Stomachion

giovedì 31 ottobre 2013

I Peanuts incontrano Lovecraft

Come ho scritto nel post sul Lovecraft a fumetti, Julien Bazinet propose nel 2011 un mash-up tra i Miti di Chtulhu e i Peanuts di Charles Schultz.
Poiché il post è stato cancellato dal suo autore, le fonti delle immagini sono, nell'ordine, Flavorwire, Laughing Squid, Cthulhu Project. Ovviamente sono in inglese, quindi... Buona lettura!



mercoledì 30 ottobre 2013

Due storie sporche

Volete leggere una storia sporca? Bene! Alan Bennett ne propone persino due! Che poi così sporche a mio parere non sono.
Sicuramente non sarà facile trovare una vecchietta come la protagonista della prima storia, così aperta a nuove esperienze; ma è sicuramente più semplice trovare situazioni familiari simili a quelle raccontate nella seconda storia sporca, avvolte da mistero e segreti, quasi come le storie che si susseguono negli episodi di "Desperate Housewives" :)
Non è certo il libro più bello e divertente di Bennett, ma leggere queste due storie sporche fa tornare il sorriso anche nelle giornate più buie!

martedì 29 ottobre 2013

E la crocerossa fu...

Romano: Ma... ma prima mi picchiate in testa e poi mi fasciate?
Elvezio: E' un dovere: noi soccorriamo tutti i belligeranti di qualsiasi nazionalità...

(da Asterix e gli Elvezi, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix e Obelix alla conquista del mondo, ed.Mondadori, trad.Luciana Marconcini)

lunedì 28 ottobre 2013

La macchina modulare

Keith Kotay e Daniela Rus del MIT hanno progettato e realizzato Molecule, una macchina modulare in grado di auto-assemblarsi. Il robot Moleculare sembra una sorta di Uomo Modulare proveniente dalle pagine di Tom Strong di Alan Moore o un primo stadio del Sistema riproduttivo di John Sladek:
Molecule è un modulo robotico in grado di aggregarsi con altri moduli identici per formare una struttura tridimensionale dinamica. Le Molecule possono selettivamente formare connessioni rigide con altre Molecule e, utilizzando queste connessioni e i loro gradi di libertà nelle rotazioni, i moduli possono muoversi in posizioni differenti sulle strutture di Molecule. Un modulo di Molecule è composto di due atomi cubici collegati da un collegamento rigido a 90 gradi detto legame. Ogni atomo ha cinque punti di connessione intra-Molecule e due gradi di libertà. Un grado di libertà permette all'atomo di ruotare di 180 gradi rispetto a uno dei connettori intra-Molecule. I gradi di libertà del legame e del connettore permettono movimenti indipendenti su un substrato di Molecule identiche, tra cui l'attraversamento di un rettilione e le transizioni a 90 gradi tra superfici adiacenti. Un Molecule si muove attaccando un atomo a un qualche altro Molecule e azionando uno o più dei suoi quattro gradi di libertà. I collegamenti sono fatti utilizzando un meccanismo tipo pinza, che consiste di una pinza attiva a quattro braccia e di una passiva che fornisce una superficie di ancoraggio per la connessione.
Ovviamente è possibile pensare anche all'invasione di cubi realmente piccolissimi in un episodio del Dr. Who!

domenica 27 ottobre 2013

Lovecraft a fumetti

L'interesse del mondo del fumetto nei confronti di Lovecraft e delle sue storie è sempre stato abbastanza diffuso. Stando alla lista pubblicata sul fan site ufficiale che si limita ai fumetti tratti dai suoi racconti, questa storia inizia negli anni '50 del XX secolo grazie alla EC Comics.
In generale i fumetti lovecraftiani possono essere suddivisi in due filoni: gli adattamenti più o meno fedeli, più o meno efficaci, dell'opera del Solitario di Providence e le storie originali che si inseriscono all'interno dei suoi cicli narrativi, in particolare quello dei Miti di Chtulhu. In quest'ultimo filone si inseriscono ad esempio le storie di Alan Moore, sia quelle più letterarie sia il fumettistico Neonomicon, raccolto in volume dalla Bao.
Trascurando, dell'opera di Moore, tulle le influenze lovecraftiane che lo sceneggiatore britannico ha inserito nella sua opera (su tutte Watchmen con il mostro che attacca e distrugge New York), precedono Neonomicon varie avventure pubblicate nel corso degli ultimi sessanta anni da vari editori (lista in corso di aggiornamento, a quanto sembra), come per esempio la Marvel con Haunt of Horror di Richard Corben o la Image che in The Strange Adventures of H.P. Lovecraft trasforma lo stesso scrittore in un personaggio dei fumetti e non per un racconto biografico ma per un fumetto di avventura. Lovecraft, poi, è protagonista, insieme con Conan Doyle e Harry Houdini (che peraltro ha conosciuto) di Necronauts di Gordon Rennie e Frazer Irving, serializzata dal numero 1223 al 1230 della storica rivista britannica 2000AD.
Interessante poi sembra essere il progetto della Arcana che si concentra sugli incubi di un Lovecraft bambino, ideato e scritto da Bruce Brown e costituito da tre titoli: The Undersea Kingdom, scritto con Dwight MacPherson e disegnato da Thomas Boatwright con uno stile che ricorda Sam Kieth; The Frozen Kingdom disegnato da Renzo Podesta di cui potete leggere un estratto, diffuso dallo sceneggiatore, su Comic Monsters e che mostra come lo stile di Podesta sia fortemente influenzato dal maestro Bill Sienkewicz; e The Kingdom of Madness, disegnato ancora una volta da Boatwright. Infine, forse da recuperare, c'è la serie di fumetti editi dai Boom! Studios che hanno in Chtulhu Tales il titolo portante, indicato come uno dei dieci migliori fumetti lovecraftiani da MTV.

sabato 26 ottobre 2013

[764] La mia vita era un fucile carico

In questi giorni, e fino al 3 Novembre, al Teatro Elfo Puccini di Milano è in scena La mia vita era un fucile carico, spettacolo di e con Elena Russo Arman, con le musiche di Alessandra Novaga, che è sul palco insieme con l'attrice, ispirato alla vita e alla poesia di Emily Dickinson. Il titolo dello spettacolo è tratto dalla poesia classificata come #764 della poetessa statunitense, che può essere considerata come una sorta di sintesi della sua poetica. Lo spettacolo è ricco di suoni, luci, suggestioni e movimenti: Elena Russo Arman ora sussurra, ora urla, ora sale sulla scala di corda posta al centro del palco, accanto alle lampadine a incandescenza che scendono dal tetto, ispirate da un'opera dell'artista Felix Gozales Torres, ora corre e saltella per il palco, ora interagisce con gli attrezzi di scena, alcuni nascosti dietro un panno nero al lato del palco. Per me, che sono un appassionato lettore delle poesie della Dickinson, è stato uno spettacolo splendido, suggestivo e ben interpretato, curato sin nei minimi dettagli, con una perfetta scelta di luci e suoni.
Ispirato dallo spettacolo, ho dunque provato a tradurre la poesia #764 e questo è l'umile risultato:
La mia vita resisteva - un fucile carico -
All'angolo - fino a che un giorno
Il proprietario passò - identificato -
E Mi portò via -

E ora Noi vaghiamo tra Boschi Sovrani(1) -
E ora Noi cacciamo la Cerva(2) -
E ogni volta che parlo per Lui
Le Montagne rispondono all'istante -

E sorrido, come luce cordiale
Sopra la Valle fiammeggio -
E' come una faccia Vesuviana
Che si è permessa di esistere attraverso il piacere(3) -

E quando la Notte - finito il Nostro buon Giorno -
Io proteggo la Testa del Mio Maestro -
E ciò è meglio di un Vivo Cuscino
Di Somateria(4) - da aver condiviso -

Del Suo nemico - Io sono un nemico mortale -
Non uno si muove una seconda volta -
Sul quale io poggio un Occhio Giallo -
O un enfatico Pollice -

E anche se Io di Lui - possa vivere più a lungo
Egli è più necessario - di Me -
Per Me ho solo il potere di uccidere,
Senza - il potere di morire -

Emily Dickinson

venerdì 25 ottobre 2013

Introduzione al numero di Eulero

Post aggiornato dopo la sua iniziale pubblicazione via cellulare
Oggi ultimo giorno a Rho e poi settimana prossima nuova scuola. I ragazzi della quarta mi hanno preparato una festa di saluto, pero' io qualcosa di matematica fino all'ultimo giorno l'ho voluta raccontare lo stesso...

mercoledì 23 ottobre 2013

Kerouac quantistico

Mia traduzione e adattamento del paragrafo "The quantum Buddha: Waves of Being", tratto da "Kerouac in Ecstasy: Shamanic Expression in the Writings" di Thomas R. Bierowski. L'ispirazione è la ricerca di mia sorella di una copia di "Vecchio angelo mezzanotte", un poema narrativo (o un romanzo in versi). Di questa opera, a quanto pare di difficile reperibilità, c'è in giro una performance live "jazzata" con le musiche di David Amram.
In [Vecchio angelo mezzanotte, OAM], Kerouac sembra intuire (ed esprimere) gli aspetti chiave della teoria dei quanti, che è una autentica moderna iterazione dello sciamanesimo (ovvero un modo alternativo di osservare l'universo). Dal punto di vista quantistico, la condizione del mondo ("il rivestimento") è dipendente e influenzata dalla nostra osservazione(1). Così, in Vecchio angelo mezzanotte, per Kerouac, "le ceneri diventano neve e latte" quando egli le guarda (OAM 4). L'universo di Vecchio angelo mezzanotte entra nell'esistenza solo quando Kerouac volge il suo orecchio alla finestra della sua percezione. La sua attenzione creativa definisce e produce un genere di certezza all'infuori dell'incertezza quantistica che è il mondo non osservato, il mondo che è indefinito, il mondo che più assomiglia a un'onda, fluido e indeterminato. La sezione 9 di Vecchio angelo mezzanotte è un saggio su questa nozione.
La "scena" (o fuga(2), in questo esempio) si apre con una visione dell'impermanenza mentre il narratore guarda la pagina dello sport. Sfocia velocemente nell'elementale proclama sciamanico: "Morire è l'estati" (OAM 11). Dalla scomparsa del fratello Gerard (quando Kerouac era un bambino), e specialmente dalla morte dell'"uomo dell'anguria" sul Moody Street Bridge impressa nella sua mente (come raccontato in Doctor Sax), questa percezione ha sempre riempito Kerouac di parti uguali di orrore e soggezione creativi. E' la pietra angolare sciamanica al suo impulso artistico. Questo intuito di morte genera domande e visioni.
Egli chiede, "Cos'è l'universo se non un sacco di onde" (OAM 11) e "In un universo di onde qual'è la differenza tra un'onda e l'altra?"(3) (OAM 12). La sua identificazione con Gesù e Buddha, e con la letteratura profana e la letteratura spirituale, si fonde in un terzo ordine dell'esperienza e dell'essere: "Si Jean / una grande, grande onda sudata" (OAM 13). Egli pronuncia: "Sono il nuovo Buddha - e chiamerò me stesso ELETTRONE" (OAM 14). Egli scorge l'aspetto quantistico dell'universo fisico come uno schermo cinematografico traboccante di particelle e onde e dichiara: "Sto andando dall'altro lato" (OAM 14).
(1) Questo punto, che personalmente considero alla base di molti fraintendimenti pseudo-scientifici intorno alla meccanica quantistica, vedremo (spero presto) ribaltato da Turing.
(2) In senso musicale
(3) La traduzione proposta mi sembra quella più in linea con l'interpretazione quantistica di Bierowski. Questo il passo di Kerouac: In a universe of waves quell difference betwixt one wave & t'other?