Stomachion

domenica 10 giugno 2018

Cinema Purgatorio: Il misterioso caso di Elizabeth Short

Ho un po' trascurato in questi mesi Cinema Purgatorio, l'antologico ideato da Alan Moore e realizzato con cinque storie brevi di otto pagine a numero. Ognuna delle storie a sua volta appartiene a una sua saga con una più o meno forte continuity interna. Gli albi della serie vengono uccessivamente pubblicati in volumi che raccolgono tre uscite alla volta e in Italia la serie è portata da Panini Comics.
La serie principale, che da il titolo al progetto, è Cinema Purgatorio, realizzata dallo stesso Moore insieme con Kevin O'Neill ed esplora, attraverso un personaggio rinchiuso in un cinema (e che di questa sua condizione non si è ancora reso conto, nonostante tutti gli indizi), la storia della cinematografia. In particolare nel quarto volume della serie, quello di cui voglio scrivere due righe in questo post, Moore e O'Neil si occupano del cinema dell'orrore con Il mistero del picture palace, con una parodia nera di Frank Capra ne La vita è nera e gravosa, e soprattutto con un misterioso omicidio in quel di Hollywood in My Fair Dahlia, seconda storia del trittico.
I sogni muoiono all'alba
Erano le 10 del mattino del 15 gennaio 1947 quando Betty Bersinger, che stava portando a spasso la figlia di tre anni, trova in un terreno nei pressi di Leimert Park, quartiere meridionale di Los Angeles, il corpo senza vita di una donna nuda e tagliata in due all'altezza della vita, con evidenti segni di tortura su tutto il corpo. La ragazza si scoprì essere Elizabeth Ann Short, aspirante attrice.
Era giunta a Hollywood nell'agosto del 1946 piena di sogni e speranze, ma gli unici ingaggi che aveva ottenuto erano per dei film pornografici, all'epoca illegali. Nata il 29 luglio del 1924, ebbe una vita breve e non molto facile: già a sei anni, nel 1930, si trovò a vivere con la madre e le quattro solere a Medford nel Massachusetts dopo che il padre abbandonò la famiglia.
La vita con la madre non fu, evidentemente, semplice, se decise ben presto di abbandonare gli studi per lavorare come cameriera. Successivamente, all'età di 19 anni, lasciò la casa materna per andare a vivere con il padre a Los Angeles. Anche questa convivenza fu piuttosto complicata ed Elizabeth si trasferì nuovamente, questa volta a Camp Cooke in California, per lavorare in un ufficio postale.
Il 23 settembre del 1943 venne arrestata in stato di ebrezza, e non essendo ancora legalmente maggiorenne, venne rispedita dalla madre. Successivamente si trasferì in Florida dove conobbe Matthew M. Gordon Jr., che stava per partire in guerra. Tra i due scattò ben più di una simpatia, tanto che Gordon, in una lettera che scrisse mentre era ricoverato in un ospedale militare in India, le chiese di sposarlo. E tutto sarebbe andato per il meglio se il giovane fosse riuscito a tornare in patria: purtroppo un incidente aereo avvenuto il 10 agosto del 1945 spezzò il sogno della ragazza.
Soprannominata Dalia Nera a causa della sua passione per il film La dalia azzurra e per il suo abbigliamento scuro, venne per certi versi ritenuta responsabile della sua stessa morte a causa della sua presunta scarsa moralità. Le indagini, in effetti, non sembra siano state condotte con l'usuale precisione, e forse non fu un caso che ben 60 persone furono accusate o si auto-accusarono dell'omicidio, mentre 22 furono considerati i sospettati principali.
L'omicidio è ancora oggi insoluto.
Moore e O'Neil scelgono, per narrare questa vicenda, il genere del musical, che per certi versi è molto amato da Moore. Lo sceneggiatore britannico, non certo senza un pizzico di ironia e sarcasmo, narra di una vicenda che poco interessava risolvere e mettendo in piedi un pur leggero parallellismo con Marylin Monroe, che compare a un certo punto come co-narratrice insieme a Beth della misteriosa vicenda, con il tempo assorbita negli ingranaggi commerciali di Hollywood ispirando pellicole e altri prodotti più o meno commerciali.
Una visione nel complesso non molto edificante del mondo del cinema.

sabato 9 giugno 2018

Topolino #3263: Il compleanno di Paperino

Era il 9 giugno del 1934 quando venne distribuito nei cinema il cortometraggio disneyano La gallinella saggia, una favoletta di gusto morale della serie Silly Symphony dove comparivano due tipici fannulloni, Meo Porcello e, soprattutto, il personaggio noto in Italia come Paolino Paperino!
L'esordio fumettistico avviene il 16 settembre dello stesso anno nella serie di tavole domenicali di Ted Osborne e Al Taliaferro che propongono la riduzione dell'episodio. Le porte dei fumetti iniziano ad aprirsi sempre di più al personaggio: nel 1935 Floyd Gottfredson lo fa interagire con la star Topolino nelle storie Topolino e il mistero dei cappotti, Topolino giornalista e Topolino nella casa dei fantasmi. A partire dal 30 agosto del 1936 Paperino diventa protagonista delle tavole domenicali, che cambiano nome in Silly Symphony featuring Donald Duck, per poi diventare semplicemente Donald Duck a partire dal 22 agosto 1937 e fino al 5 dicembre dello stesso anno. Nel frattempo, sempre disegnato da Taliaferro, diventa il protagonista di una serie di strisce giornaliere parallela a quella con protagonista Topolino.
La consacrazione fumettistica arriva, però, con l'era dei comic book, albi a fumetti con uscita mensile (o comunque con periodicità più lunga rispetto ai quotidiani): sul Four Color Comic #9 datato ottobre 1942 esce Paperino e l'oro del pirata. Ispirata a L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, vede l'esordio nel mondo del fumetto dell'autore che più di tutti lo trasformerà da un monocromatico fannullone, al simpatico e amato personaggio dei giorni nostri: Carl Barks, affiancato per questo esordio dal collega animatore Jack Hannah.
Il numero 3263 di Topolino, ancora in edicola, è dedicato sin dalla copertina di Andrea Freccero (personalmente un po' deludente) al personaggio (anche se a essere pignoli Paperino è ultimamente molto spesso protagonista di quasi tutto il sommario del settimanale).
Mondo alla rovescia
Il rovesciamento dell'ordine costituito viene spesso utilizzato in letteratura per mettere in discussione alcuni aspetti della vita quotidiana cui normalmente il lettore non fa caso. Spesso in fantascienza ciò porta alla descrizione di vere e proprie distopie (o di utopie nel caso in cui l'autore ha una visione positiva del rovesciamento). Nel caso de Le normalissime avventure di Paperino Tito Faraci, affiancato da Paolo Mottura, ribalta la società dando valore, come status symbol, all'essere spendaccioni e pieni di debiti. Così Gastone è sfortunato e perde portafogli gonfi di dollari, Paperone tenta in tutti i modi di svuotare il suo deposito, i Bassotti cercano di violarlo per depositare sacchi di denaro! Paperino, invece, è pieno di denaro e cerca in tutti i modi di pagare l'affitto.
il ribaltamento riesce con praticamente tutti i personaggi, a parte Paperoga, che continua a restare insensato nonostante Paperino, incontrandolo, gli dica:
Ci mancavi soltanto tu, con le tue banali sensatezze!

venerdì 8 giugno 2018

Le grandi domande della vita: supereroi su una Terra cava

Rieccoci qui con Le grandi domande della vita. In questa puntata proseguo idealmente il discorso iniziato un mese fa con la Terra piatta, aggiungendo un paio di escursioni matematiche, una leggera ma di calcolo l'altra un po' triste, e finendo con un paragrafo dedicato all'ormai classico film di supereroi Infinity War.
Storia di una Terra cava
Un'altra interessante teoria sulla struttura e la forma del nostro pianeta è quella della Terra cava. Anche questa teoria ha solide basi nella mitologia antica, in particolare quella legata ai mondi post mortem: popolati da anime più o meno in pena in funzione della visione più o meno ottimistica, tali mondi erano posti in cavità sotterranee raggiungibili solo grazie a profondissimi cunicoli costellati da prove impervie. Indubbiamente il più famoso di tali mondi sotterranei è quello degli antichi Greci, dominato da Ade, e dove sono ambientati moltissimi miti, su tutti quello di Orfeo ed Euridice.
Nella mitologia celtica, invece, c’è una leggenda simile di una grotta detta Cruachan, anche nota come La porta irlandese per l'inferno, da cui strane creature uscirebbero per circolare sulla superficie della Terra. Lo stesso Dante Alighieri, seguendo questa tradizione occidentale, pose l’inferno nel sottosuolo terrestre, sebbene fosse chiaro a lui e ai suoi contemporanei che tale luogo non era veramente fisico, ma mentale.
Con una piccola digressione fumettistica, è anche interessante osservare come sull'Isola Paradiso di Wonder Woman, in particolare quella descritta nella serie della seconda metà degli anni Ottanta del XX secolo realizzata da Marv Wolfman e George Perez, si trova una porta verso il regno di Ade, con le amazzoni poste a difesa della porta contro l'invasione dei mostri pronti a invadere la Terra.
Le basi, per così dire, scientifiche della teoria risalgono al 1692 quando Edmond Halley propose l'idea di una Terra costituita da un guscio cavo di circa 800 km, due gusci concentrici interni e un nucleo più interno. Le sfere, separate da strati di atmosfera e con un proprio campo magnetico (con corrispondenti poli), ruoterebbero a velocità differenti. Suppose che l'atmosfera all'interno fosse luminosa (e magari abitata) e che le fughe di gas fossero la causa delle aurore boreali.
All'interno dei modelli di Terra cava venne tirato dentro anche il matematico svizzero Leonhard Euler. A suggerire l'esistenza di una sua teoria di tal genere furono gli scrittori statunitesi Lyon Sprague de Camp e Willy Otto Oskar Ley, ma come ha dimostrato Edward Sandifer(1), Euler non ha mai proposto un modello del genere. Al contrario in un articolo del 1738 propose per la Terra una crosta dura con una massa fluida al di sotto che avrebbe avuto un rigonfiamento all'equatore e non ai poli, come ritenevano altri studiosi.

giovedì 7 giugno 2018

Una signora di nome Agatha

Per l'occasione della visione in televisione (un po' di mesi fa) in un’unica soluzione dello sceneggiato televisivo in due parti Dieci piccoli indiani, ho recuperato un volume con 4 romanzi di Agatha Christie che attendeva da qualcosa come dieci anni per essere letto.
Definizione del noir
Prima di iniziare a esaminare i romanzi presenti nella raccolta di cui sopra, vorrei concentrarmi su una definizione di noir. La motivazione di tale scelta è dettata essenzialmente dal fatto che i romanzi presentati nelle pagine del volume sono, a mio giudizio, dei veri e propri noir, a differenza, ad esempio, delle serie che coinvolgono Miss Marple o Hercule Poirot.
Il noir viene considerato sottogenere dell'hard boiled e spesso con esso confuso, tanto che molti romanzi hard boiled sono classificati come noir (sebbene negli ultimi anni si tende a utilizzare il termine noir come sinonimo del più generico giallo, o del thriller per usare il termine generico inglese). Per noir si intende un romanzo di genere giallo che si concentra sul colpevole, sulla vittima, sull'approfondimento psicologico dei personaggi, sull'atmosfera, mentre per hard boiled si intende essenzialmente il giallo d'azione. È una definizione che mi trova fondamentalmente d'accordo e in questo senso almeno due dei romanzi della raccolta sono squisitamente noir, mentre gli altri due presentano dei forti elementi noir, pur ricadendo anche nella categoria dei polizieschi grazie alla presenza delle autorità competenti.
Dieci piccoli indiani
Il romanzo si basa sulla filastrocca popolare statunitense Dieci piccoli indiani (Ten little indians) che nella versione della Christie diventa Dieci piccoli negretti (Ten little niggers). L'edizione statunitense cambia il titolo del romanzo in And Then There Were None (E nessuno ne restò), verso conclusivo della filastrocca.
La filastrocca è abbastanza semplice: otto persone vengono invitate da un personaggio misterioso, tale signor Owen, che non hanno mai visto, su un'isola, Nigger Island, presso la sua villa. All'arrivo gli otto trovano ad attenderli i due servitori assunti da Owen per l'occasione più o meno con le stesse misteriose modalità con cui ha invitato i suoi ospiti.
Dopo la spettrale cena inaugurale, dove una misteriosa voce su un disco del grammofono lancia precise accuse a ciascuno dei presenti, i dieci precari abitanti di Nigger Island iniziano a morire. Uno alla volta.
Come giallo Dieci piccoli indiani non è particolarmente complicato e determinare l'identità del misterioso signor Owen è abbastanza semplice: sin dall'inizio i sospettabili non sono molti e man mano che le informazioni si accumulano, il quadro diventa sempre più chiaro. Gli elementi caratteristici del romanzo, invece, sono tipicamente noir: la vicenda è narrata in un'atmosfera gotica, oscura e pesante, quasi opprimente, mentre la scrittrice scava nell'animo dei protagonisti, per alcuni con poche e semplici immagini, per altri approfondendone la storia nel corso di tutto il romanzo. In questo senso emergono, quasi come due opposti nella scala dei negativi, Philip Lombard, il personaggio più trasparente tra tutti, e Vera Claythorne, personaggio al limite della follia. La Christie, inoltre, si permette di giocare in un paio di occasioni con descrizioni splatter o quasi, realizzando alla fine un romanzo che utilizza buona parte degli stili del genere omnicomprensivo del brivido.

lunedì 4 giugno 2018

La Luna è una severa maestra

Se si prende la produzione di Robert Heinlein, si resta in un certo senso interdetti: ci si trova, infatti, di fronte a romanzi che, apparentemente, spaziano politicamente dalla destra alla sinistra. In realtà, come è stato rilevato da altri molto meglio che da me, ma posizione politica dello scrittore di fantascienza statunitense era molto semplice: era un anarco-libertario.
Heinlein, infatti, credeva fortemente nelle capacità dell'individuo. Emblematico, in questo senso, il carattere di Hugh Farnam o quanto affermato da Lazarus Long l'immortale:
Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un'invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente.
La specializzazione va bene per gli insetti.
I personaggi migliori di Heinlein, però, non sono particolarmente forti e potenti come molti dei personaggi di, ad esempio, Alfred Elton Van Vogt, ma hanno due caratteristiche fondamentali: ingegno e indipendenza. Anzi spesso i suoi personaggi più efficaci sono quasi l'opposto del prototipo dell'eroe, quasi spaesati.
In effetti i romanzi che più di tutti raccolgono in se questi elementi, e in particolare quelli di chiara ispirazione libertaria, sono La Luna è una severa maestra e Straniero in terra straniera.

domenica 3 giugno 2018

Topolino #3262: Nel segno di Giada Perissinotto

Il numero 3262 di Topolino, dedicato sin dalla copertina a Roberto Bolle e alla sua controparte paperopolese, vede come mattatrice la bravissima Giada Perissinotto, presente con ben due storie nelle quali mostra, per l'ennesima volta, tutta la sua abilità nel rendere al meglio i personaggi.
Dal ballo al cinema
Le pieghe dei vestiti, le movenze dei personaggi, il tratto in generale: tutto risulta fluido e in alcuni casi al limite del realismo nonostante il tratto sostanzialmente rotondo della disegnatrice. Le due storie della Perissinotto si distinguono, però, per l'inchiostrazione, più leggera in quella d'apertura, Il problema ballerino su testi di Gaja Arrighini, più marcata e corposa ne Il bestio di Amicizity su testi di Roberto Gagnor per la serie de La storia del cinema di Topolino. Entrambe le scelte risultano, però, efficaci e funzionali ai soggetti dei due sceneggiatori.
La Arrighini, infatti, ispirandosi all'iniziativa On dance. Accendiamo la danza ideata da Roberto Bolle, porta il balletto tra le strade di Paperopoli con un soggetto squisitamente barksiano. L'intera città, come in alcune delle storie cittadine del Maestro dell'Oregon, si lascia coinvolgere in feste, concorsi, passioni momentanee, come quella del ballo lanciata da Bolle Duck. Ovviamente anche il solito triangolo si lascia trascinare dalla nuova moda cittadina: Paperina, Paperino e Gastone si fanno, infatti, coinvolgere dalla tempesta (anche letterale, come si vedrà) danzatoria insieme con il quarto incomodo, Paperinik!
La storia diventa, nella sua fase centrale, divertente e travolgente, con alcune pagine particolarmente efficaci anche grazie al tratto e alla costruzione della tavola adottati dalla disegnatrice.

sabato 2 giugno 2018

La metropolitana della scienza

Dando un'occhiata alle mie più che annose bozze, mi ritrovo con un paio di link alla Subway Science, una mappa della metropolitana della scienza realizzata da Crispian Jago, dove le varie linee dove viaggiano i treni sono le varie discipline scientifiche, mentre le stazioni sono identificate da importanti scienziati del campo. La mappa è interattiva (per alcuni scienziati compare una mini scheda, per altri ci si accontenta del link alla wiki) ed è decisamente eccezionale!
Purtroppo, come succede quando le cose non le seguo da lungo tempo, scopro che Crispian sta combattendo una battaglia dura e difficile, che spero possa riuscire se non a vincere a tenere sotto controllo...

venerdì 1 giugno 2018

I rompicapi di Alice: Il coccodrillo di Lewis Carroll


Copertina di Animal Comics #1 di Walt Kelly
Come riesce il piccolo coccodrillo
A migliorare la sua coda brillante
E versare le acque del Nilo
Su ogni scaglia dorata.
Quanto allegramente sembra ghignare
Con quanta semplicità estende i suoi artigli
E da il benvenuto ai piccoli pesci
Dentro le mascelle gentilmente sorridenti.
- da Alice nel Paese delle Meraviglie
Lewis Carroll, oltre a scrivere romanzi surreali intrisi di matematica e logica, diede alle stampe anche un libro un po' più serio dal titolo Symbolic Logic. Il testo è, come da stile dell'autore, ricco di rompicapi più o meno surreali, ma tutti con una loro logica ferrea, come ad esempio quello del coccodrillo e dei bambini:
  1. Tutti i bambini solo illogici
  2. Nessuno è disprezzato se riesce a controllare un coccodrillo
  3. Le persone illogiche sono disprezzate
E di conseguenza...