Stomachion

martedì 8 settembre 2015

Cannibalismo stellare

Per la serie di conferenze I cieli di Brera, mercoledì 16 settembre alle 18:00 presso la Sala delle Adunanze dell'Istituto Lombardo, all'interno di Palazzo Brera, via Brera 28, e inserito all'interno del programma EXPO in Città, Sandro Mereghetti proporrà a chi vorrà o avrà tempo di venire ad ascoltarlo la conferenza Il cannibalismo tra le stelle:

NaSt1 via Mirror - Maggiori dettagli su Chandra
Negli ultimi 50 anni, grazie allo sviluppo delle tecnologie spaziali, l'astronomia si è avvalsa di osservazioni che coprono tutta la banda dello spettro elettromagnetico, ed in particolare alle energie dei raggi X e gamma.
Questi nuovi dati hanno incredibilmente arricchito la nostra conoscenza dell'Universo, che per secoli era stata basata esclusivamente sulle osservazioni effettuate nella ristretta banda della luce visibile ai nostri occhi.
Le osservazioni X e gamma mostrano una volta celeste caratterizzata da fenomeni estremamente variabili ed energetici, tra cui quelli che originano in sistemi binari contenenti stelle di neutroni o buchi neri. L'attrazione gravitazionale di questi oggetti è talmente intensa da influenzare notevolmente la vita delle loro stelle compagne, che in certi casi possono essere in parte o totalmente divorate.
E infine due parole sul conferenziere:
Sandro Mereghetti, laureato in Fisica all'Università degli Studi di Milano, ha lavorato negli Stati Uniti (Harvard University, Cambridge) ed in Francia (CESR, Toulouse) e dal 1988 è ricercatore INAF presso l'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano. Si occupa principalmente dello studio di stelle di neutroni mediante osservazioni ottenute con satelliti per astronomia X e gamma.
L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti (100).

sabato 5 settembre 2015

Topolino #3119: il finale di Papere alla riscossa

Come da consuetudine delle ultime settimane ecco la recensione completa di Topolino #3119. Questa volta la recensione parte con il testo quasi integrale della brevisone dell'ultimo episodio di Papere alla riscossa, storia in cinque puntate di Marco Bosco e Silvia Ziche.
Come già scritto in occasione del primo episodio, Papere alla riscossa si distingue innanzitutto per la trama incentrata sul tema ecologico dello sfruttamento del territorio e della speculazione edilizia. Si comprende sin da subito che il tema è sentito dalla coppia di autori: le gag sono pressoché inesistenti, salvo alcune rare battute che al massimo strappano un sorriso, o quelle prettamente visive e ben interpretate da Ziche, come Nonna Papera provata dal lungo discorso fatto all'assemblea dell'Accademia delle Pannocchie per permettere la conclusione delle indagini.
La storia scritta da Bosco si suddivide, infatti, in due filoni narrativi ben distinti: quello di approfondimento ecologico-politico e quello investigativo. Mentre il primo è stato trattato in maniera efficace in ogni episodio, il secondo ha risentito della diluizione della storia in cinque puntate, riuscendo molto più efficace nell'ultima, anche grazie a un'ottima gestione della tensione narrativa e all'alternanza tra le scene nell'Accademia e nel covo dei criminali.
Forse, nel complesso, avrebbe giovato a una storia tutto sommato buona concedere uno spazio maggiore a ciascun singolo episodio rispetto alle 20 pagine che sono state utilizzate su ciascuno dei cinque Topolino.

venerdì 4 settembre 2015

L'abisso di Galileo

E' sempre bello e interessante leggere libri divulgativi, specie quando sono scritti da chi la divulgazione la sa fare. In questa occasione andrò a raccontarvi un paio di cose su un libro che contiene informazioni su un matematico e fisico pisano e sulla sua idea che i matematici il mondo lo conoscono meglio dei filosofi. O almeno ci provano, a conoscerlo.
Un dialogo
Agli inizi del 1605 viene pubblicato a Padova un Dialogo in prepuosito de la stella nuova firmato da tale Cecco di Ronchitti. I due protagonisti, i "dialoganti", sono due contadini che discutono di una stella nuova comparsa nel cielo nel 1604 e su cui hanno discusso con una certa veemenza un filosofo e un matematico, con il filosofo a difendere il punto di vista aristotelico e il matematico a opporsi ad esso, in pratica a difendere il punto di vista copernicano senza citarlo esplicitamente per ovvi motivi di sicurezza, per se e i suoi cari.
Sull'identità dei contendenti e, per traslato, di Cecco di Ronchitti sembrerebbero esserci pochi dubbi. Da un lato abbiamo il conte Baldassarre Capra e, molto probabilmente, Antonio Lorenzini che giusto un paio di settimane prima aveva visto stampato il Discorso intorno alla Nuova Stella, cui il Dialogo di Cecco contrappone argomentazioni definite galileiane nel secondo volume delle opere di Galileo pubblicato nel 1891 dalla Tipografia G. Barbera di Firenze. E' quindi a ragion veduta che si ritiene il Dialogo di Cecco un'opera di Galileo Galilei, all'epoca rettore della cattedra di matematica a Padova, territorio di competenza della Serenissima Repubblica di Venezia.

lunedì 31 agosto 2015

7 contro il caos

7 è un numero magico in molte culture. Quarto numero primo, era il numero di fanciulli e fanciulle che dovevano essere sacrificati al Minotauro, o il numero dei vizi capitali, e l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo. 7 è, dunque, un numero molto importante, tanto che raggruppiamo i giorni in settimane (insieme di 7 giorni), ed è utilizzato spesso nel mondo della fiction sin dal mitico I 7 samurai di Akira Kurosawa.
Dal film di Kurosawa in poi spesso i gruppi di eroi sono composti da 7 personaggi: ad esempio la formazione di base della JLA di Grant Morrison o il gruppo di reietti utilizzati da Harlan Ellison per un progetto complesso realizzato per la DC Comics, che dopo 20 anni dalla sua ideazione viene finalmente dato alle stampe nel 2013 con la collaborazione di Paul Chadwick.
La storia è semplice: in un lontano futuro il genere umano, grazie alla colonizzazione di altri pianeti, ha sviluppato delle mutazioni che, però, non sono completamente tollerate. Chi cerca la strada del dialogo tra diversi diventa automaticamente un reietto, e proprio un gruppo di essi viene raccolto da un misterioso incappucciato fino a ottenere un gruppo di 7 "eroi per caso" (o per costrizione) che dovranno affrontare una terribile crisi temporale.
Dal lontano passato Erisssa, inquietante rettile su due piedi, copia per poteri e audacia dello Skal di Van Vogt in Pianeti da vendere, sta attaccando il genere umano, sconvolgendo il tempo stesso: epoche differenti si sovrappongono generando panico e caos, contro il quale si opporranno i 7 reietti riuniti e guidati da Roark.

sabato 29 agosto 2015

Topolino #3118: misteri misteriosi

Come da consuetudine delle settimane precedenti, ecco la del numero di Topolino attualmente in edicola, assemblata integrando al testo utilizzato per la brevisione su LSB (che dovrebbe uscire domani) i commenti sul resto del sommario, che inizia con Paperink e il nipote ribelle.
A differenza di quanto scritto nel titolo tale nipote non è Paperino, ma Felipe De Donlon y Pesetas, nipote di Dona Manuela Danarosa, introdotta da Marco Bosco, sceneggiatore de Il nipote ribelle, e Giorgio Cavazzano in Paperinik un eroe al casello.
La storia, veloce e divertente, ruota intorno a Felipe e al suo desiderio di tenersi lontano dagli affari della zia, cercando al contempo di avvicinarsi il più possibile alla genuinità della gente comune. Sulla sua presenza e soprattutto sulla sua assenza gioca Bosco per muovere Paperinik, il tutto illustrato da Lorenzo De Pretto, con un tratto rotondo che è ancora alla ricerca di una sua strada, visto che in alcuni punti ricorda Romano Scarpa e Valerio Held, in altri Roberto Marini, in altri ancora i fratelli Pastrovicchio.
Segue Papere alla riscossa sempre di Marco Bosco e ancora una volta con Silvia Ziche, che giunge al quarto e penultimo episodio della saga. Per l'occasione i due autori iniziano a sciogliere un primo nodo narrativo, quello della talpa all'interno dell'ufficio di Nonna Papera, che insieme alle sue amiche decide di passare all'azione con un'operazione di controspionaggio.
Se dal punto di vista grafico Silvia Ziche propone alcune inquadrature cinematografiche, la storia, che per soggetto ricorda Il rapporto Pelican (1993) di Alan J. Pakula, è il tipico episodio di passaggio necessario per preparare il terreno al finale della settimana prossima.

venerdì 28 agosto 2015

Pionieri dello spazio in viaggio verso Coyote

Non cambia niente: gli adolescenti tendono a viaggiare in branco, che siano in un centro commerciale o in una nave spaziale.
L'idea alla base di Coyote di Allen Steele, primo romanzo di una saga, è quello di riproporre la letteratura pionieristica, quella che esalta il selvaggio west, in chiave fantascientifica. Coyote, però, è al tempo stesso un mix di generi differenti. Strutturato in sei parti, la prima è fondamentalmente distopica: negli Stati Uniti è in carica un governo di stampo nazifascista che limita le libertà personali dei soggetti ritenuti pericolosi. In un modo o in un altro i ribelli riescono però a organizzarsi, impossessandosi della navicella che dovrebbe portare un gruppo di coloni verso Coyote, satellite di un pianeta lontano che dai dati appare abitabile per gli esseri umani.
I primi coloni terrestri, quindi, come i primi coloni europei in fuga dalle persecuzioni, si avventurano sulla URSS Alabama ignari del piano in corso per far fallire la missione: nessuno sulla Terra è infatti realmente interessato al loro successo, e questo indipendentemente dalla presenza a bordo dei ribelli.
Ad ogni buon conto, per un errore nella programmazione delle capsule di criostasi, il piano di distruzione della URSS Alabama fallisce e così, nella seconda parte del romanzo assistiamo alle avventure sull'astronave di Leslie Gillis, che era stato inserito per sbaglio nella capsula destinata al sabotatore. Sarà una lenta agonia per Gillis, costretto a consumare una parte delle scorte dei coloni per poter sopravvivere, che però riuscirà a mantenersi attivo anche grazie alla scrittura. Ispirato da alcune visioni (forse indotte dall'alcol o forse dall'estrema solitudine) del pianeta Coyote, scriverà una serie di romanzi fantasy ambientati su questo nuovo pianeta. Lascerà anche un paio di appunti, come l'identità del traditore o una strana osservazione fatta durante uno dei momenti di veglia, ma su questo dettaglio si tornerà in seguito.

giovedì 27 agosto 2015

Strade senza fine

A piedi e spensierato mi avvio verso la strada aperta,
Sano, libero, il mondo dietro di me,
Il lungo bruno percorso davanti a me che conduce ovunque io scelga.
La letteratura on the road viene fatta iniziare con Sulla strada di Jack Kerouac, romanzo che è anche (forse soprattutto) un punto di riferimento per la letteratura beat. Il fatto che i protagonisti, tra una avventura e l'altra (nessuna delle quali poi così edificante), siano in viaggio nel classico coast to coast, l'equivalente statunitense del grand tour europeo, giustifica l'inserimento del romanzo anche nell'ampio genere on the road, che i due scrittori dei cui romanzi andrò a scrivere quest'oggi hanno reinterpretato in chiave fantascientifica.
La pista dell'orrore
A mio giudizio Roger Zelazny è stato uno degli scrittori di fantascienza più influenti nel mondo del fumetto, insieme con Philip K. Dick e con Albert Elton Van Vogt (come ho anche iniziato a sostenere sull'approfondimento di Crisi Finale di Grant Morrison). Il suo romanzo più famoso è sicuramente Signore della luce, che evidentemente ebbe una certa influenza su Jack Kirby, che venne chiamato per realizzare le illustrazioni per un suo possibile adattamento cinematografico.
Ben lontano dai temi fondamentali che Zelazny sviluppò nel corso della sua carriera, nel 1967 scrisse, al momento solo come racconto, La pista dell'orrore, che poi venne esteso per diventare un romanzo nel 1969. L'ambientazione è post-apocalittica: una zona degli Stati Uniti, a causa di un disastro nucleare, è isolata dal resto dello stato e bisogna portare loro dei medicinali necessari. Per portare a termine una missione in una terra sostanzialmente sconosciuta viene chiamato Hell Tanner, imprigionato per omicidio. Ovviamente la ricompensa è la libertà.
Tanner è un personaggio disilluso, in un certo senso in fuga da se stesso, che mi ha ricordato non poco lo "Snake" Plissken di Fuga da New York, film distopico del 1981 di John Carpenter e interpretato da Kurt Russell, che andavo puntualmente a sostituire con Tanner man mano che il romanzo procedeva. Altro aspetto interessante sono i mezzi corazzati che Tanner e i suoi accompagnatori (impostigli dal governo) utilizzano per entrare nel deserto nucleare, dei mezzi corazzati imponenti e avanzatissimi che evidentemente qualcosa hanno lasciato nell'immaginario di Frank Miller, vista la batmobile ne Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Certo l'ispirazione potrebbe essere venuta anche dal film del 1977, che però Zelazny in un certo senso rinnegò, visto che la sceneggiatura di Alan Sharp modificò profondamente il romanzo originale, dopo la prima e più fedele sceneggiatura di Lukas Heller.
Ad ogni buon conto quella di Tanner è una corsa, che alla fine si conclude con il mezzo preferito da quest'ultimo, la motocicletta, contro il tempo, contro la barbarie che lo circonda, contro la natura stessa che, trasformata dalle radiazioni, diventa implacabile nemica, e in ultimo, come scritto, anche contro se stesso e il suo passato, diviso tra la percezione della giustezza morale delle sue azioni e dalla percezione illegale delle stesse.
Tanner è sicuramente un personaggio interessante, tutto da scoprire così come il romanzo stesso, una corsa senza respiro (o quasi) dove anche un reietto senza nulla da perdere può (ritornare a) essere un eroe.

mercoledì 26 agosto 2015

Starman Jones

Si potrebbe considerare Starman Jones di Robert Heinlein come una sorta di Fanteria dello spazio, ma più leggero nelle tematiche e nei toni. Max Jones, infatti, è un ragazzo che sogna di andare nello spazio e guidare una sua astronave. I problemi e le difficoltà che incontra lungo la strada verso la realizzazione del suo sogno non ne diminuiranno la determinazione, ma anzi diventano un modo per Heinlein di proporre al lettore una sorta di sogno americano dello spazio, dove tutto è possibile.
Un romanzo veloce, appassionante e divertente sul fascino e l'attrazione delle stelle, e sulle avventure che si potrebbero vivere se ci fosse possibile viaggiare in questo vuoti sconfinato che si chiama universo.
Piccola nota curiosa: nel romanzo, del 1953, Heinlein descrive un treno a levitazione magnetica, che però era già stato descritto su Modern Mechanix dell'ottobre 1931.