Stomachion

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venerdì 24 ottobre 2025

Un lavoro per Paperinik

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Una delle frasi tipiche del primo dei supereroi, Questo è un lavoro per Superman, quando viene applicato all'identità mascherata di Paperino diventa fonte per una serie di quattro storie particolarmente divertenti presenti nel volume Un lavoro per Paperinik, nuova opera disneyana della Glenat scritta da Nicolas Pothier per i disegni di Batem.
In effetti il titolo è a doppio filo: da un lato c'è la necessità di Paperino di essere costretto a trovare un lavoro per evitare di ridare la casa allo zione, dall'altro c'è il classico lavoro del supereroe, ovvero affrontare i criminali. Le due cose si intercciano e si influenzano a vicenda nel corso delle 4 storie brevi da una decina di pagine ovviamente per evitare che Paperone scopra lo scantinato con tutti gli aggeggi di Paperinik.

lunedì 6 gennaio 2025

Il segreto di zia Miranda: un viaggio di Natale

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Dopo aver aperto le danze al progetto Disney-Glenat, Bernard Cosey realizza una seconda avventura, sempre ambientata negli anni Trenta, ma questa volta con Minni protagonista. E come da classica tradizione disneyana affianca all'eroina una spalla in qualche modo comica, la un po' paurosa Clarabella, mentre l'avversario è sempre il solito Pietro Gambadilegno.
La storia, che si svolge nei giorni a ridosso del Natale, prende le mosse da una lettera di Miranda Mouse, zia di Minni: esploratrice e ricercatrice, comunica alla nipote che ha intenzione di vendere la sua casa a Yellow Rock, nel "grande nord" innevato americano. E così Minni decide di partire per recuperare il misterioso taccuino nero della zia.

sabato 26 ottobre 2024

La malvagia alleanza

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Era da diverso tempo che non vi scrivevo nulla del topo francese, la serie di storie realizzate dalla Glenat nel formato tipico del fumetto franco-belga da autori che normalmente non scrivono storie disneyane. In effetti avrei potuto riempire questo annetto con la recensione di alcuni volumi già usciti, solo che non li ho ancora colpevolmente letti... Spero di recuperare il prima possibile! Nel frattempo provo a raccontarvi qualcosa dell'ultimo volume, uscito da poco, Mickey contro la malvagia alleanza di Nicolas Pothier e Jonan Pilet.

sabato 15 luglio 2023

Paperino e la ricerca della felicità

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Dopo le folli avventure nominalmente dedicate a Topolino, Lewis Trondheim e Nicolas Keramidas tornano con una nuova storia fintamente ritrovata in vecchi e dispersi albi disneyani ormai dimenticati e, come già nell'episodio precedente, strutturata come una serie di 42 ingiallite pagine domenicali con Paperino protagonista. In questo caso i due autori propongono una trama di base quanto mai collaudata: Paperone che manda Paperino a recuperare un tesoro per suo conto. O almeno è quello che sembra succederà fino a che Paperino non fa un accenno alla felicità. E così Paperone decide di botto:
Ti ordino di trovare il segreto della felicità.
Ne esce fuori un divertente, a volte anche esilarante viaggio filosofico ricco di gag, ma anche di considerazioni non banali. Se da un lato Paperino, grazie al suo compito, diventa una sorta di guida attraverso i punti di vista di personaggi come Nonna Papera, Ciccio, Gastone, Pico de Paperis, dall'altro la porzione più interessante della storia è quella ambientata in Brutopia, che Carl Barks creò ispirandosi all'Unione Sovietica di Krusciov e che, purtroppo, è in qualche modo ancora molto attuale. Trondheim, in questo caso, propone una sua lettura, per quanto comica, delle motivazioni che mantengono bloccati i popoli soggiogati da una qualsiasi dittatura, ma grazie al brutopiano che Pico e Paperino hanno liberato, alcune pagine più avanti inserisce anche una non tanto velata critica alla società consumistica, di cui giusto un paio di pagine prima del suo ritorno a Paperopoli, proprio Paperino si rivela un perfetto rappresentante.
Alla fine di questa ricerca per interposto personaggio, i due autori comunicano al lettore che in fondo la felicità è qualcosa di personale che si può ottenere con le piccole cose. Quelle che ci stanno più a cuore.

sabato 8 luglio 2023

Super Mickey

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Come avrete notato, sto leggendo e quindi recensendo il Topo francese della Glenat un po' a caso. E non necessariamente nell'ordine di lettura, visto che per Caffé Zombo non sono riuscito ad attendere prima di scrivere le classiche due righe sui due volumi letti in precedenza. Di questi due oggi vorrei concentrarmi su Super Mickey di Pieter De Poortere, prolifico fumettista belga specializzato in particolare in fumetti muti (ma non solo). Ed è proprio in quest'ultima categoria che ricade il suo contributo al Disney d'autore della Glenat.
De Poortere, in particolare, decide di rivolgersi alla tradizione dei comic book di Paul Murry e colleghi. Non ho citato a caso Murry, visto che è stato uno degli autori più importanti non solo per Topolino, ma anche per SuperPippo. De Poortere, infatti, inizia la storia narrando nuovamente le origini dell'alias supereroistico del buon Pippo, riprendendo anche la tradizione tipica dei superpoteri con superguai e superrisate!
La vicenda è, poi, strutturata in quattro parti, introdotte ognuna da una specie di copertina, mentre le prime tre si concludono con la classica pagina dei giochi e con una striscia di Donald Duck in fondo. Nel complesso la storia risulta divertente, scorrevole e ampiamente comprensibile nonostante l'assenza di dialoghi e didascalie. Forse l'unica cosa che lascia perplessi è l'ambientazione, che sembra un coacervo di epoche differenti, anche se in fin dei conti è anche una scelta molto disneyana. De Poortere, poi, si permette anche di lanciare un messaggio interessante al lettore, suggerendogli che l'eroismo non sta nei superpoteri, ma nelle intenzioni di chi prova a fare la differenza.
Ultima chiosa sul tratto, molto vicino a quello degli ultimi cartoni di Mickey Mouse: d'altra parte De Poortere non ha nemmeno dovuto modificare più di tanto il suo tratto rotondo per l'occasione.

sabato 1 luglio 2023

Café Zombo

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Era dal 2016/17 (in Francia è uscito a fine anno, ma era stato annunciato prima) che aspettavo l'arrivo in Italia di Café Zombo di Regis Loisel. Per disegni, ambientazione e struttura delle pagine era evidente che il cartoonist francese, di cui ho letto Peter Pan e Le grand mort (anche se quest'ultimo credo di aver perso l'uscita italiana degli ultimi volumi), si ispirava alle striscie di Floyd Gottfredson. E la cosa è anche confermata nella lunga dedica che Loisel indirizza ad altri fumettisti di tutte le epoche, tra cui, oltre a Gottfredson, anche i "nostri" Romano Scarpa e Giorgio Cavazzano, che hanno i posti di onore subito prima di Albert Uderzo. E quindi, come potrete intuire, alla fine è arrivato proprio grazie a Panini Comics che aveva ripreso la pubblicazione dei volumi della Giunti, saltando però proprio Café Zombo (da qui in poi Caffé Zombo).

sabato 23 luglio 2022

Topolino in un classico remake da paura

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Con Horrifkland Lewis Trondheim affiancato ai disegni (e anche ai colori) da Alexis Nesme, rende omaggio a una particolare categoria di parchi del divertimento: quelli del terrore. L'Horrifikland del titolo è, infatti, un parco a tema fantasmi e ghost story ormai in disuso in una cittadina dal gusto architettonico molto europeo: ricorda, infatti, la tipica città delle Alpi francesi o austriache.
Gli spunti di originalità della storia, però, finiscono qui. Per il resto, infatti, fatte le debite modifiche, la storia ricalca in maniera quasi pedissequa Topolino nella casa dei fantasmi di Floyd Gottfredson, sottraendo al lettore disneyano più esperto qualunque possibilità di potersi stupire in qualche modo dalla lettura.
Le variazioni più interessanti, che quanto meno tolgono la sensazione di essere di fronte a un remake, sono appunto nell'ambientazione e nell'aggiunta di Gambadilegno e del suo primo socio, Silvestro Lupo, protagonisti di buona parte delle gag del volume. L'ambientazione della storia, invece, permette a Trondheim e Nesme di proporre una varietà di situazioni differenti, in qualche modo più divertenti da un lato, e potenzialmente più tese dall'altro (la cosa, però, personalmente non mi sembra molto riuscita) rispetto alla storia di Gottfredson.
E' indubbiamente una storia ben scritta, in cui ritmo e intreccio vengono gestiti nel modo migliore possibile e dove in particolare sul colore Nesme riesce a dare quel qualcosa in più, ma nel complesso la storia, per quanto gradevole, forse non meritava la pubblicazione in un cartonato (diciamo che posso fare la concessione per via dei disegni di Nesme!). Come anche i remake usciti in anni passati su Topolino, anche questa Horrifikland per quanto valida, non è all'altezza dell'originale gottfredsoniano.

sabato 28 maggio 2022

Le vacanze di Paperino

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Nella carriera animata di Paperino ci sono alcuni punti fermi fondamentali: lo stress della vita cittadina; l'interazione piuttosto conflittuale con il mondo della natura, per quanto Paperino la cerchi costantemente per riprendersi dallo stress della vita cittadina. Tra i capolavori all'interno di quest'ultima grande area si ricordano le sfide con gli insetti, in particolare con un'ape particolarmente dispettosa, ma soprattutto gli inseguimenti continui con Cip e Ciop e le sfide con l'orso Onofrio, ora come ranger ora come semplice turista. Stiamo parlando di corti sviluppati tra gli anni Cinquanta e i Sessanta del XX secolo, se la memoria non mi inganna, tutti basati su gag fisiche di sicuro effetto e con pochissimi dialoghi, per lo più le battute appena percettibili di Paperino. Tutto questo viene riversato nel meraviglioso Le vacanze di Donald di Frederic Brremaud e Federico Bertolucci, coppia di autori che era arrivata all'attenzione del pubblico grazie a una serie di albi cartonati muti dedicati al mondo della natura. In questo caso, in occasione cioé di un nuovo volume Glenat, coniugano il loro tema portante con Paperino, realizzando alla fine un sentito omaggio a un certo modo di fare animazione. E soprattutto mostrando come la formula per far ridere di gusto è, in fondo, sempre la stessa: dare a Paperino la possibilità di sfogare quel suo carattere molto... "accomodante!"
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P.S.: per scrivere queste righe ho usato come soundtrack un paio di corti classici con Paperino!

sabato 2 aprile 2022

Topolino attraverso i secoli

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Grazie alla serie della Macchina del tempo di Zapotec e Marlin, siamo abituati a vedere Topolino e Pippo saltellare di qua e di là nel tempo alla ricerca di risposte ai "misteri" della storia. La serie iniziò con Il segreto della Gioconda, scritta da Bruno Concina per i disegni di Massimo De Vita, ma non era, però, la prima volta in cui Topolino viaggiava nel tempo. Una delle prime occasioni fu La macchina Toc Toc di Bill Walsh e Floyd Gotfredson. In quell'occasione il viaggio nel tempo era gestito attraverso uno speciale orologio da taschino inventato da Sfgrizzo de Pippis, inventore e zio di Pippo. Quindi Dab's e Fabrizio Petrossi (che tra l'altro ha anche disegnato una storia all'interno della serie italiana sui viaggi nel tempo!) avevano comunque una solida base di partenza nella tradizione disneyana. D'altra parte l'idea dietro i volumi disneyani della Glenat è proprio questa: prendere la tradizione e rileggerla in modi inediti, senza sconvolgere l'essenza dei personaggi. Che per nostra fortuna sono al tempo stesso anche sufficientemente flessibili da interpretare qualunque genere letterario.

sabato 19 febbraio 2022

Tutte le stelle di Topolino

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Conclusi i volumi pubblicati dalla Giunti, inizio a raccontarvi i voliumi del topo francese pubblicati dalla Panini. L'ordine in questo caso non sarà cronologico, ma in funzione del mio ordine di lettura o di altri criteri variabili. Come ad esempio il tema particolare del volume che sto per presentarvi: Mickey All-Stars.
La valenza celebrativa del volume è evidente sin dall'introduzione, che rende chiaro al lettore che il volume che sta per leggere è realizzato da diversi autori, ispirandosi al movimento letterario dell'oulipo di Raymon Queneau (il suo equivalente fumettistico è l'oubapo). In questo caso l'unico vincolo narrativo imposto agli autori di ciascuna delle 44 pagine è quello della prima e dell'ultima vignetta, quando Topolino rispettivamente si chiude una porta alle spalle e si appresta ad aprirne un'altra alla fine.
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sabato 29 gennaio 2022

La gioventù di Mickey

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Il terzo volume degli originali disneyani editi dalla Glénat e pubblicati dalla Giunti racconta La gioventù di Mickey, realizzato dal creatore di Titeuf, Tebo. In effetti il suo personaggio fa in qualche modo capolino nel volume, grazie a Norberto, pronipote di un ormai vecchio Topolino. Già in questo Tebo dimostra di non avere alcun timore reverenziale nei confronti del personaggio e della sua storia, scegliendo di omaggiarlo in un modo non molto diverso da quanto fatto da Don Rosa con la giovinezza di Paperon de' Paperoni. Il vecchio Topolino, infatti, si ritrova a raccontare le sue avventure del passato, spesso contro Gambadilegno, a un incredulo Norberto.
5 sono i racconti contenuti nel volume e narrano le avventure del giovane Topolino dal vecchio west fino all'esplorazione spaziale, catturando da un lato l'essenza avventurosa del personaggio e dell'altro la forza comica dell'originale. Forse in certi punti Topolino risulta troppo simile a Rat-Man per caratterizzazione (un idiota che non si arrende mai), ma in effetti tale scelta è coerente con l'età avanzata del narratore, che non ha una memoria che si possa considerare di ferro. Per esempio, con un chiaro riferimento alla $aga di Don Rosa, nel primo episodio Topolino chiama il cavallo su cui cavalcava nel vecchio west Norberto. Al che il pronipote, leggermente stizzito, vuole un chiarimento, cui Topolino risponde:

sabato 15 gennaio 2022

Di come Topolino incontrò Minni

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Dopo le Folli avventure ideate da Lewis Trondheim e Nicolas Keramidas, tocca all'opera più autorale delle tre pubblicate dalla Giunti, la Misteriosa melodia di Bernard Cosey. E' una lunga storia ambientata nel 1927 che mescola cinema, mistero, amore con varie citazioni all'animazione disneyana degli esordi, come le Silly Symphonies, in particolare Flowers and Trees (1932) di Burt Gillett che trova ampio spazio nel corso della storia.
Topolino è lo sceneggiatore della serie cinematografica di successo interpretata da Dog, cane che alla fine otterrà il nome con cui è invece noto, Pluto. Appassionato intenditore di formaggi, vive in campagna spostandosi periodicamente in città per consegnare al Capo, interpretato da Manetta, le sceneggiature dei film.
Nel viaggio di ritorno, a causa di un inconveniente con l'illuminazione del treno, ecco che entra in scena il mistero: un'opera inedita di William Schakespeare, presa per sbaglio da Topolino dal negozio dell'amico Pippo, viene apparentemente rubata dalla vicina di posto dello sceneggiatore, che non viene mostrata fino alle fasi finali della storia e che si rivelerà Minni, in questo caso compositrice e abile pianista.
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Cosey, con una storia d'epoca che recupera, ammorbidendolo, lo stile di Ub Iweks, mette in campo un Topolino particolarmente interessante, impegnato tra varie difficoltà nel mestiere della scrittura. La passione per i formaggi, per quanto abbastanza tipica per un topo, contribuisce a rendere più realistico e originale il personaggio, soprattuto perché tale aspetto è stato completamente ignorato dagli autori disneyani. Ad affiancare Topolino è Pippo, personaggio che esprime saggezza attraverso battute stralunate ma il cui senso spesso viene chiarificato dal prosieguo della vicenda. Le scene che meglio rappresentano l'interazione tra i due amici e in un certo senso l'intera atmosfera dell'albo sono quelle ambientate sulla costa del Pacifico, in California: vita bucolica e tranquilla, mangiando cibo cotto da sé e la notte cullati dalle onde del mare, in un perfetto richiamo a Tom Sawyer e Huckleberry Finn, i più famosi ragazzi della letteratura statunitense.
La storia nella storia, ovvero la sceneggiatura che Topolino sta realizzando per Pluto, propone le tipiche ingenuità dei film dell'epoca con un colpo di scena nel finale insolito e divertente, e si intervalla alla vicenda principale, raccontata con un ritmo alla Tintin. Fa anche un cameo Paperino, che compare come ombra berciante che esce la notte dalla sua barca sul fiume, evidentemente quella de La gallinella saggia, per inveire contro il treno che passa sul ponte ferrato sopra il fiume.
Nel complesso un ottimo volume con una storia ben costruita intorno a un soggetto che rende verosimili i personaggi disneyani all'interno di un mondo antropomorfo e bucolico, un modo per Cosey di fissare su pagina uno stile di vita più semplice e tranquillo.

domenica 2 gennaio 2022

Folli avventure con Paperino

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A partire dal 2016 l'editore francese Glenat ha iniziato a produrre una serie di cartonati d'autore con i personaggi disneyani. I primi volumi sono arrivati in Italia grazie alla Giunti, che evidentemente non ha trovato mercato per queste proposte lasciandole successivamente alla Panini.
I volumi della Panini si stanno susseguendo con una certa regolarità e, prima o poi, ve ne scriverò le recensioni (fino a ora ne ho letti due di quelli editi dall'editore modenese), per cui, in attesa di recuperare quelle recensioni, inizio a recuperare quelle scritte ma fino a ora non pubblicate dedicate ai volumi della Giunti. Iniziamo con Mickey's craziest adventures di Lewis Trondheim e Nicolas Keramidas.
L'albo gioca con il presunto ritrovamento di una serie di inesistenti comic book statunitensi al cui interno sono presenti le puntate delle Mickey's craziest adventures, pubblicate una pagina a numero sull'introvabile e incompleta Mickey's Quest.
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