Stomachion

mercoledì 14 dicembre 2011

Una Margherita rossa

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Nicola Atalmi ha scritto un libro. E fin qui nulla di nuovo. Ciò che interessa a noi è che il libro lo ha scritto sulla vita di Margherita Hack, consentendole di raccontarsi iniziando dall'infanzia sotto il fascismo fino ad arrivare ai giorni nostri. Ora il tour di presentazione porta i due autori fino a Milano, fino al Palazzo Brera, che ospita l'Accademia. L'incontro si svolgerà domani alle 17 nell'aula 10 dell'Accademia:
Oltre alla Hack ed Atalmi interverranno Ginevra Trinchieri, INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, e Stefano Pizzi, Prorettore dell'Accademia di Belle Arti di Brera.
Un incontro per conoscere, oltre la scienza, la vita di Margherita Hack e le sue passioni, parlando di etica e valori mai perduti, con più di una parola di speranza nel futuro.
Alcune voci dicono che passerà prima dall'Osservatorio, però non c'è nulla di sicuro. Se dovesse passare, sarà sicuramente una grande emozione, ma ad ogni modo, per chi non potrà vederla dal vivo (personalmente non so se sarò tra questi: visto il personaggio immagino che l'aula sarà molto rapidamente strapiena), eccovi questa chiacchierata con Atalmi, l'autore del libro-intervista:

lunedì 12 dicembre 2011

Rosso di sera, rosso di mattina

A volte succede che uscendo dalla metropolitana e andando verso l'autobus che mi avrebbe portato a Pioltello questa mattina per il primo dei due giorni della supplenza da 6 ore che mi porterò fino a giugno (se non decido di scappare prima), osservo il cielo, che poi a quell'ora della mattina quando esco il lunedì è tutto scuro. A parte una lieve luminescenza rossastra sul fondo (quel po' di fondo che si vede tra i palazzi) e subito penso al famoso detto meteorologico:
Rosso di sera, bel tempo si spera.
Rosso di mattina, mal tempo si avvicina.
E poi ha piovuto, non tantissimo, ma ha piovuto. La cosa però interessante è che da questo proverbio, applicato a Milano, sono arrivato al famoso paradosso di Zenone(1), quello di Achille che insegue la tartaruga e non la prende mai. Il fatto interessante nel paradosso è che può essere risolto in almeno tre modi differenti.
Il paradosso venne pensato da Zenone per essere applicato prima su Achille, che dimezza la distanza con la tartaruga per passi successivi senza raggiungerla mai, e poi su una freccia che deve colpire un condannato a morte, e anche in questo caso dimezzando la distanza per passi successivi non colpisce mai il suo bersaglio. La natura paradossale degli assunti sta nel fatto che la loro realtà negherebbe il movimento, che però esiste e viene sperimentato e quindi inevitabilmente quello di Zenone è un paradosso semplicemente perché siamo in grado di muoverci e generare movimento.
Se però, così, vi sembra che sto barando, ecco che ci vengono in aiuto Newton e Leibniz e la matematica delle serie. In questo caso si può associare al paradosso di Achille e della tartaruga una serie di termini infiniti che però alla fine converge, e quindi Achille cattura la povera tartaruga (per farne una zuppa, immagino).
Se poi il nostro eroe si affida alla fisica la conclusione della storia arriva anche prima. Il problema può essere impostato con una equazione fisica in cui si impone una variazione di velocità nel tempo tale da dimezzare la distanza ogni secondo, un po' come immaginare una forza esterna che rallenta Achille (in fisica, a velocità costante maggiore non esisterebbe alcun paradosso, come potete immaginare), e anche in queston caso Achille cattura la tartaruga.
D'altra parte, spingendo il fisico sul suo essere fisico, vi potrebbe tranquillamente dire: quando misuro una distanza, questa si porta sempre dietro un errore, quindi per il fisico Achille catturerà sicuramente la tartaruga perché prima o poi il dimezzamento della distanza sarà inferiore all'errore commesso per misurarla.
Gli errori di misura. Qualcosa che ho cercato di mettere nella testa di quei quattro gatti dei miei attuali studenti (intendo quelli che hanno voglia di ascoltare, che poi c'è la solita gran massa di tizi più interessati a perder tempo per arrivare a fine giornata e aprire facebook sul telefonino), qualcosa su cui si fonda la fisica. O ancora meglio, riprendendo le parole di Paolini nel suo spettacolo ITIS Galileo che era qui a Milano a Novembre, è merito di Galileo se l'errore ha oggi raggiunto una sua dignità. In un certo senso è proprio nel lavoro certosino che fanno gli sperimentali per migliorare gli errori con i quali conosciamo le leggi della fisica che si nascondono i progressi della fisica sperimentale.
Quella di domani alle 14, per intenderci.

(1) Il percorso mentale è molto semplice: molto spesso il cielo di Milano minaccia pioggia, e questa mattina mi sono chiesto se sarebbe arrivata o se, come al solito, avrebbe fatto come Achille, avvicinandosi senza mai arrivare.

domenica 11 dicembre 2011

Quei matematici dei contadini russi: moltiplicazioni


Contadini russi di Filipp Andreevic Maljavin (1902)
Non è né una prosecuzione ideale e apocrifa, né un prequel dell'interessantissimo Problemi matematici per gli ebrei sovietici di Popinga, ma l'idea di fondo è quella di omaggiare il professore di matematica del liceo, Ottavio Serra, che all'epoca per la prima volta mi introdusse al magico mondo della matematica dei contadini russi. Visto però che questo metodo serviva ai nostri bravi contadini per calcolare più semplicemente e rapidamente le moltiplicazioni ha senso, prima di tutto, parlare dell'operazione prodotto tra numeri naturali.
Innanzitutto è necessario, a partire da due numeri $m$, $n$, definire il prodotto $m \cdot n$ tra i due. Questa operazione può essere definita come la somma di tanti $m$ uno dietro l'altro per $n$ volte o d'altra parte come la somma di tanti $n$ uno dietro l'altro per $m$ volte, e questo ci fa capire come la moltiplicazione sia commutativa (in un certo senso si potrebbe dire che la commutatività della moltiplicazione discende da quella dell'addizione). Questo modo può anche andar bene quando abbiamo numeri di una cifra, ma quando entrambi i numeri hanno due cifre, operare in questo modo diventa piuttosto lungo. Così il metodo classico, o canonico utilizzato a scuola è quello che si fonda sulle tavole pitagoriche e quindi sulle tabelline, e certamente è molto più semplice e veloce delle somme ripetute, ma implica il ricordare una decina di tabelline e l'uso successivo delle somme. Qualcosa del tipo(1):
Non è però l'unico metodo per eseguire il prodotto tra due numeri e nel corso della storia ne sono stati sviluppati cinque(2): la moltiplicazione in colonna (quella classica, per intenderci), la moltiplicazione medievale, la moltiplicazione a crocetta, la moltiplicazione cinese, la moltiplicazione per raddoppio, la moltiplicazione dei contadini russi.
La seconda di queste moltiplicazioni, quella araba, anche detta a graticola o gelosia, è stata probabilmente sviluppata in India e nel mondo arabo, e probabilmente era nota anche in Cina. La prima traccia documentata in Europa risale al 1478 quando viene diffuso il primo libro di matematica stampato con il nuovo metodo sviluppato nel 1456 da Gutenberg, Larte de labbacho, testo anonimo anche noto come l'Aritmetica di Treviso(3).

sabato 10 dicembre 2011

Il dottore è arrivato!

Questa inforgrafica, dedicata ai dottori che si sono alternati nella longeva serie di fantascienza Doctor Who si trova su un sito spagnolo, basura and tv (via tumblr). La rappresentazione è bella, sintetica e, soprattutto, molto GPlus!

martedì 6 dicembre 2011

Avvisi ai viaggiatori

La foto è stata scattata da mia sorella sul Treno notte che da Milano si dirige verso la Calabria partito intorno alle 20:15. Ricordo ancora che domenica Moretti aveva affermato che i treni notte a lunga percorrenza sarebbero stati cancellati e messi solo nelle tratte che da Roma portano verso il sud, salvo metterli in periodi dell'anno specifici. Evidentemente il Natale, per Treni Italia, non è un periodo dell'anno durante il quale questo tipo di treni serva particolarmente.

Osservatorio Astronomico di Brera: arte, metafore e pianeti extrasolari

Orione, sia nella mitologia greca sia in quella romana, era un cacciatore. Come potrete leggere nella pagina wikipediana dedicata al suo mito, sia le sue origini, sia la vitale imprese e la morte sono dibattute, nel senso che molti sono i miti che gravitano intorno a questa figura, che in fondo raccoglie in se l'essenza del cacciatore. E poiché la caccia fu per secoli una delle principali attività su cui si fondavano le prime società, anche quelle che stavano diventando agricole, la sua presenza nel cielo non deve stupire. La costellazione di Orione si trova molto vicino all'equatore celeste ed è facilmente identificabile grazie alle tre stelle splendenti che costituiscono la così detta fascia di Orione, ed è distintamente osservabile proprio in questo periodo e lo sarà fino a maggio. Sarà forse un caso, sarà forse una scelta ben precisa, a Milano presso lo Spazio Tadini in via Jammelli, 24 viene ospitata la mostra di Gioni David Parra Orione come metafora
La mostra personale di Gioni David Parra, Orione come metafora, comprende dipinti, sculture e una istallazione dal forte simbolismo spaziale. Raccoglie le opere più significative dell’artista attorno a un tema che lo affascina da sempre e che alimenta il suo talento visionario: l'Uomo e l'Universo.
La mostra, che si inaugura oggi alle 18, è un'opportunità per approfondire la relazione tra arte e scienza e l'Osservatorio di Brera non perde l'occasione di lanciare un'iniziativa collegata con l'evento, organizzando una tavola rotonda, Arte: tra cielo e terra, che si terrà allo Spazio Tadini il 12 dicembre dalle 18 in poi. Le attività per dicembre, però, non finiscono qui: il 14 dicembre, infatti, come sempre nel Palazzo Brera, questa volta nella Sala della Passione (opposta all'usuale Sala delle Adunanze) si terrà un nuovo seminario del ciclio I cieli di Brera con Giampaolo Piotto che intratterrà il pubblico con I pianeti extrasolari: alla ricerca di altri mondi possibili
Il dubbio sulla presenza di altri mondi abitati o abitabili ha da sempre pervaso la mente umana. Fino a poco tempo fa, le risposte a questa domanda potevano essere solo di tipo filosofico. Finalmente, grazie al progresso tecnologico e ad uno straordinario sforzo osservativo possiamo intravvedere la possibilità di dare una risposta scientifica. Faremo una panoramica di quanto abbiamo imparato negli ultimi 15 anni sui pianeti extrasolari e delle prospettive future di questo nuovo settore di ricerca dell'Astronomia.
E come al solito un paio di parole sul conferenziere:
Laureatosi in astronomia presso l’Università di Padova, Giampaolo Piotto è Professore Ordinario presso la stessa Università. E' stato ricercatore associato presso il dipartimento di astronomia dell'Università della California a Berkeley e ricercatore associato presso l'European Southern Observatory a Garching (Germania). E' membro del comitato scientifico dello strumento HARPS-N, che dal 2012 farà ricerca di pianeti extrasolari con il Telescopio Nazionale Galileo.
L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti (la sala ha una capienza di 100).
Il 16 alle 16:30 è infine programmata la visita dell'Osservatorio, della durata di circa due ore. Per prenotarsi, va compilato l'apposito modulo on-line.

lunedì 5 dicembre 2011

Mormorii

Qualcosa era nell'aria. Il 13 dicembre alle 14 ci sarà un seminario sull'Higgs, a tenerlo i due responsabili di ATLAS e CMS, Fabiola Gianotti e Guido Tonelli. A comunicarlo è stato Rolf Heuer, ma in effetti c'è anche la comunicazione pubblica. Il seminario sarà in webcast (almeno così scrivono), ma già c'è chi ci ricama su, chi prova a pensare, chi si pone domande e chi, semplicemente, si mette a spiegare.
Ad ogni modo, nell'attesa del prossimo martedì (non ci sarà alcun annuncio clamoroso, ma solo dei nuovi e più stringenti limiti sulla massa dell'Higgs), gingillatevi con Marte oppure divertitevi con i neutrini.

giovedì 1 dicembre 2011

AIDS Day: i fumetti come educazione alla prevenzione

Lungo articolo realizzato per l'AIDS Day. La delicatezza dell'argomento trattato e l'uso di alcune immagini, che potrebbero offendere la sensibilità di qualche lettore, suggeriscono la lettura ai soli adulti, o comunque accompagnati da persone con la testa sulle spalle!
I fumetti, con il crescere del loro successo, forse anche per dimostrare che Fredric Wertham, lo psicologo autore di Seduction of the innocent, aveva semplicemente torto, divennero non solo un sistema di intrattenimento e di diffusione di valori positivi, ma anche un modo per affrontare i problemi della vita reale. Uno dei problemi sicuramente tra i più spinosi è quello della dipendenza dalla droga. Se da una parte addirittura un eroe è dipendente da una medicina per ottenere i propri superpoteri (Hourman che ottiene, grazie alla pillola miracolo ottiene, giusto per un'ora, alcuni straordinari superpoteri), dall'altra sono molti gli eroi che affrontano il problema.
Tra i primi ci sono sicuramente Lanterna Verde e Freccia Verde. Al tempo dei fatti dietro le due maschere c'erano Hal Jordan e Oliver Queen che grazie agli autori Dennis O'Neil e Neil Adams intrapresero un giro per gli Stati Uniti, una versione supereroica del classico romanzo di genere on the road. Ritornati dal loro giro trovarono il figlioccio di Oliver, Roy Harper, destinato a diventare Speedy e poi Arsenale e infine Freccia Rossa, dipendente dalla droga, come testimonia questa splendida copertina di Adams(1):
Roy, nei panni di Speedy, sarebbe poi stato protagonista della copertina del primo numero di una miniserie in tre uscite realizzata all'interno di una campagna contro la droga. Lo speciale, realizzato dagli autori della serie regolare New Teen Titans, Marv Wolfman e George Perez, vede Roy nella copertina del primo numero(2) portare in braccio un ragazzo morto per overdose:
Tra gli altri eroi da citare per la loro esplicita lotta contro la droga ci sono sicuramente Capitan America(2)
e l'Uomo ragno(2)
Una battaglia collegata anche (ma non solo) con la droga è sicuramente quella contro l'AIDS, cui mi sono molto velocemente interessato lo scorso anno quanto scrissi una breve news su un concorso fumettistico sulla lotta e prevenzione dell'AIDS. In quell'occasione scovai un articolo, AIDS Educational Comics(3), scritto da Leonard Rifas, cartoonist impegnato nell'uso educativo dei fumetti e per questo scopo ha dato vita al progetto Edu Comics. L'articolo, datato 1993, iniziava così
Il fumetto è un'industria, una sot­to­cul­tura, un campo. Il fumetto edu­ca­tivo non è nulla di tutto que­sto. E' fles­si­bile, è arte popo­lare che è costan­te­mente rein­ven­tata da diverse per­sone che lavo­rano in iso­la­mento le une dalle altre. Come car­too­nist edu­ca­tivo, sono stato al cor­rente per anni di que­sta man­canza di comu­ni­ca­zione. Randy Scott della Michi­gan, il più impor­tante biblio­te­ca­rio di fumetti, mi ha inviato una lista di fumetti sull'AIDS che sono inclusi nell'Edu­ca­tio­nal Mate­rials Data­base del Natio­nal AIDS Infor­ma­tion Clea­rin­ghouse. Ero stu­pito. A giu­gno del 1990 la loro lista inclu­deva 46 titoli da quasi tre doz­zine di fonti. Dopo anni di ricer­che, avevo sco­vato solo 15 di que­sti titoli.(3)
A completare la rassegna che ha realizzato Rifas a partire dal database del NAIC c'è un articolo di Matthew McAllister, dove tornano anche i fumetti dei supereroi, su tutti quelli della Marvel con X-Men, Alpha Flight e DP-7, mentre in casa DC Comics si ritorna, guarda un po' il caso, su Green Arrow, a quel tempo in mano a Mike Grell (se non ricordo male) che riprese le tematiche e le atmosfere del duo O'Neal-Adams.
I fumetti di larga produzione e distribuzione sono stati creati con già le caratteristiche per rappresentare l'AIDS e per la loro stessa esistenza meritano considerazione come parte della diversità nei discorsi sull'AIDS. Inoltre precedenti ricerche centrate sui fumetti hanno notato due caratteristiche che rendono questo medium particolarmente opportuno per coloro che sono interessati allo studio del ruolo dei mass media nella crisi dell'AIDS. La prima caratteristica è l'us dei fumetti come strumento educativo, la seconda è la presenza di commenti e critiche sociali presenti nei fumetti.(4)
Riguardo la loro utilità, poi, è interessante dare un'occhiata alla rassegna di Jane Bertrand et al.(5), dove gli autori hanno classificato, tra gli altri studi, proprio uno sull'uso dei fumetti per la sensibilizzazione sull'AIDS, distribuiti tra gli studenti delle scuole superiori del Gabon(6) (età media 19 anni), introdotti in classe da medici che fornivano alcune spiegazioni preliminari.