Stomachion

mercoledì 30 settembre 2020

September in the rain

Chiudere settembre senza scrivere qualcosa mi sembrava brutto. E anche se settembre non è stato per nulla un mese piovoso, e certo abbondantemente meno piovoso di come lo ricordavo io, è probabilmente abbastanza certo che è ancora meno piovoso di come non lo ricordavano gli autori della canzone September in the rain quando la scrissero.
Scritta dagli statunitensi Harry Warren e Al Dubin e pubblicata nel 1937, ha ricevuto una gran quantità di cover, tra cui una eccezionale di Frank Sinatra, che potete ascoltare qui sotto. E nel mentre magari vi chiederete se l'incipit è scritto come è scritto per un qualche scopo particolare (non vi metto i tag nemmeno per darvi un indizio, a parte quelli minimali!).

martedì 29 settembre 2020

Conoscere Fermi

Dopo le uscite della scorsa settimana e la ripresa delle attività di Doc Madhattan, mi sono ritrovato a rallentare un po', così oggi l'unica cosa che ho fatto è stata ripubblicare un articolo che era uscito quasi dieci anni fa sul defunto Science Backstage, quello ospitato dall'altrettanto defunta Blogosfere. Con molta fatica e molta lentezza sto recuperando i contenuti, aiutato da un santo sito come l'Internet Archive, e quest'oggi, sfruttando l'occasione del compleanno di Enrico Fermi, ho rimesso online Reattori a fissione nucleare.
Parte di questo articolo è basato, come ho scritto nel box iniziale, sul poderoso volume Conoscere Fermi realizzato nel 2001 dalla Società Italiana di Fisica. Se la memoria non mi inganna, lo acquistai al Comunicare Fisica del 2010, che si tenne a Frascati, occasione durante la quale conobbi un po' di persone interessanti.
Ad ogni modo il volume è, come tutti quelli celebrativi dei fisici destinati a un pubblico di fisici, una raccolta di saggi dell'opera scientifica del protagonista, Fermi in questo caso. A sommario si trovano articoli più o meno esplicitamente centrati su un qualche argomento toccato da Fermi nel corso della sua carriera. Ovviamente non lo lessi tutto, ma sfogliandolo trovari vari spunti interessanti, notando peraltro che la parte dedicata alla sua biografia era, in effetti, una Cronologia dell'opera scientifica di Enrico Fermi curata da Luisa Bonolis.
Quei fogli che vedetre spuntare nella foto qui sopra, invece, sono degli appunti, probabilmente quelli che scrissi in preparazione del post su SciBack, e sono intitolati La pila di Fermi. Prima o poi li riprenderò in mano e cercherò di capire se posso ricavarci qualcosa di nuovo. Ad ogni buono conto sono inseriti dentro il tomo quasi come un segnalibro, visto che si trovano all'inizio dell'articolo di taglio storico La fisica dei nuclei dagli anni trenta ai giorni nostri di Ugo Amaldi.
Credo di non averlo mai letto. Prima o poi lo farò, come per gli appunti, anche se il libro di George Gamow, I trent'anni che sconvolsero la fisica, credo sia scritto decisamente meglio.
Un'ultima cosa: leggete questo (è bello tornare a consigliare letture di amici!).

domenica 27 settembre 2020

Topolino #3383: Invenzioni

Con Il libro degli errori si conclude Paperbridge, serie di Marco Gervasio che si concentra sull'approfondire il passato di John Quackett, studente universitario, prima di diventare Fantomius. Alla fine della serie scopriamo che questi cinque episodi non sono altro che la "prima stagione", ma già ci sono tutti gli elementi di base per lo sviluppo dei personaggi così come li ha raccontati Gervasio ne Le strabilianti impreve si Fantomius.
La storia deve innanzitutto risolvere il problema di Quackett sulla sua prima identità segreta, svelata da uno dei suoi amici della Confraternita dei Mascherati.
Gervasio stimola l'attenzione del lettore con un mix di azione e rompicapi, piuttosto banali c'è da dire, tanto da restare stupiti della difficoltà di risoluzione incontrata dai personaggi. Di questi uno in particolari risulta preso da Guido Martina, il classico sursum corda, che se la memoria non mi inganna è stato anche già utilizzato in un'altra occasione da Gervasio nel corso della serie di Fantomius.

sabato 26 settembre 2020

Batman day 2020: un vattelapesca batmaniano

Ho in corso un paio di letture batmaniane, nessuna delle due conclusa. Una è il celebrativo Detective Comics #1027, l'altra è il volume Batman Day 2020: Giù il mantello, su la maschera, un cartonato da edicola che Panini ha fatto uscire durante la settimana del Batman day.
Questa iniziativa venne promossa dalla DC Comics nel 2015 durante la San Diego Comic-On per celebrare il 75.mo anniversario di uno dei personaggi più noti e iconici del fumetto supereroistico. I Batman day sono proseguiti e quest'anno il nuovo giorno del Cavaliere Oscuro è caduto il 19 settembre, e per l'occasione Panini ha tirato fuori un pregevole volume che, da appassionato disneyano, non posso che definire con affetto un vattelapesca batmaniano.

venerdì 25 settembre 2020

Lateralus

Il nucleo originario dei Tool, band progressive metal statunitense formatasi nel 1990, era costituito da Danny Carey, Adam Jones, Maynard James Keenan e Paul D'Amour. Quest'ultimo, però, lasciò la band nel 1995 e venne sostituito da Justin Chancellor. I quattro, tutt'ora in attività, hanno sempre avuto una caratteristica: sperimentare, sia dal punto di vista musicale, sia da quello visuale. In particolare le loro canzoni proponevano spesso delle scansioni temporali inusuali per l'industria musicale e in continuo cambiamento anche nel corso dello stesso pezzo. Esempio di questo approccio è Lateralus, singolo tratto dall'omonimo album datato 2001.

giovedì 24 settembre 2020

Ritratti: Leonardo Fibonacci


Fibonacci - via commons
Leonardo figlio di Bonacci nacque in un non meglio precisato giorno del 1170, cioé 850 anni fa, da qualche parte nella Repubblica di Pisa. Essendo figlio di Bonacci è diventato oggi noto come Leonardo Fibonacci. Tale appellativo sembrerebbe risalire al 1506, anche se viene comunemente fatto risalire a Guillaume Libri che lo giustificò proprio come forma contratta di filius Bonacci.
Al di là dell'origine del nome, Fibonacci è considerato come il più talentuoso e importante matematico del Medio Evo. E questa importanza è ribadita dal fatto che è proprio Fibonacci ad aver introdotto in Europa le cifre arabe grazie al suo meritorio Liber Abaci. Il titolo è quasi un contrappasso, visto che cerca di introdurre un nuovo sistema di contare che voleva sostituire, peraltro con successo come intuito dallo stesso Fibonacci, l'uso dell'abaco.
Il suo contatto con le cifre arabe avvenne grazie al suo lavoro nell'attività paterna: Guglielmo Bonacci era un mercante con interessi nel Mediterraneo, per cui portava il figlio con se in giro per l'Europa e non solo. Fu proprio nel nord Africa, in particolare a Bugia in Algeria, che il giovane Leonardo entrò in contatto con le cifre arabe. Grazie alla sua attività di mercante ebbe modo di approfondire la conoscenza del sistema di posizionamento, comprendendone le enormi potenzialità rispetto ai sistemi in uso, come quello romano. Nel sistema di posizionamento, infatti, indipendentemente dalla base numerica, non ha importanza solo il valore rivestito dal singolo simbolo numerico, ma anche la sua posizione. Ad esempio $1$, da solo, vale "uno", mentre accompagnato da uno $0$ dietro, vale "dieci", $10$. In questo senso il numero $0$, anch'esso introdotto da Fibonacci, simbolo del "niente", diventa di importanza fondamentale nel sistema posizionale, perché permette di aggiungere o togliere valore a una serie di cifre.
Ad ogni buon conto, sempre sul Liber Abaci, si trova il risultato per cui è famoso: il problema della proliferazione dei conigli.

mercoledì 23 settembre 2020

I rompicapi di Alice: Triangoli rettangoli

Ieri notte sono rimasto sveglio sino alle 4 di mattina sopra questo stuzzicante problema, inviatomi da New York:"trovare tre triangoli rettangoli (di uguale area) con lati espressi da numeri razionali". Ne ho trovati due, i cui lati sono 20, 21, 29; 12, 35, 37; ma non sono riuscito a trovarne tre.(2)
Questa annotazione è tratta dai diari di Lewis Carroll, datata 19 dicembre 1897. Successivamente pubblicata postuma su Life and Letters nel 1967, è sostanzialmente riducibile alla ricerca di tre terne pitagoriche che rappresentano altrettanti triangoli rettangoli di area uguale.
E' anche interessante notare come Carroll, pur non disponendo di una dimostrazione in grado di poter essere pubblicata su una delle sue rubriche di matematica ricreativa (o che gli permettesse di trovare il terzo triangolo), era convinto che il numero di triangoli rettangoli razionali con area uguale fosse infinito(1).
Carroll, però, non sembra fosse a conoscenza di una particolare osservazione fatta da Pierre de Fermat proprio a proposito dei triangoli rettangoli. Il matematico francese aveva, infatti, trovato una formula che, dati $z$ ipotenusa e $b$, $d$ i cateti di un trinagolo rettangolo razionale, permette di ottenere i lati di un altro triangolo rettangolo razionale con la stessa area(1):

martedì 22 settembre 2020

Darwin alla prova

La metabiologia è un campo parallelo alla biologia che si occupa dell'evoluzione casuale del software artificiale (programmi) piuttosto che del software naturale (DNA).1
Questa è la difinizione di metabiologia fornita dal suo fondatore, Gregory Chaitin. Non pretendo di discutere in questa sede di un campo sostanzialmente nuovo della scienza, qualcosa che unisce matematica, informatica e biologia, ma mi sono reso conto che non ho mai realmente scritto qualcosa legato a Darwin alla prova, arrivato in Italia alcuni anni fa grazie a Codice Edizione.
Il libro, in effetti, propone al lettore un nuovo paradigma per esaminare i meccanismi alla base dell'evoluzione. Il tutto ruota intorno al problema della fermata di Turing, ovvero determinare se un dato programma informatico si fermerà in un qualche istante nel tempo oppure se proseguirà all'infinito la sua elaborazione. E' evidente come da questi pochi elementi Chaitin affronta non tanto l'evoluzione biologica, quanto quella informatica usando una sorta di automi cellulari, o di macchine di Turing algoritmiche. Alla fine il matematico cerca, forse spingendo troppo agli estremi il paragone con l'evoluzione, di mostrare come possa esistere un'evoluzione alla Charles Darwin senza la necessità di qualcuno che ne abbia deciso in anticipo le regole, o per essere più espliciti senza la necessità di un creatore.
Il maggior interesse del libro, però, a parte quello squisitamente matematico, è proprio nel tentativo, per certi versi riuscito, di raccontare gli inizi di una nuova disciplina che magari riuscirà a fornire un punto di vista nuovo e interessante sui meccanismi cui soggiace l'evoluzione stessa.
  1. Metabiology and the complexity of natural evolution ↩