Stomachion

domenica 28 marzo 2021

Topolino #3409: A caccia di notizie

topolino3409-estratto-cover
Il numero che celebra Dante Alighieri con una ristampa d'eccezione ci propone in apertura (e come cover story) il ritorno del Papersera secondo Corrado Mastantuono. In questa occasione l'autore riprende un personaggio già proposto nella serie, Roy Bretella, in una storia che può essere considerata di riscatto, amicizia e fiducia ritrovate. E il fatto che sia la meno divertente di tutte alla fine è un vantaggio, visto che in questo modo riesce a sottolineare meglio proprio il tema portante della storia. D'altra parte i protagonisti della storia sono proprio Roy Bretella e soprattutto Paperone, con Paperino e Paperoga semplici spalle a fungere da intermezzo comico.
topolino3409-papersera

venerdì 26 marzo 2021

La distribuzione di materia oscura nell'universo

Il video che vi presento qui sotto mostra la distribuzione di materia oscura nel nostro universo ed è basato sulla Millennium Simulation. E' stata sviluppata dal Virgo Consortium del Max Planck Institute for Astrophysics. La porzione di universo che viene simulata è una regione cubica di 2 miliardi di anni luce e contiene oltre 10 miliardi di particelle.
La materia oscura al momento costituisce circail 30% di tutto l'universo, mentre la materia ordinaria, quella di cui siamo fatti, è poco meno del 5%, il resto è tutto energia oscura. Questi nomi "oscuri" indicano il fatto che non ne conosciamo la natura.
Avevo già pubblicato il video sul canale YT di Science Backstage, ma ho pensato bene di ripubblicarlo sul canale di DropSea con l'aggiunta di un commento. E' breve, poco più di un minuto, e oltre che qui sotto, potete anche dargli un'occhiata su PeerTuube:

mercoledì 24 marzo 2021

Cloverfield: attacco alla Terra

20210324-cloverfield
Era il 2008 quando JJ Abrams, insieme con Bryan Burk, tirò fuori dal cilindro, come produttore, un inquietante film fantascientifico diretto da Matt Reeves: Cloverfield. All'epoca non lo sapeva nessuno, ma quello era l'inizio di una serie, o di un franchise come si ama dire oggi, che sarebbe proseguito nel 2016 con 10 Cloverfield Lane diretto da Dan Trachtenberg e nel 2018 con The Cloverfield Paradox diretto da Julius Onah, il più squisitamente fantascientifico dei tre. Mentre ci sono voci secondo cui è in arrivo un quarto capitolo della saga, peraltro il Cloverfield 2 ufficiale, forse diretto dallo stesso Abrams, ho recuperato la visione di questi primi tre film, che hanno in comune un unico elemento esplicito: il mostro gigantesco che attacca la Terra.
Nella pellicola del 2008 l'attacco avviene a New York: un'esplosione e poi un mostro gigantesco inizia a imperversare per le strade della metropoli statunitense. Grande quanto i grattacieli della città, è scortato da una miriade di mostri più piccoli, che divorano gli esseri umani. E il destino di chi viene morso, ma ha la fortuna di sfuggire alla morte per ingestione non è certo migliore: sembra che questi piccoli mostri abbiano anche un veleno destinato a uccidere ben presto il malcapitato.

martedì 23 marzo 2021

Dark Crystal: la resistenza

20210323-dark-crystal
Quello di Dark Crystal è uno di quei mitici film degli anni Ottanta del XX secolo che non sono ancora riuscito a vedere. In compenso sono riuscito a vedere uno dei progetti collaterali che sono usciti negli ultimi anni, in particolare la serie Dark Crystal: Age of Resistance, trasmessa su Netflix. La serie è un prequel del film che si concentra su un gruppo di personaggi che cercano di ribaltare il controllo distopico degli Skeksis sul pianeta Thra.
La storia risulta alla fine ben scritta e appassionante, con un buon approfondimento dei caratteri, e si concentra sull'annosa questione del controllo delle masse utilizzato dagli sfruttatori sugli sfruttati. In particolare gli Skeksis mostrano un'apparente benevolenza nei confronti dei popoli e delle tribù di Thra, che si reggono su un equilibrio delicato, ma comunque in armonia con l'ambiente. E questo è anche il secondo tema portante della serie, visto che l'intera vicenda inizia proprio con la scoperta che gli Skeksis in realtà questo equilibrio lo hanno rotto, iniziando a sfruttare il potere del Cristallo di Thra per i loro scopi egoistici ed esclusivi.
Se vogliamo l'unico difetto della serie è la sua chiusura aperta per un prosieguo in una seconda stagione che è stata in corso d'opera cancellata: Netflix, infatti, ha pensato bene di non rinnovare la nuova stagione, tornando peraltro sui suoi stessi passi. Restiamo, così, monchi della vicenda. Al momento non ho iniziato a leggere i fumetti della stessa serie (portati in Italia da Panini Comics), ma immagino che questo potrebbe essere il mezzo che più probabilmente verrà scelto per concludere la storia iniziata con la prima e unica stagione di Dark Crystal: Age of Resistance.

domenica 21 marzo 2021

Topolino #3408: Luci in sala!

topolino3408-estratto-cover
Pensavamo che i problemi con Mr. Vertigo fossero finiti, e invece Marco Nucci ha pensato bene di rompere molto presto l'incertezza e riportare il personaggio sulle pagine di Topolino. Affiancato da Ottavio Panaro, Nucci ripropone il suo personaggio grazie a un particolare stratagemma: un film dedicato alla vicenda. Il regista, Alfred Lang (evidente riferimento a Fritz Lang) lascia, però, intendere che secondo lui la vicenda ha ancora molto da raccontare e chiude il film con il classico finale aperto, preparatorio per un sequel. Proprio questo dettaglio incuriosisce Topolino, che così riprende a interessarsi della storia.
La prima puntata de L'ombra di Mr. Vertigo, nuovo capitolo della saga, presenta alla fine alcuni elementi di interesse, tipici della storia e della narrazione impostata da Nucci, ma anche alcuni elementi di perplessità. Il primo è l'inserimento del Macchia Nera di Nucci all'interno della continuity di Vertigo, e la cosa personalmente mi dispiace e non poco, vista la pessima caratterizzazione dello storico avversario di Topolino fornita dallo sceneggiatore. L'altra perplessità è relativa alla storia in se: in pratica le quattro righe di cui sopra hanno esaurito tutto quello che c'era da scrivere sulla storia, a parte un insgolo dettaglio. E quando puoi riassumere una storia in modo così breve, forse il punto non sono le capacità di sintesi, ma proprio la storia in sé. Soprattutto se si pensa che, molto probabilmente, si concluderà settimana prossima.

sabato 20 marzo 2021

The Man of Steel: figlio dell'era spaziale

Iniziato nell'aprile del 1985, Crisis on Infinite Earths (o Crisi sulle Terre Infinite) fu un crossover epocale per molti motivi, interni alla casa editrice, la DC Comics, ma anche esterni. In quest'ultimo caso la storia, sviluppata in 12 albi da Marv Wolfman per i disegni di George Perez, fornì un nuovo approccio al crossover inteso come una mega storia cui le altre serie si dovevano in qualche modo adattare o con modifiche minime o con l'adozione di una sorta di punto di chiusura (come ad esempio avvenne con Superman nella storia Che cosa è successo all'Uomo del Domani?) o assecondando il crossover con l'uscita dei così detti tie-in, storie collaterali a quella principale che ne arricchiscono la lettura, ma per lo più non sono essenziali per la comprensione degli eventi narrati nel crossover principale.
Questo approccio divenne quello standard per tutti i crossover e soprattutto la tematica cosmica venne subito recepita dalla Marvel, che rispose nel 1990 con Il guanto dell'infinito di Jim Starlin e disegnato da Ron Lim e, guarda un po', ancora una volta da Perez. Non è però della Marvel che voglio scrivere, quanto di uno degli effetti di Crisis sul DC Universe: un reboot di quasi tutte le serie. Anche in questo caso, come era avvenuto con New 52, l'approccio non fu univoco per tutti i personaggi: alcuni videro un vero e proprio azzeramento della continuity, altri un tacito accordo tra gli autori e l'editore con un ringiovanimento dei personaggi e una scelta mai ben codificata di ciò che andava mantenuto e ciò che andava eliminato della continuity precedente.
20210320-superman-john-byrne-panini-comics

venerdì 19 marzo 2021

Un cielo pieno di stelle

Here we are, riding the sky
Painting the night with the sun
You and I, mirrors of night
Twin flames of fire, lit in another time and place
E' un periodo che sto ascoltando e riascoltando Star sky, un bellissimo pezzo di epic music tratto da Battlecry, ottavo album della band Two steps from hell. Musicalmente è un mix tra i Muse e il moderno approccio alla musica classica (vedi, ad esempio, Lindsey Stirling). Ovviamente ho ascoltato (e riascoltato) anche l'album, ma Star sky ha un fascino particolare, lo stesso fascino di un cielo stellato, uno di quelli in cui riesci a vederle le stelle, e non perché aguzzi la vista, ma perché non c'è inquinamento luminoso. Un cielo così, non esattamente come quello che si può vedere ad esempio in Cile, l'ho visto ormai più di dieci anni fa, ai tempi del dottorato, quando mi "imbarcai" in un spedizione notturna in Sila per osservare le stelle. A guidarci era un gruppo di astrofili, molto probabilmente alcuni di loro oggi gestiscono l'Osservatorio di Reggio Calabria (e no, non fa parte dell'INAF!).

giovedì 18 marzo 2021

Wikiritratti: Thomas Townsend Brown

20210318-thomas-townsend-brown
Oggi vi propongo una versione folkloristica delle mie classiche biografie occupandomi di un personaggio un po' controverso: Thomas Townsend Brown.
Inventore statunitense nato il 18 marzo del 1905 a Zanesville, Ohio da una ricca famiglia di costruttori, si interessa all'elettronica sin da piccolo. I suoi genitori assecondarono questa inclinazione, acquistandogli gli strumenti per condurre i suoi esperimenti.
Iniziò a interessarsi all'elettro-gravità durante il liceo. Tra il 1922 e il 1923 frequentò la Doane Academy, una scuola preparatoria alla Denison University, laureandosi nel giugno 1923. Nell'autunno di quell'anno entrò al California Institute of Technology, dove ha avuto qualche problema con le richieste che il CalTech chiede alle sue matricole: per permettergli di superar queste difficoltà, i genitori attrezzarono per Thomas un laboratorio privato nella casa di famiglia di Pasadena. Fu qui che fornì le prime dimostrazioni sulle sue idee riguardo elettricità e gravità ad alcuni ospiti selezionali, tra cui Robert Millikan, che proprio quell'anno aveva vinto il Premio Nobel per la fisica per la misura della carica elettrica elementare e per i suoi contributi all'effetto fotoelettrico.