settimane, mentre gli spinaci sono arrivati fino a 12 giorni!
Purtroppo in quest'era di energia elettrica siamo abituati a pensare che "tecnologia" sia connesso proprio con l'elettricità, ma in realtà persino la sedia su cui sono seduto in questo momento mentre scrivo queste righe è tecnologia, solo che la diamo per scontata, o almeno un po' più scontata del computer, dello smartphone, del tablet che state usando per leggere queste righe.

mercoledì 19 novembre 2014

Aquacopter: il "granchio a motore" per esplorazioni sottomarine

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Alla Fiera Mondiale di [New York del 1964] la General Motors espone questo fantastico veicolo, chiamato acquacopter per esplorazioni sottomarine. Esso è destinato alle ricerche petrolifere sul fondo dell'oceano, in prossimità dei poli. Come si vede, è munito di pinze che prelevano materiale sul fondo e lo trasportano alla base per le necessarie analisi. Il veicolo è mosso da un motore elettrico, alimentato da batterie, che consente una velocità di 10-15 chilometri orari in immersione.

(di M. Janni dal Corriere dei Piccoli n.20 del 17 maggio 1964 - già pubblicato su instagram)

lunedì 28 ottobre 2013

La macchina modulare

Keith Kotay e Daniela Rus del MIT hanno progettato e realizzato Molecule, una macchina modulare in grado di auto-assemblarsi. Il robot Moleculare sembra una sorta di Uomo Modulare proveniente dalle pagine di Tom Strong di Alan Moore o un primo stadio del Sistema riproduttivo di John Sladek:
Molecule è un modulo robotico in grado di aggregarsi con altri moduli identici per formare una struttura tridimensionale dinamica. Le Molecule possono selettivamente formare connessioni rigide con altre Molecule e, utilizzando queste connessioni e i loro gradi di libertà nelle rotazioni, i moduli possono muoversi in posizioni differenti sulle strutture di Molecule. Un modulo di Molecule è composto di due atomi cubici collegati da un collegamento rigido a 90 gradi detto legame. Ogni atomo ha cinque punti di connessione intra-Molecule e due gradi di libertà. Un grado di libertà permette all'atomo di ruotare di 180 gradi rispetto a uno dei connettori intra-Molecule. I gradi di libertà del legame e del connettore permettono movimenti indipendenti su un substrato di Molecule identiche, tra cui l'attraversamento di un rettilione e le transizioni a 90 gradi tra superfici adiacenti. Un Molecule si muove attaccando un atomo a un qualche altro Molecule e azionando uno o più dei suoi quattro gradi di libertà. I collegamenti sono fatti utilizzando un meccanismo tipo pinza, che consiste di una pinza attiva a quattro braccia e di una passiva che fornisce una superficie di ancoraggio per la connessione.
Ovviamente è possibile pensare anche all'invasione di cubi realmente piccolissimi in un episodio del Dr. Who!