Stomachion

domenica 14 gennaio 2024

Topolino #3555: Corsari in cerca di pirati

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Annunciata da una splendida copertina di Andrea Freccero per i colori di Andrea Cagol, arriva in partura di numero la storia che narra le origini marinaresche di Malcolm De' Paperoni, che esordì nel 1956 sulle pagine de Il tesoro della regina di Carl Barks. Dopo di allora venne utilizzato, escludendo le apparizioni nei quadri, in altre tre occasioni: Il nuovo proprietario del castello De' Paperoni, quinto episodio della $aga di Don Rosa; Il mostro di Dismal Downs di Maya Astrup e Massimo Fecchi, dove il personaggio compare come fantasma, proprio come nella storia di Rosa; e ne La corona dei desideri di Vito Stabile e Alessandro Perina. Ed è proprio Stabile, questa volta affiancato da Mario Ferracina, a riportare Malcolm sulle pagine di Topolino, ma non con un qualche espediente narrativo particolare, come avvenuto in tutte le precedenti apparizioni, ma con un approccio identico a quello che è stato adottato per Cornelius Coot: una storia ambientata nel suo passato.
In particolare Il corsario, storia in due tempi, racconta di come Malcolm coltivi il sogno di viaggiare per mare andando contro le imposizioni dei suoi genitori, che vorrebbero che lui si facesse carico della locanda di famiglia. Il richiamo del mare, però, diventa irresistibile quando il corsaro Greenbottle arruola marinai per una missione particolare: trovare la fantomatica isola di Libertulla e intraprendere con essa degli scambi commerciali.
Non deve stupire il lettore che Malcolm si arruoli su una nave corsara. Di fatto i corsari erano pirati autorizzati,tramite la famosa "lettera di corsa", ad assalire le navi mercantili di nazioni nemiche con l'obbligo di consegnare parte del bottino al governo. In pratica i corsari compivano tutte quelle azioni che le flotte nazionali non potevano compiere senza rischiare un incidente diplomatico.

sabato 13 gennaio 2024

Il grande terrore

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Poco prima delle vacanze, facendo un giro in libreria, nella sezione manga mi inbatto in Grand Terror, volume di Kanako Inuki uscito nella collana di grande formato Showcase di Dynit Manga. Essendo una raccolta di racconti, sei per la precisione, selezionati dalla stessa autrice, che arriva per la prima volta in Italia nonostante la vasta produzione in Giappone, ed essendo la tematica dei racconti quella dell'horror, del terrore e del gotico, ho deciso di acquistare la raccolta, che alla fine ha incontrato effettivamente i miei gusti. Le storie possono essere, effettivamente, classificate molto più nel gotico che non nell'horror vero e proprio, con alcuni spunti che le farebbero accostare alla serie Ai confini della realtà, però in effetti sembrano avere un elemento comune, ora più esplicito ora un po' sottotraccia, come quello della diversità, tema che come sappiamo è caro anche a un altro maestro del genere, Hideshi Hino. Il tutto, però, è anche intrecciato con altri temi interessanti, come il rapporto con la famiglia, i dilemmi della crescita (che nel caso di un racconto particolare vengono ribaltati in una insana fretta di crescere e vivere il più velocemente possibile tutte le esperienze), il rapporto con gli altri (in particolare con l'amore). Se proprio vogliamo trovare un difetto alla raccolta è che è la prima opera dell'autrice, e quindi ci fornisce degli sporazzi delle sue molte serie, lasciando così nel lettore la speranza che questo sia solo l'antipasto per il suo arrivo in Italia.

venerdì 12 gennaio 2024

Il senso della nostra specie

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Una tempesta di sabbia in Texas, aprile 1935 - via commons
Drink the wine of love and lust
Before it all turns to dust
Forever is the two of us
Questi sono i tre versi conclusivi di Still Waiting degli Everybody Loves An Outlaw, una country-blues band costituita da Bonnie e Taylor Sims che più o meno sin dal 2006 sono un duo country. In effetti come ELAO dovrebbero essere attivi dal 2020, anno in cui la loro I see red divenne virale. Ma veniamo al perché, come suggerisce il titolo del post, questi tre versi sono emblematici della nostra specie. Se non è chiaro vi servo facile facile la loro traduzione:
Bere il vino dell'amore e della lussuria prima che tutto si tramuti in polvere, per sempre noi due
O detta in altri termini, consumare tutto prima della fine.

giovedì 11 gennaio 2024

Gli sfogliatopi: Topolino #1370 e il volumone celebrativo di Topolino #3000

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Ricordate il nono episodio di Collezione Disney? In quell'occasione vi avevo parlato del Topolino #1370, un numero mai uscito, e del volumone della Biblioteca del Papersera dedicato al Topolino #3000. Il materiale che avevo a disposizione relativamente ai due volumi realizzati dall'Associazione Papersera era tali per cui avevo in animo di realizzare due veri e propri sfogliatopi completi, uno per ciascuno. Ed eccoveli qui uno dietro l'altro:

lunedì 8 gennaio 2024

Topolino #3554: Di macchine del tempo, ma non solo!

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Vista l'uscita del video di Alain, ho aggiornato la descrizione del video dedicato all'articolo uscito su questo numero di Topolino ancora in edicola aggiungendo il suo video, ma anche un altro video di Fumetto Online che dedica una porzione non trascurabile del suo video all'articolo suddetto, quello che Francesca Agrati ha dedicato alla mostra INAF Macchine del termpo. Anche se il video l'ho inserito in un post precedentemente uscito sul Cappellaio Matto, mi fa piacere incorporarlo anche qui:

sabato 6 gennaio 2024

La donna delle nevi: brividi nipponici

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Non è un inverno particolarmente rigido quello che stiamo sperimentando, ma nonostante questo resta comunque la stagione migliore per leggere racconti del brivido, come quelli raccolti ne La donna delle nevi e altri racconti del terrore, una interessante raccolta di storie popolari di genere giapponesi realizzate in versione a fumetti da Hideshi Hino e per lo più basate sul lavoro di raccolta e reinterpretazione di Lafcaido Hearn, giornalista irlandese nato in Grecia e naturalizzatosi giapponese.
I racconti più evocativi sono indubbiamente quello iniziale, che da il titolo alla raccolta, e quello finale, Taro delle nevi, anche grazie all'ambientazione invernale e innevata. Sono anche ricchi di soluzioni grafiche interessanti che riescono a dare da una parte poesia (la parte colorata è acquarellata) e dall'altro orrore, grazie a inchiostrazioni particolarmente ricche di neri. Per contro I morti tra la nebbia colpiscono per l'essenzialità dell'ambientazione, praticamente assente: sia i "fantasmi" sia il protagonista si muovono per lo più in vignette completamente bianche, consegnando al lettore un ambiente asettico e straniante, proprio come una nebbia fitta.

mercoledì 3 gennaio 2024

Un buon anno con il Millennium Bug!

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A differenza di quanto ho scritto ieri, alla fine ho deciso di dedicare un post apposito al video di buon anno, arrivato puntualmente in ritardo con quanto avevo programmato. Nel frattempo cercherò di chiudere il prima possibile il video dedicato al Topolino #3554: ho un incentivo particolare, visto che sono citato sulle sue pagine!
Nell'attesa vi lascio al video di buon 2024!

martedì 2 gennaio 2024

Topolino #3553: L'ultimo numero del 2023

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La pigrizia di questo periodo di festa mi ha fatto rinviare l'articolo sull'ultimo numero del 2023 di Topolino. Nell'idea originale volevo abbinare anche un video di "buon anno", ma per la pigrizia di cui sopra il suo montaggio è, al momento in cui scrivo, fermo all'incirca a metà. Così, per ovviare alla pigrizia e uscire prima del prossimo Topo, mi sto adattando a scrivere dal tablet. Per cui mi scuso per gli errori di battitura e delle imperfezioni nella formattazione, che saranno sistemate dopo la sua prima pubblicazione (e magari ci aggiungo anche il video...).
La prima cosa da rilevare è che un numero di chiusura che vuole celebrare il nuovo anno, semplicemente lo fa solo con il Che aria tira di Silvia Ziche: forse un po' poco, direi...
A livello di storie la piu' sorprendente è Orazio e il flagello Curiazio. Disegnata dal sempre ottimo Lucio Leoni, è perfettamente ritagliata sul suo stile da Francesco Vacca, che dimostra di essere abile anche con foliazioni relativamente limitate. Inoltre con il nome assegnato al cugino di Orazio, mostra la sua passione in particolare per la storia romana.