Stomachion

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martedì 2 febbraio 2016

Una buona dose di frusta

La così detta legge di Lynch asserisce che, in caso di furti o altri delitti
l'accusatore diventa anche testimone, giuria, giudice ed esecutore della sentenza, mentre l'imputato viene punito sulla base di un semplice sospetto.
All'applicazione di questa legge ai danni di un osange stava per assistere Washington Irving nel viaggio citato nel post precedente. Per fortuna dell'indiano, i suoi buoni propositi erano più che evidenti: egli, infatti, stava riportando al villaggio un cavallo perduto, mentre il colono possessore di quel cavallo lo accusava di averlo rubato, pretendendo il giusto castigo (una serie di frustate).
L'intero episodio mi ha fatto pensare alla pretesa, da parte di un certo noto partito, gli italiani odierni agli indiani e i migranti agli europei dell'epoca, eppure per come Irving ha descritto l'episodio, non sono riuscito a trovare conferma di un simile accostamento, anzi mi è sembrato che invece il colono europeo di quel selvaggio west fosse piu proficuamente interpretablie da un qualsiasi componente a vostra scelta di quel partito di cui sopra.
Quando paragono il nobile contegno e il comportamento franco dellindiano al viso sinistro e alla prepotenza dell'uomo bianco, non ho molti dubbi su chi si meritasse una buona dose di frusta.
Irving proprio a questa legge fa risalire l'origine delle guerre indiane contro i coloni europei e dunque le difficoltà di integrazione tra la società presente sul territorio, fondamentalmente senza leggi e fondata da gruppi di cacciatori/raccoglitori, e quella in arrivo, di fatto una società agricola gerarchica.
Per sua stessa definizione, una struttura gerarchica porta con sé anche delle leggi, e proprio questo era il maggior problema degli indiani d'America, non acendo essi una struttura legislativa comune, nella migliore delle ipotesi. Scrive, infatti, Ken Gonzales-Day(1):
Studiando la casistica, si scopre che gli indiani d'america erano molto spesso linciati quando specifici crimini venivano attribuiti a specifici individui o piccole bande. Le accuse più comuni sembra siano state per omicidio o per aver rubato. Questo non vuol dire che essi erano colpevoli di tali accuse, ma semplicemente per osservare che si credeva che essi avessero commesso i crimini. Il punto che il giusto processo è stato raramente esteso agli "indiani" era complicate dal loro status giuridico. Poiché essi sono stati raramente portati in giudizio, non si conoscerà mai la verità delle accuse.
Come più avanti osserva Gonzales-Day, nemmeno un giusto processo riesce a scavare a fondo la verità: nel 1852 tre nativi americani sono stati linciati a Bridgeport per omicidio: la piccola banda, composta da quattro individui, venne accusata e prontamente cercata grazie a dei testimoni che li avevano visti intorno alla casa del morto all'incirca un'ora prima del crimine.
Sulla base di un semplice sospetto, i quattro vennero arrestati e processati per direttissima, senza possibilità di difesa e, per ironia della sorte, solo uno riuscì a salvarsi per insufficienza di prove.
Questi contrasti e difficoltà di integrazione sono spiegabili in molti modi, non ultimo il falso senso di superiorità che da sempre ha contraddistinto gli europei
(1) Da Lynching in the West, 1850-1935
Sui linciaggi leggi anche:
Lynching in the United States
Lynching and Native Americans

venerdì 29 gennaio 2016

Le basi americane della filosofia cimmera

Fondamentalmente la filosofia cimmera, o howardiana, si fonda su quanto affermato da uno dei personaggi di contorno in Oltre il fiume nero:
La barbarie è lo stato naturale dell'umanità. La civiltà è innaturale. È un capriccio delle circostanze. E la barbarie, alla fine, deve sempre trionfare.
Non voglio perdermi nel cercare il senso di questa affermazione, ma semplicemente cercare di capire da dove essa potrebbe originarsi. E un possibile indizio potrebbe trovarsi all'interno di Viaggio nelle praterie del West di Washington Irving.
Considerato il padre della letteratura statunitense, Irving si era dedicato, nel 1832, all'esplorazione del West. Una volta concluso il suo viaggio, solo dopo molte insistenze lo scrittore mise mano ai suoi appunti per redarre il diario di quell'esperienza. E proprio in questo diario, riproposto in Italia dalle sempre encomiabili edizioni spartaco, propone nelle sue fasi iniziali un passo che può essere considerato come fondativo della filosofia cimmera:
Tale è lo spirito di indipendenza di un selvaggio: equipaggiato di un fucile, una coperta e un cavallo, era pronto su due piedi a perdersi nel mondo; portava addosso tutto quello che aveva e - privo di altri desideri - conosceva il segreto della libertà. Noi "civilizzati", invece, siamo schiavi tanto degli altri quanto di noi stessi; le cose superflue sono le catene che ci avvincono, immobilizzando il corpo e l'anima.
Si potrebbe quasi dire che in ciò si trova il peccato originale del sogno americano, la distruzione di quel senso di libertà rappresentato dall'indiano osage di cui sta raccontando Irving e che per certi versi Howard rimpiange attraverso Conan.

giovedì 12 aprile 2012

Voglio tornare a sognare

Non è vero che sognare non costa nulla. In occidente sognare vuol dire salvare le banche. Nel senso che per salvare le banche i governi hanno venduto i nostri sogni, sottraendoli ai servizi. E in un certo senso lo dice molto bene Neil DeGrasse Tyson
Sono stanco di ripeterlo, ma lo devo dire ancora: il budget della NASA ammonta a quattro decimi di cent per ogni dollaro di tasse. Se tenessi in mano un dollaro di tasse e lo tagliassi orizzontalmente per quattro decimi dell'un per cento della sua larghezza non arriverei neanche all'inchiostro. Quindi io non accetto che si dica "Non ce lo possiamo permettere"!
Vi rendete conto che gli 850 miliardi di dollari di salvataggio delle banche, quella somma di denaro, è più dell'intero budget di gestione della NASA di cinquant'anni? E quindi quando qualcuno dice "Non abbiamo abbastanza soldi per questo programma spaziale", io chiedo "No, non è che non avete abbastanza soldi: è che la distribuzione dei soldi che state spendendo è distorta in un modo che vi fa eliminare l'unica cosa che dia alla gente qualcosa di cui sognare: il domani. La casa di domani, la città di domani, i trasporti di domani." Tutto questo è finito negli anni settanta, dopo che abbiamo smesso di andare sulla Luna. È finito tutto. Abbiamo smesso di sognare.

(dalla traduzione di Paolo Attivissimo)
Gli Stati Uniti sono da sempre simbolo dell'Occidente. E anche in questo caso non si smentiscono.
Nel mondo, però, c'è chi non solo non ha smesso di sognare, ma sta lavorando per realizzarli, i sogni:
C'è chi si mette in dubbio la rilevanza delle attività spaziali in una nazione in via di sviluppo. Per noi non c'è ambiguità di propositi. Non abbiamo la fantasia di competere con le nazioni economicamente avanzate nell'esplorazione della luna o dei pianeti o nella progettazione di voli spaziali. Ma siamo convinti che se vogliamo giocare un ruolo significativo nella nazione, e nella comunità delle nazioni, non dobbiamo essere secondi a nessuno nell'applicazione delle tecnologie avanzate ai problemi reali dell'uomo e della società.
Queste sono le parole di Vikram Sarabhai, dell'Indian Space Research Organization, a proposito di un programma di osservazioni indiane su Marte.
Lo ripeto: gli Stati Uniti sono da sempre simbolo dell'Occidente, e in questo caso a maggior ragione lo sono, perché il discorso di Neil DeGrasse Tyson vale, pur in piccolo, anche per l'Italia e per i governi che dal dopo guerra (intendo almeno dalla Seconda Guerra Mondiale) hanno governato questa nazione. E fino a che saranno loro a decidere, per riprendere a sognare ci vorrà ancora un bel pezzo...

mercoledì 27 aprile 2011

Sulla fattibilità della fusione laser

Su Physical Review Letters sono usciti a fine febbraio due articoli della facility statunitense NIF. Nei due articoli si esaminano i primi dati sul riscaldamento della cavità, contenente elio, e colpita da 192 fasci laser, che attivano la reazione di fusione all'interno della cavità stessa. I dati rilasciati sembrano indicare che la strada per la fusione laser sia quella giusta.

Con l'avanzare del progresso scientifico e la necessità di dover sviluppare una tecnologia sempre più avanzata per verificare nuove teorie che spiegano vecchie osservazioni e indicano le nuove strade, sorge anche la necessità di sviluppare modelli numerici in grado di essere utilizzati dagli sperimentali per un confronto immediato dei propri risultati. Questa è una necessità, ad esempio, molto diffusa tra gli sperimentali delle alte energie, però anche in un campo come la modellizzazione degli atomi, oggetti di cui riteniamo di conoscere più o meno tutto. In particolare vorrei soffermarmi su due modelli simulativi (o algoritmi per computer, come preferite) in particolare, i modelli XSN e DCA.
ResearchBlogging.org Iniziamo con XSN, di cui sono riuscito a recuperare un articolo completo(2):
Innanzitutto partiamo da un gas a densità uniforme. Nel modello si suppone che i cambiamenti di tipo radiativo e idrodinamico che avvengono all'interno del gas sono molto più lenti del tempo dovuto a una distribuzione di velocità maxwelliana sia per gli ioni, sia per gli elettroni. Ci si pone, poi, all'equilibrio cinetico, ovvero le temperature cinetiche $\theta$ di ioni ed elettroni sono identiche.
Per calcolare la successiva evoluzione del gas si usa le equazioni per il trasporto e il riscaldamento della materia, includendo anche termini che descrivono le proprietà radiative del plasma. I coefficienti di assorbimento ed emissione sono funzioni del numero di legami e di elettroni liberi per atomo. Le popolazioni sono poi determinate dai processi di distacco e ricombinazione, sia dovuti alle radiazioni sia dovuti agli urti. Poiché le popolazioni sono parzialmente determinate dalla radiazione, non si possono calcolare a meno di non specificare il campo della radiazione.
Nell'approssimazione nota come equilibrio locale termodinamico (local thermodynamic equilibrium - LTE), le popolazioni sono quelle che ci sarebbero se l'equilibrio termodinamico fosse alla temperatura cinetica locale $\theta$. Ciò sarebbe corretto se la radiazione fosse di tipo planckiano o se fossero dominanti i processi di collisione elettroni-ioni. Questo assunto consente di utilizzare le equazioni di Boltzman-Saha che sono funzioni solo della composizione elementare, della densità di massa e della temperatura.
Supponiamo, però, che la radiazione sia non-planckiana e che i tassi di transizione radiativa non siano inferiori a quelli collisionali. La popolazione deve allora essere trovata usando equazioni che incorporano esplicitamente l'accoppiamento con la radiazione come funzione del tempo. Ovvero queste equazioni costituiscono le equazioni non-LTE.
Questo vuol dire che proprietà come assorbimento ed emissione sono influenzate anche dai cambiamenti nella popolazione, e tutto questo può essere descritto solo con un insieme completo di equazioni che copra tutte le possibilità: è proprio per fare ciò che è stato sviluppato il modello XSNB.


(via NIF)

Per quel che riguarda il DCA ho trovato semplicemente degli abstract: